martedì 12 marzo 2019

A mano?

Vedo di fronte a me, nella libreria della sala, Il conte di Montecristo di Dumas, sulla mensola dove tengo i libri in attesa di essere letti. È un romanzo diviso in due volumi per un totale di quasi milleseicento pagine. A un certo punto, all'improvviso, mi chiedo come l'abbia scritto, Dumas. Siccome la stesura risale alla prima metà del milleottocento e sia la macchina per scrivere che la penna a sfera sono state inventate nella seconda metà, deduco che l'abbia scritto a mano utilizzando pennino d'oca e calamaio. Milleseicento pagine scritte con pennino e calamaio.

Ricordo che mi chiedevo la stessa cosa mentre, qualche tempo fa, leggevo Delitto e castigo di Dostoevskij. E niente, pensavo che gli scrittori di quei tempi avevano attributi non indifferenti.

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