Ho dato una letta al famoso Job Act di Renzi, la serie di norme che dovrebbe in qualche modo tamponare l'emergenza lavoro nel nostro paese. Non mi sembra che al suo interno ci sia niente che assomigli alla rivoluzione copernicana favoleggiata da certi titoloni. Si tratta, sintetizzando, di una estensione delle tutele per chi ha perso il lavoro, estensione che per la prima volta - questa e' forse una delle poche novita' - abbraccera' anche categorie finora sostanzialmente ignorate, come i collaboratori a progetto e altre. Si tratta di interventi di una maggiore durata temporale e piu' mirati - niente universalizzazione degli aiuti in stile "a pioggia". Tutto questo sperando che, nel frattempo, producano qualche effetto in termini di assunzioni le altre misure previste: sblocco dei debiti della p.a., taglio del cuneo fiscale, spinta all'edilizia, ecc. Perche' se malauguratamente cosi' non dovesse essere, ho paura che la faccenda si metterebbe male, molto male.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
sabato 1 marzo 2014
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