venerdì 30 settembre 2016

Il nuovo, magnifico, Senato targato Renzi

Dunque, vediamo se ho capito bene, il che non è affatto scontato, i punti principali della mirabolante riforma costituzionale del Senato targata Renzi-Boschi. Il principale mi pare sia quello deI taglio dei Senatori, che scendono da 315 a 100, che è una bella cosa, all'apparenza. Il problema è che questi 100 non saranno più eletti dal popolo, ma nominati dai partiti e, pur essendo formalmente Senatori, manterranno comunque anche la loro carica di provenienza, cioè Sindaci o Consiglieri regionali. Avranno quindi un doppio incarico amministrativo da espletare: uno nella città o regione di provenienza e uno a Roma, in Senato. Qui c'è già qualcosa che non va, a mio avviso. Se ad esempio Tizio è già sindaco di Vattelapesca, quando trova il tempo per andare a Roma a fare anche il Senatore? Nei weekend, quando il Senato è chiuso? Prende dei periodi di ferie e invece di andare in vacanza con la famiglia va a Roma in Senato? Oppure, viceversa, passa la settimana a Roma a fare il Senatore e nel frattempo delega qualcuno che faccia il Sindaco di Vattelapesca al posto suo? Forse prima di nominarlo Senatore ci si accerta che sia eventualmente in possesso del dono dell'ubiquità? Insomma, non c'è da ridere, uno queste domande se le pone, no?
Altra cosa. Il nuovo Senato non avrà più il potere di dare o togliere la fiducia a un governo, compito che resterà di esclusiva pertinenza della sola Camera. Ma sappiamo che alla Camera 340 seggi saranno regalati al partito di governo dall'abnorme premio di maggioranza dell'Italicum, abnormità che, come hanno già fatto notare in molti, inficia enormemente la rappresentatività. Insomma, con l'Italicum non è affatto scontato che la maggioranza espressa alla Camera rappresenti la maggioranza di chi si reca alle urne a votare. Anzi, ci sono elevatissime probabilità che sia esattamente l'opposto (da notare che l'Italicum l'hanno fatto quelli che invitano a votare sì). Riassumendo, quindi, con questa riforma si avranno governi che potranno fare quello che vogliono, compresi provvedimenti o leggi che alla maggioranza della popolazione non stanno bene, senza che nessuno possa contrastarli in alcun modo. Questa cosa va bene? A voi non lascia più di un dubbio o qualche timore? A me sì, e più di uno.
Ancora. Ci raccontano che con questa riforma si risparmiano soldi, si tagliano i costi della politica e i parlamentari. È vero, ma quelli che hanno fatto i conti dicono che si tratta di una goccia d'acqua nel mare di questi famosi costi. Il Senato, ad esempio, costa grosso modo 1.600.000.000 euro all'anno, con la riforma Renzi su questa cifra si risparmiano alcune decine di milioni di euro, e voi mi dite che non si tratta di una presa per il culo? E poi, se davvero si volevano tagliare costi e poltrone, perché non si è ad esempio dimezzato il numero dei Senatori e dei Deputati? Oppure, perché non si è data una bella sforbiciata agli stipendi dei parlamentari, che se ne parla da decenni ma nessuno l'ha mai fatto? Sarebbe interessante chiarire anche la faccenda delle immunità. Perché un Sindaco che nei weekend va a fare il Senatore deve avere l'immunità parlamentare? A che gli serve? A niente, presumo. O forse a qualcosa gli serve, dal momento che amministrazioni regionali di mezza Italia sono a vario titolo sotto inchiesta.
Questo è ciò che ho capito io della mirabolante riforma costituzionale del Senato targata Renzi, su cui dovremmo esprimerci il 4 dicembre. Forse qualcosa mi è sfuggito, forse non ho ancora tutto chiaro, ma un punto mi è chiarissimo: io voterò NO. Non per cattiveria o perché mi stia sul cazzo Renzi, o almeno non solo per quello, è che proprio non mi va di essere preso per il culo.

3 commenti:

Francesco ha detto...

che dire? Post da incorniciare.

Romina ha detto...

Io andrò a votare con qualsiasi condizione meteo, anche con due metri di neve. :D E ovviamente voterò no.
Per quanto riguarda il Senato formato da sindaci e consiglieri regionali, pensa un po' a quello che potrebbe uscirne: ognuno farà esclusivamente gli interessi della propria piccola patria. Se, ad esempio, il governo decide di fare una discarica in Molise, tutte le altre regioni saranno d'accordo col governo, pur di non avere la discarica sul proprio suolo. Ho semplificato, ma il concetto è questo.

Andrea Sacchini ha detto...

Certo. Senza contare che entrambe le cariche, Sindaco/Consigliere e Senatore, hanno l'obbligo di espletare le rispettive funzioni in loco. E come sarà possibile accordare la tempistica tra le sedite del Senato e gli impegni locali di 21 circoscrizioni regionali? Questa è la semplificazione targata Renzi.