sabato 4 novembre 2006

Questa sì che è magia...

Qualche tempo fa scrissi un lungo articolo sulla questione dell'indulto. Oggi veniamo a sapere dal Corriere che ne beneficierà anche il mago Do Nascimento (sì, proprio lui, quello delle polverine e del malocchio), il quale si vedrà ridurre la pena da 4 anni a 1.

Interessante questa sua dichiarazione riportata sempre dal Corriere: "Non sono scappato, sono solo partito prima degli arresti!".

Qui sotto c'è lo spazio dei commenti, ma mi pare che ogni considerazione sia superflua.

venerdì 3 novembre 2006

Il risveglio di Microsoft

Una delle molte cose che mi fa apprezzare l'uso di internet, è il fatto che ancora ci si possa scambiare liberamente delle informazioni. Io pubblico un articolo sul mio sito o sul mio blog e qualcun'altro lo legge: nessuno si mette in mezzo. Questo naturalmente non significa che io sia autorizzato a scrivere delle cretinate; se per esempio scrivo che Tizio è un idiota e Caio un ladro e non porto nessuna argomentazione a sostegno delle mie tesi, questi hanno il sacrosanto diritto di offendersi e al limite querelarmi. La rete offre anche la possibilità di trovare delle informazioni che la televisione o i giornali non passano; è difficile che in tv si trovino cose tipo questa, solo per fare un esempio.

Come è (dovrebbe essere) noto, in altre parti del pianeta non è così. Ci sono paesi, soprattutto nell'area dell'estremo oriente, in cui internet è controllata dallo stato: possono circolare solo notizie approvate dalle fonti governative, e nello stesso tempo i cittadini non hanno libero accesso alle informazioni. In questa pagina di Reporters Sans Frontieres, ad esempio, c'è l'elenco delle persone attualmente detenute nelle carceri di vari paesi per motivi di opinione, per aver detto o scritto qualcosa di "scomodo". In questo elenco troviamo scrittori, avvocati, studenti, bloggers, dissidenti politici, semplici cittadini. Uno dei paradossi più evidenti di tutta questa storia, è che spesso i regimi che praticano la censura hanno l'appoggio di grandi aziende presenti sul territorio, che per continuare a tutelare i loro grossi interessi si prestano volentieri ad "appoggiare" tale pratica. Da qui la nota iniziativa lanciata da Amnesty International contro la repressione su internet.

In questo quadro si inserisce l'Internet Governance Forum di Atene, l'appuntamento internazionale nel quale si sta decidendo il presente e, soprattutto, il futuro della rete. Come era facile immaginare, uno degli argomenti più gettonati riguarda proprio la controversa questione della libertà in rete, e in questo contesto si inserisce la - per certi versi sbalorditiva - presa di posizione di Microsoft, la quale, per bocca del suo portavoce al forum Fred Timpson, ha dichiarato di stare valutando l'ipotesi di andarsene a causa dei problemi derivanti dal livello di repressione attuato dal governo. Rimane da considerare se la mossa di Microsoft sia solo politica, come giustamente si chiede don Paolo in questo post, oppure se le intenzioni della multinazionale dell'informatica siano reali.

Sarebbe interessante, a questo punto, sentire il parere degli altri colossi dell'informatica attualmente "di stanza" sul territorio cinese, tipo Google, Yahoo, Cisco System. Google e Yahoo, ad esempio, hanno accettato di auto-censurarsi sotto i diktat delle autorità governative, motivo per cui ancora oggi cercando parole tipo "libertà" o "diritti umani" compare una notifica di errore.

Comunque vada a finire questa storia, un lato positivo c'è sicuramente: e cioè il fatto che per una volta mi trovo a condividere una posizione presa da Microsft. Incredibile!


p.s.

Apprendo adesso dalla tv la notizia che tutti aspettavamo: il reporter Gabriele Torsello, rapito in Afghanistan il 12 ottobre, è libero.

giovedì 2 novembre 2006

Viagra? No, grazie (piccola indagine anti-spam)

Questa mattina aprendo la posta ho trovato una gradevole sorpresa: un'e-mail di spam (chi non sa cos'è può dare un'occhiata qui). Essendo la prima volta che ne ricevo una, la cosa un pò mi ha sorpreso; oltretutto per gestire la posta elettronica faccio esclusivamente uso della webmail, e ciò significa che il messaggio che mi è arrivato è riuscito a bypassare i filtri antispam del provider. Ho quindi provato a fare "l'Attivissimo" della situazione facendo qualche indagine.

Naturalmente vale sempre il consiglio di cestinare immediatamente i messaggi provenienti da mittenti sconosciuti, specie se contengono allegati. In questo caso comunque l'allegato non c'era. Ecco come si presentava l'e-mail (clicca su ogni immagine per ingrandirla):



Ecco come hanno fatto gli astuti spammer a bypassare i filtri antispam: date un'occhiata alla scritta in nero, quella con alcune lettere grandi e altre piccole. Bene, lasciate perdere le piccole e leggete solo le grandi, cosa viene fuori? "Cheap Viagra", ossia Viagra economico, a basso costo. Furbi, no? Nessun filtro avrebbe lasciato passare un'e-mail con all'interno la parola "Viagra" e quindi hanno pensato bene di "mascherarla" usando nella stessa riga alcune lettere grandi e alcune piccole, in modo che le lettere che formano la parola Viagra non fossero sequenziali. Geniale, no?

Bene, visto che per stessa ammissione di mia moglie a me il Viagra ancora non serve, a questo punto potrei tranquillamente chiudere l'e-mail e cestinare il tutto. Ma io sono curioso, e quindi vado avanti. Dunque, prima domanda: da dove viene questo messaggio? Una prima risposta la possiamo trovare analizzando l'header dell'e-mail, ossia la sua intestazione, eccola:



Il primo particolare a cui dobbiamo prestare attenzione è il numero "-800" indicato nella penultima riga a fianco della data. I server di posta, oltre all'orario che vedete scritto, usano infatti indicare anche la differenza di fuso orario rispetto a quello di Greenwich, preso come riferimento. Come è noto l'Italia è avanti di un'ora rispetto al GMT, infatti se si controllano le indicazioni riportate nei normali messaggi che si ricevono da amici e conoscenti, si nota che riportano tutte "+100". Il fatto che qui sia scritto "-800" indica senza ombra di dubbio che il messaggio è partito da ben più lontano, certamente non dall'Italia.

Quando si ricevono e-mail come questa, specie se inattese e/o sconosciute, non bisogna mai cliccare sopra al link contenuto all'interno (a meno che naturalmente non si tratti della mia newsletter ^_^); spesso infatti si tratta di "phishing", una tecnica adottata dai criminali informatici per carpire dati sensibili agli utenti (codici bancari, ecc...) che consiste nel reindirizzare verso siti truffa all'interno dei quali viene chiesto di inserire tali dati.

Purtroppo non esistono rimedi a questa piaga; se il nostro indirizzo è caduto in mano agli spammer l'unica soluzione è quasi sempre quella di cambiarlo con uno nuovo. Sì, in teoria ci sono delle leggi che puniscono gli spammer, ma fondamentalmente sono di difficile applicazione in quanto spessissimo i simpatici individui che ci attaccano non sono italiani, e delle nostre leggi cosa volete che freghi a un nigeriano, coreano o cinese come in questo caso? Volendo, si può tentare di segnalare l'abuso al Garante della Privacy o al provider, ma l'esperienza dimostra che la maggior parte delle volte è solo una perdita di tempo: il garante ha ben altro a cui pensare, e spesso i provider vendono ai proprio utenti pacchetti antispam (basta fare 2 + 2).

Bene, a questo punto possiamo passare ad analizzare il sito linkato nella mail. Innanzitutto (mi pare di averlo già detto) su questi link non bisogna mai cliccare, specie se si usa Internet Explorer (il perché l'ho già spiegato tempo fa qui). Se proprio non resistiamo alla tentazione è comunque meglio digitarlo manualmente nella barra degli indirizzi del browser. Naturalmente mi sono guardato bene dall'aprirlo subito; prima ho cercato qualche informazione supplementare.

Come prima cosa ho inserito il nome del sito nel fido Netcraft, ed ecco il responso:



Alcune indicazioni mancano, ma è evidenziato chiaramente nel campo "country" che ci troviamo in Cina. Con un'ulteriore ricerca whois effettuata con Notrace trovo altre importanti informazioni sul sito, ma a questo punto posso anche lasciar perdere, non mi metto certo a scrivere un'e-mail di protesta... in cinese. E allora vediamola questa famosa pagina. Eccola qui:




Ecco qua. Come potete notare da questa schermata, abbiamo il Viagra, il Cialis (?), l'Ambien (?), poi scendendo giù è possibile acquistare il Prozac, il Valium, ecc... insomma una vera e propria farmacia online.
Bene, a questo punto ne ho abbastanza e chiudo il tutto: il Viagra (almeno per adesso) se lo possono anche tenere.

mercoledì 1 novembre 2006

Ciao Halloween (senza rimpianti)

Anche quest'anno Halloween se n'è andato. Con quello che si è portato via in termini di soldi e - soprattutto - di vite umane, chissà se il prossimo anno avremo ancora voglia di festeggiare...

martedì 31 ottobre 2006

Grotte sommerse

Mi ha fatto un certo effetto, questa mattina, leggere della tragica disavventura capitata allo sfortunato speleosub mantovano Mauro Campini. Il primo pensiero che mi viene in mente (e, penso, non solo a me) quando capitano cose di questo tipo, è che un pò se la sia cercata.

Tuttavia mi rendo conto che il mio è un giudizio dettato da chi vede la cosa dal di fuori, da chi non c'è dentro; so benissimo infatti che alle passioni non si comanda. Ognuno segue quello che ha dentro. C'è chi è appassionato di libri, chi di astronomia, chi di musica, e così via. E anche questa è una passione, al pari di altre. Tuttavia mi riesce sempre difficile comprendere (appunto perché non ci sono dentro) cosa spinge a dedicarsi a un hobby così pericoloso come la speleologia subacquea (la grotta dove è successa la disgrazia è questa), il free climbing, o cose di questo tipo.

Spesso, in queste circostanze, salta fuori il fatalismo, cose tipo "si vede che doveva succedere", "era destino" e simili. Boh, non so, di solito non credo al "destino", al "si vede che doveva succedere". Sono più portato a pensare che ognuno se lo costruisca da sé il proprio destino, con quello che fa, da come agisce. Però potrei anche sbagliarmi.


Aggiornamento 16,55

Cristina Freghieri (che ringrazio per avermi concesso di pubblicare la foto che vedete in alto) mi ha inviato un'e-mail attraverso la quale mi prega di precisare che la descrizione delle problematiche relative alle immersioni in grotta, riportate nella pagina del suo sito che ho linkato sopra, sono di carattere esclusivamente generale, e non hanno nessuna attinenza con la tragica vicenda di cui ho parlato nel mio articolo. A maggior ragione in questo momento, in cui ancora non sono note le cause che hanno provocato questa tragedia.

lunedì 30 ottobre 2006

Chi è che ha fallito?

C'è qualcosa che non quadra nel titolo di questo articolo pubblicato oggi sulla versione online di Repubblica



Come prima cosa sarebbe interessante capire cosa si intende per "mondo": cosa vuol dire "il mondo ha fallito"? In pratica nell'articolo c'è semplicemente scritto che gli impegni che 180 capi di stato avevano preso in occasione del vertice mondiale dell'alimentazione tenuto a Roma nel 1996, e cioè di riuscire a dimezzare entro il 2015 il numero di quelli che muoiono di fame, non solo è ben lungi dall'essere raggiunto, ma va in contro tendenza, cioè la fame nel mondo aumenta invece di diminuire.

E allora, mentre leggevo questo articolo, mi è venuto in mente che l'anno scorso avevo pubblicato un pezzo sul mio sito internet in cui mi chiedevo che cavolo ci sta a fare la FAO. In genere, nei paesi normali, se un'istituzione o un ente non funzionano si smantellano; perché la FAO, visto che dopo 60 anni non ha ancora combinato niente, è ancora lì? Fortunatamente ho la buona abitudine di non buttare via mai niente, e infatti l'articolo è ancora lì al suo posto (anzi, mi farebbe piacere che ci deste un'occhiata).

Naturalmente le cause di questo clamoroso insuccesso sono molteplici: a cominciare dalla diminuzione dei fondi destinati al finanziamento di progetti agricoli, passati in circa vent'anni da 8 milardi di euro a poco più di 3; una notevole dose di "colpa" ce l'hanno le politiche "protezionistiche" adottate dai paesi ricchi per tutelare i proventi derivanti dalla propria agricoltura, e, da ultimo, la constatazione che - per colpa di chi non si sa - gli impegni e le promesse presi nel vertice mondiale del 1996 sono per gran parte rimasti lettera morta.

E intanto il 2015 si avvicina...

sabato 28 ottobre 2006

Uomini, donne, oppure la questione è un'altra?

Questa mattina, i due o tre quotidiani (cartacei) che mi sono capitati sottomano, riportavano tutti in prima pagina (chi più in alto, chi più in basso) la diatriba scoppiata tra la Gardini e Luxuria sulla questione del bagno da utilizzare da quest'ultima (ultimo?).

Stessa cosa per le fonti informative "online" (nello specifico Corriere, Ansa, GoogleNews, Repubblica, AdnKronos, ecc...).

A prescindere dalla mera questione sul tappeto (sulla quale così, su due piedi, non saprei bene neanche io...), possibile che non sia chiaro a questi signori che non ce ne frega niente di questa cosa?

Sono ben altri gli argomenti di cui bisognerebbe parlare (e di cui, magari, scandalizzarsi).

venerdì 27 ottobre 2006

A Roma costa meno

All'inizio sono rimasto un pò così quando ho letto questa cosa, anche perché non pensavo che qualcuno si fosse preso la briga di fare un'indagine di questo tipo.

E invece è proprio così: a Roma conviene.


p.s.
Sempre tenendoseli ben stretti, ovviamente. :-)

Linuxday, è quasi ora!

In caso foste a corto di idee su cosa fare domani, potreste prendere in considerazione l'idea di fare un salto al Linux Day 2006.

Se devo essere sincero mi ero quasi dimenticato, ma ci hanno pensato il mio amico Maurizio e gli amici di sblogghiamo a rinfrescarmi la memoria. Grazie ragazzi!

Per spiegare brevemente di cosa sto parlando a chi magari non lo sa, provo a inventare e a mettere giù un'ipotetica intervista. Allora, facciamo così: io sono "Andrea" e l'ipotetico amico che mi chiede informazioni, "Amico" (originale, eh?). Bene, cominciamo.

Amico: "Cos'è il Linux Day?"

Andrea: "E' una manifestazione nazionale, che si articola a livello locale, con lo scopo di promuovere e far conoscere l'uso del software libero, in particolare Linux"

Amico: "Linux? Che roba è?"

Andrea: "E' un sistema operativo libero e gratuito, oggi ne ha parlato anche Grillo"

Amico: "E dove si svolge questa manifestazione?"
Andrea: "In molte città d'Italia. Se dai un'occhiata qui ne troverai sicuramente una vicino a te"

Amico: "Io uso Windows, ci posso andare lo stesso?"

Andrea: "Certo, i linuxiani non sono mica una setta che accetta solo gli adepti. Tutti possono andare, anzi, più si è e meglio è"

Amico: "Ma... si paga?"

Andrea: "L'entrata e gratis, l'uscita... a pagamento! Ma sto scherzando, certo che è gratis, ci mancherebbe"

Amico: "Ma cos'ha 'sto Linux di diverso da Windows?"

Andrea: "Beh, direi che di diverso ha tutto. Per prima cosa è un sistema operativo libero; in più, volendo, perfino gratuito"

Amico: "Gratuito?"

Andrea: "Esatto, se credi te lo puoi anche scaricare da internet. Poi te lo installi e lo usi. Punto"

Amico: "E il mio Windows?"

Andrea: "Beh, se proprio ti serve ancora puoi installare tranquillamente Linux sullo stesso hard disk e all'avvio del pc scegliere quale sistema vuoi usare, io ho fatto così"

Amico: "Ma, insomma, cos'ha in più questo Linux?"

Andrea: "Beh, è difficile così, su due piedi, fare un elenco completo. Vediamo... come posso farti un esempio? Ah, sì, ci sono. Quanti virus hai preso nell'ultimo mese con Windows?"

Amico: "Mmh... mi pare 5 o 6"

Andrea: "Ecco! Questo è un buon motivo"

Amico: "Si, però alcuni amici mi hanno detto che è difficile..."

Andrea: "Beh, forse alcuni anni fa, quando molte cose si facevano ancora solo da linea di comando testuale. oggi non è più così"

Amico: "Mi hai quasi convinto: quasi quasi vengo a fare un salto"

Andrea: "Ok, allora ci vediamo domani"

Amico: "Ci sarò!"


Aggiornamento 19,10

Incredibile, ne parla anche Repubblica. Che voglia far piovere? :-)

giovedì 26 ottobre 2006

Libano e finanziaria


Vcc-1 "Camillino" (fonte immagine: http://www.revistanaval.com/armada/especial/vcc1.htm)


Quello che si vede in quest'immagine è un VCC-1 "Camillino". E' un corazzato di produzione italiana (lo fabbricava l'OTO-Melara di La Spezia) ed è uno dei mezzi, assieme ad una trentina di anfibi, coi quali le nostre truppe sono sbarcate in Libano agli inizi di settembre. Questi però, a differenza degli anfibi (di più recente produzione), hanno una peculiarità: sono gli stessi utilizzati nel 1983 per la spedizione a Beirut. Esattamente gli stessi. E tutto questo per un motivo molto semplice: non si sono trovati fondi per acquistarne di nuovi. E' quanto si legge in un documento .pdf reperibile in questa pagina di forzearmate.eu.

Ma ci sono altre cose molto interessanti contenute in quello che pare essere l'unico documento trapelato dal velo di "segretezza" che circonda la missione libanese dei nostri soldati. Sempre riguardo al "Camillino", ad esempio, viene riportato che si tratta di un mezzo assolutamente inadeguato per resistere ai razzi Rpg di cui dispone Hezbollah, e anche se di recente è stata aggiunta qualche "corazza" in più, sono pochi quelli che scommetterebbero sulla sua tenuta in caso di attacco da questo tipo di razzi anticarro.

Questo breve preambolo per entrare un pò nell'ottica di quello di cui voglio parlare in questo articolo: e cioè il costo della missione italiana in Libano.

E' risaputo che le missioni militari all'estero sono piuttosto costose; lo leggiamo sui giornali (così così), lo sentiamo in tv (poco), se ne parla al bar (di più), ecc... ma è sempre un discorso piuttosto generico; sì, è noto che costano, ma "quanto" di preciso non si sa. Qualcosa in proposito è stato anticipato qualche tempo fa da Repubblica in questo articolo: si parla di circa 220 milioni di euro fino al 31 dicembre di quest'anno.

Un più dettagliato resoconto, invece, lo troviamo su peacelink.it, il quale a sua volta riporta come fonte Il Manifesto. Vediamo un pò.

Leggendo, troviamo ad esempio che la portaerei italiana Garibaldi, l'ammiraglia della nostra flotta, ha un costo di esercizio mensile di 3.080.650 euro al mese, quasi 6 miliardi delle vecchie lire. Calcolando quindi settembre, ottobre, novembre e dicembre, fino a capodanno si spendono più di 12 milioni di euro. In aggiunta a questo sono stati calcolati (solo per settembre e ottobre) altri 1,2 milioni per i mezzi blindati, 1,8 per gli aerei (se c'è una portaerei, ovviamente sopra ci sarà qualcosa che vola), 14 (quattordici) per i servizi accessori. Sono poi previsti 22 e passa milioni di euro per le retribuzioni del personale militare (viene citato l'esempio di un maresciallo capo che, tra stipendio base e indennità di missione, arriva a circa 12.000 euro mensili).

Questi alcuni dati (se volete continuare la pagina è qui). Tirando un pò le somme di tutta questa storia, si scopre infine che il totale delle spese (spese della difesa più costo missione) è equivalente all'importo della finanziaria 2006, quella dell'anno scorso, che si aggirava sui 27 miliardi di euro. E dove si prendono questi soldi? Beh, naturalmente - come in ogni finanziaria che si rispetti - si taglia dove servono di meno: sanità, scuola, ecc... eccheccavolo, volete mettere? Quest'anno le mie figlie (4a e 5a elementare), insieme a tutti i loro compagni, hanno portato 5 euro a testa per permettere alla scuola di far fronte alle spese di cancelleria (fotocopie, carta, penne, ecc..), però in compenso siamo andati in Libano.

Sarà il caso di cominciare a mandare a cagare qualcuno?

Bollo e balle

Sono anziano e, come anziano, ho una certa fissa per vecchi arnesi come la semantica. Nel post con cui Gioggia annuncia la sospensione del b...