"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
mercoledì 5 novembre 2014
Con quella faccia un po' così
"Berlusconi sa che se vinciamo noi, lui è il primo rottamato." (Matteo Renzi, 16 settembre 2012)
"E' giusto fare le riforme con Berlusconi, non le faccio da solo. Rispetto Berlusconi, Verdini e Letta." (Matteo Renzi, 05 novembre 2014)
Una volta si diceva "avere la faccia come il culo". Ma anche oggi, credo.
Prese di coscienza
Oggi tocca a Carrara. Ogni volta che piove un po' più del solito, appare sempre più chiaro come non siano più rinviabili opere importantissime come il TAV.
martedì 4 novembre 2014
Cavolo, se ne sono accorti
Una manina, quatta quatta, aveva diminuito nella bozza della legge di stabilità i fondi che ogni anno vengono destinati all'assistenza dei disabili e delle persone non autosufficienti, congelando contemporaneamente pure i fondi per le politiche sociali.
Le associazioni dei disabili, stamattina, hanno protestato davanti alla sede del ministero dell'Economia e, come per magia, i fondi sono stati ripristinati (per ora si tratta di una promessa ma facciamo finta di niente).
Se vi siete accorti, è una prassi triste che si ripete spesso, indipendentemente da chi ci sia al governo: si taglia, i destinatari dei tagli fanno casino - più che legittimo, in questo caso - e le somme vengono ripristinate. Ci ho pensato un po' su e ho dedotto che il ragionamento di lorsignori potrebbe essere questo: noi tagliamo in maniera lineare, se se ne accorgono pazienza, altrimenti è andata bene. Francamente non vedo altra spiegazione.
La dignità della larva
"Quella di Brittany è stata una morte senza dignità", strilla monsignor De Paula, presidente della Pontificia Accademia per la Vita. Evidentemente, secondo questi qui, per morire con dignità la poveretta avrebbe dovuto cercare di tirare avanti i pochi mesi rimasti, cercando di fare buon viso alle sofferenze devastanti che un cancro al cervello incurabile le avrebbe inflitto. Una volta giunta allo stato larvale, il coefficiente di dignità sarebbe arrivato a livello soddisfacente e, da lì in poi, la morte naturale sarebbe stata più che dignitosa.
Patetici.
(...)
Gas serra, l'ultimo appello degli scienziati a darci una svegliata prima del no return point è dell'altro ieri. Certo che l'umanità è proprio una razza bastarda, eh. Siamo gli ultimi arrivati, su questa terra, e siamo quelli che hanno fatto più danni. Se racchiudiamo i 4,5 miliardi di anni che ha il nostro pianeta in un anno solo, vediamo che la vita è comparsa gli ultimi giorni, e l'Homo sapiens gli ultimi minuti prima della mezzanotte.
È un po' come se, per fare un paragone, tu ti tieni la tua bella casetta in ordine, pulita, profumata, poi arrivano all'improvviso degli ospiti, magari inattesi, e nell'arco di un paio d'ore ti mettono tutto a soqquadro. Credo che di tutte le disgrazie che potevano capitare al nostro pianeta, la razza umana sia stata la peggiore, e fortunatamente l'ultima.
lunedì 3 novembre 2014
Brittany
Non so se Brittany Maynard abbia fatto la scelta giusta, e d'altra parte non serve che io lo sappia, perché sono fermamente convinto che ognuno abbia il sacrosanto diritto di decidere come vivere e come morire. Alla stessa maniera, sono altresì convinto che ognuno abbia il diritto di decidere in autonomia se la propria vita sia ancora degna di essere considerata tale oppure no. In tantissimi paesi, molto più civili del nostro, questo diritto è riconosciuto, nel nostro ancora no. Forse ci arriveremo, forse no. Per quel che mi riguarda, mi limito a rispettare e condividere la sua scelta.
Nel weekend
Dalla cronaca del weekend appena concluso: a Napoli un italiano, ubriaco e senza patente, falcia un uomo di nazionalità romena fermo al rosso di un semaforo con la sua moto. Ad Anzio un africano in bicicletta viene investito e ucciso da un italiano, fatto, ubriaco e pure pregiudicato. Di nuovo a Napoli, un senegalese interviene tentando di difendere una coppia di turisti francesi da una rapina. La gente s'incazza, circonda il senegalese e cerca di smazzolarlo ben bene.
Tranquilli, queste cose qua non le leggerete sulla bacheca di Salvini.
domenica 2 novembre 2014
Il mio 2 novembre
Tutti andavano ai cimiteri quel giorno lì: parcheggi pieni, vigili sulla via Emilia per regolare il traffico, ressa all'entrata e all'uscita, c'era più gente a spasso tra le tombe del cimitero che tra le banchette del mercato del venerdì in piazza Ganganelli.
Si faceva il giro dei loculi dove riposavano i parenti, poi di quelli dei conoscenti, e ogni volta mi dovevo sorbire le spiegazioni su chi fossero i poveracci dietro quelle foto grigie coi bordi ingialliti dal tempo. "Questo era lo zio del nonno, ma tu sei troppo piccolo, non l'hai conosciuto; questa era la nonna di tuo cugino di Gambettola, ma è morta prima che tu nascessi, non puoi conoscerla" e via di questo passo. Ricordo che tra me e me pensavo: ma se non li conosco, che cavolo mi hanno portato a fare qui?
Il campionario umano all'interno del cimitero era il più variegato mai visto al mondo: dalla nonnina tutta vestita di nero che sgranava la sua corona come se non ci fosse un domani - e infatti, guardandola, non sembrava averne davanti ancora molti - agli uomini con la sigaretta che parlavano tra loro di calcio o macchine. Terminato l'annuale, macabro giro turistico, ci si avviava verso l'uscita. Finalmente era finita. Segno di croce e via, verso la macchina, tutti contenti per non aver mancato l'annuale appuntamento con l'ossequio ai morti, i quali, chissà, magari erano pure contenti, ma sono più propenso a credere che non gliene sia mai fregato niente del nostro giro turistico.
La Rimini andata
Scorrere la cronaca di Rimini è diventato sconfortante. Ogni giorno vi si legge di uno o più episodi di criminalità, più o meno gravi, ma comunque sintomi di una Rimini che non c'è più, quella di quando ero ragazzino e ci scorrazzavo col mio Ciao. L'altro giorno hanno gambizzato un uomo: persone armate gli hanno sparato alle gambe da una macchina in corsa mentre camminava sul marciapiede. Mai a Rimini, che sappia io, si sono in passato verificati episodi simili. La decisione dei negozianti di Marina centro di chiudere le saracinesche all'una, dopo pranzo, è la ciliegina su una torta amara, quella di una Rimini che si è arresa alla criminalità dilagante e preferisce chiudersi in casa. Intendiamoci, non biasimo i cittadini che decidono di non avventurarsi in strada di sera o i negozianti che chiudono i loro negozi molto prima che faccia buio, se abitassi a Rimini probabilmente pure io lo farei.
Però dispiace. Da ragazzino ci scorazzavo col mio motorino, e da adulto, per lavoro, l'ho girata in lungo e in largo per quasi vent'anni. Conosco ogni angolo, ogni piazza e ogni via, e mi spiace che nell'arco di pochi anni sia diventata così invivibile. Ma, forse, quello di arrendersi è un destino che accomuna molte grandi città.
sabato 1 novembre 2014
Tfr in busta? No, grazie
Se le cose dovessero effettivamente andare come prevede lo studio, "il gettito Irpef generato dalla maggiore tassazione sarebbe di 1 miliardo, circa 1,5 miliardi in meno di quanto previsto dalla relazione tecnica alla Legge di Stabilità." Riassumendo: il governo aveva messo in preventivo di incassare con l'operazione Tfr in busta paga 2,5 miliardi. Siccome i lavoratori non sono fessi, o almeno non tutti, e hanno capito il giochetto truffaldino della tassazione normale applicata al Tfr in busta invece di quella agevolata lasciando il Tfr in azienda, la scelta non poteva essere che questa.
La prossima volta, Renzi, cerca di mettere in conto tutte le variabili, eh?
Dissociazioni?
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Questo articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. No, non preoccupatevi, non sono impazzito. Si tratta di uno dei commenti ...