domenica 30 agosto 2026

Comunicazione politica

Credo che una lezione la vicenda Bonaccini la possa insegnare - una lezione ovvia, ma tant'è -: la comunicazione politica, oggi, nell'era dei social media, è completamente diversa dalla comunicazione politica dell'era precedente. 

Nell'era precedente, l'intervista a Bonaccini sarebbe stata pubblicata su un giornale e i lettori l'avrebbero letta integralmente. Leggendola integralmente, il senso di ciò Bonaccini voleva dire sarebbe staro chiaro. Nell'era dei social le interviste integrali non le legge più nessuno perché nessuno legge più i giornali. In virtù di questo, i pensieri e i concetti, filtrati dai social, vengono spezzettati, parcellizzati, e chi ha interesse a mettere in cattiva luce un avversario politico non deve fare altro che estrapolare una sua breve frase da un discorso articolato e darla in pasto ai propri followers. Una singola frase estrapolata da un contesto più ampio può cambiare completamente il senso di ciò che l'autore vuole esprimere. 

Meloni, prendendo quella singola frase e dandola in pasto ai milioni di followers che la seguono, ha enfatizzato una parte reale del discorso di Bonaccini e ne ha ignorato il significato politico complessivo. Bonaccini ha effettivamente associato il voto a destra a minore istruzione, condizioni economiche peggiori e appartenenza alle periferie/aree interne, cose oggettivamente vere, ma un conto è affermare che "chi vota a destra è ignorante", altro conto è dire: "Statisticamente, le destre raccolgono una quota maggiore del loro consenso tra persone con minore istruzione e condizioni economiche più difficili; questo dovrebbe essere un problema per la sinistra, che deve recuperare quei voti".

La seconda è molto più vicina a ciò che Bonaccini stava effettivamente dicendo, ma questo concetto è di difficile comprensione se dedotto da una singola, breve frase opportunamente tagliata. Piaccia o no, oggi la politica si fa per gran parte sui social, dove quasi niente è come sembra.

5 commenti:

  1. Non avresti potuto spiegarla meglio, quest'ennesima e fraudolenta manipolazione ordita a scopi politico-elettorali.
    E la frase finale "oggi la politica si fa per gran parte sui social, dove quasi niente è come sembra" mi ha richiamato questa recente scoperta, che mi è difficile dire se più utile o più divertente:
    https://www.radio24.ilsole24ore.com/home/programmi/fake-news

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    1. I dati elencati dal min. 9:20 sono impressionanti. Forse è vero che siamo entrati in un mondo dove non è più possibile distinguere ciò che è vero da ciò che è falso.
      Tra l'altro, a proposito di IA, leggevo ieri un post di Paolo Attivissimo col quale il noto blogger informatico annuncia la chiusura dei commenti nel suo blog per l'impossibilità di distinguere quelli reali da quelli spam generati con l'IA.

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  2. Non so le statistiche ufficiali ma credo che la sinistra (almeno quella autentica) è sempre stata supportata maggiormente dai ceti poveri della popolazione.
    Se vediamo in Italia la regione Campania è sempre stata un feudo di sinistra.
    Se vediamo molti Paesi come Venezuela, Cuba, Russia, Cina sono storicamente di area comunista.

    Per me la destra è rappresentata dal mondo angloamericano neoliberale.

    Invece il Partito Democratico è una finta sinistra neoliberale tanto che ormai non lo nascondono neanche più...
    Moltissimi votano PD perché non ragionano in maniera approfondita.
    Votano PD per inerzia del tipo PD: sinistra per loro tutto il resto non conta o non gliene importa.

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  3. La destra viene votata da, secondo me, chi sono benestanti o persone - qui ci sarebbe la "parte ignorante" - credono formare parte dei benestanti o che pensano che quelli saranno i salvatori di tutta la sua poverezza.

    podi-.

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  4. Nell'era "social" tutto è più approssimativo e superficiale. Proprio come le persone. Nulla si approfondisce, nulla si apprende. Tutto si usa in base alla convenienza e i politicanti che ci ritroviamo hanno contribuito, e contribuiscono, in maniera inquietante a implementare questa macchina infernale.
    Non c'è buona fede, non c'è onestà intellettuale, non c'è lucidità.
    Tutto serve per fare propaganda, per infangare, per dare in pasto agli odiatori tutto ciò che fa comodo all'istante.
    I problemi reali, nel frattempo, finiscono sotto il tappeto e lì restano.

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