giovedì 21 luglio 2022

Crisi

Mi fanno un po' sorridere gli allarmati e i preoccupati per il probabile (non sicuro) avvento di un governo trainato dalla destra, magari guidato dalla Meloni. Se anche Draghi non fosse caduto, con probabile chiamata al voto il prossimo due ottobre, si sarebbe comunque votato in marzo (fine naturale di questa disgraziata legislatura), e non credo che sarebbe cambiato granché, se si esclude il breve posticipo della disgrazia che comunque sembra ormai destinata a caderci sulla testa, quale appunto l'avvento di un nuovo 28 ottobre '22.

Per quanto riguarda questa crisi di governo, al di là del fatto che Draghi piacesse o meno, mi sembra evidentissimo che è stata provocata per meri interessi di bottega, per cercare cioè di recuperare i consensi perduti, indugiando sugli istinti più irresponsabili, da parte dei tre partiti ormai da tempo più in difficoltà, cioè Cinquestelle, Lega e Forza Italia. D'altra parte è ormai prassi consolidata che le meccaniche politiche si basino non su visioni o progetti a lunga scadenza improntati alla lungimiranza, ma sul perseguimento del consenso immediato, con tutto ciò che ne consegue.

Prevedo tempo cupi e pericolosi sotto parecchi punti di vista. Teniamoci forte.

7 commenti:

Guchi chan ha detto...

"Prevedo tempo cupi e pericolosi sotto parecchi punti di vista" : pure io. E la cosa che mi ha fatto arrabbiare di questa crisi di governo non è l'aver anticipato l'inevitabile m****a, ma il fatto di non aver consentito al governo di portare a termine tutte le riforme richieste per accedere ai fondi europei, e non solo. Questa è la più evidente dimostrazione del fatto che ai nostri politici non importa un fico secco del proprio popolo, anche se gridano il contrario.

Andrea Sacchini ha detto...

Vero. È quasi sempre stato così e temo lo sarà sempre.

Gwendalyne ha detto...

In linea di massima sarei d'accordo con te sul fatto che anticipare di qualche mese la chiamata alle urne non fa molta differenza: l'inflazione, i rincari di gas e benzina e i rischi di recessione non rientreranno così facilmente di qui a marzo. Ed è probabile che neppure le anomalie climatiche, la pandemia e la guerra in Ucraina diventeranno tanto presto un ricordo, temo. Il fatto è che i prossimi mesi saranno decisivi dal punto di vista del PNRR, e non ce la vedo proprio, la Meloni, a gestire la situazione bene quanto Draghi. Poi, conoscendo le sue posizioni, sono terrorizzata al pensiero di come affronterebbe tante altre emergenze, a cominciare dal COVID. Insomma, qualche altro mese di governo tecnico l'avrei visto davvero di buon occhio. E invece, a quanto pare, si voterà addirittura a settembre...
(Io col cavolo che mi astengo, altrimenti sentirei di non avere alcun diritto di lamentarmi per un esito che quasi di sicuro reputerò disastroso ;-) )

Andrea Sacchini ha detto...

Concordo con quanto dici. Mi lascia solo un po' perplesso il concetto, già espresso da altri commentatori, dell'andare a votare perché altrimenti si perde il diritto di lamentarsi. Io, quando vado a votare, non lo faccio con questo spirito qui, lo faccio perché un partito propone un programma che mi piace e spero, anche tramite il mio voto, che venga realizzato. Punto.
Può capitare benissimo che nell'imminenza di una tornata elettorale nessun partito proponga un programma che vorrei e allora non vado a votare. Ma il fatto che io non vada a votare non credo mi faccia perdere il diritto di lamentarmi se un partito propone, faccio un esempio, di tornare alla legge razziali. Non ho votato, ok, ma perché non dovrei scrivere un post per dire che una cosa del genere mi farebbe schifo?
Comunque, il post in cui ho scritto che probabilmente non andrò a votare l'ho vergato in un momento in cui mi giravano. Adesso che è tornata la "calma", è probabile che ci andrò :-)

Gwendalyne ha detto...

Beh, ho messo l'emoticon dell'occhiolino appunto per smorzare un'affermazione che poteva sembrare un po' troppo tranchant. ;-) Non mi sono mai riconosciuta al 100% nella linea di nessun partito, e probabilmente le cose non cambieranno, ma come al solito voterò quello che ritengo più vicino alle mie idee: il fatidico "meno peggio", se vogliamo. E male che vada sarà una sia pur magra consolazione aver fatto nel mio piccolo da contrappeso al successo di qualcuno (non c'è bisogno di fare nomi) che all'indomani della crisi di governo già si vede come prossimo ministro dell'interno pronto a difendere i nostri confini: una priorità assoluta per gli italiani, non c'è che dire!

Andrea Sacchini ha detto...

Oh, si sa benissimo di chi si parla: Salvini, al quale seguirà la Meloni. Io già tremo pensando ai mesi che ci aspettano in attesa del voto. Tra l'altro, siamo in un periodo in cui gli sbarchi e gli arrivi di persone via mare sono numerosissimi, quindi prepariamoci alle rispolverate delle vecchie scemenze tipo difesa dei confini, prima gli italiani, i clandestini e la criminalità e stupidaggini varie assortite, tutti mezzi per accarezzare la pancia di alcuni italiani. Quelli che ancora si fanno abbindolare da queste cose: gli altri sanno benissimo quali sono i veri problemi del paese.
E vabbe'...

Andrea Sacchini ha detto...

No, non te lo dico perché non è così. Tutti (me compreso) sbagliamo a votare, e sbaglieremo ancora, ma non siamo noi gli scemi, sono loro i disonesti.
O almeno molti di essi.

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