Novembre è quel mese in cui camminando si vedono, il sabato pomeriggio ma anche gli altri giorni, gli uomini fuori dei bar che stanno in piedi, coi giacconi, dondolandosi un po' sulle gambe, le mani in tasca. Fumano e chiacchierano, come sempre, ma non stanno più sbracati ai tavolini a giocare a carte, come negli afosi pomeriggi estivi, in preda a quella indolenza e lentezza di movimenti provocata dalla calura.
Novembre è quel mese in cui devo sbrigarmi a tornare a casa dal lavoro, perché alle quattro e mezza è gia buio e se non mi affretto non riesco a fare la mia passeggiata quotidiana con un po' di luce. E poi questi sono giorni di foschia, che come niente si trasforma in nebbia che va a circondare le sommità degli alberi che costeggiano il sentiero a fianco del Marecchia, e il tutto a volte è un po' inquietante.
Novembre è quel mese che ti dà gli ultimi avvisi, gli ultimatum finali, che ti ricorda che l'inverno è alle porte e domani sarà freddo.
E io mica sono pronto.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
sabato 4 novembre 2017
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Ieri e oggi
Una trentina di anni fa, quando diventai papà per la prima volta, ricordo che circolava una quantità enorme di miti e leggende sulla gravida...
-
È in corso da un paio di giorni una discussione fiume sul blog di Moz . Tema: cosa resterà dei blog. Tra i tanti argomenti di cui si dibatte...
-
La morte appiana tutte le asperità, è noto. Succede da sempre e non ci sono eccezioni. Finché una persona è in vita è lecito criticarla aspr...
-
Nel racconto Direttissimo , di Dino Buzzati, si narra di un misterioso viaggiatore che sale su un treno, un treno potente, veloce, che scalp...
Nessun commento:
Posta un commento