domenica 11 settembre 2016

Riattaccare la spina





Di solito non uso il mio blog per fare pubblicità. Questa volta faccio un'eccezione per il B&B La Collina. Ci ho trascorso assieme a Chiara questi ultimi tre giorni, perché avevamo urgente bisogno di staccare la spina dal lavoro, dai figli, dal rumore (in tutte le sue accezioni), dai problemi di tutti i giorni. Tre giorni di full immersion nel silenzio della campagna aretina, dove la sera il rumore più forte era il frinire dei grilli o l'abbaiare lontano di un cane, e dove il problema più grosso era quale castello o cattedrale visitare il giorno dopo.
Domattina si riattacca la spina, si torna alla normalità. Ma domattina è ancora lontana.

Temporali estivi che (adesso) fanno danni

A leggere l'Osservatore Romano di oggi, viene spontaneo immaginare che tutti i temporali precedenti all'arrivo della Raggi non abbiano creato alla città di Roma alcun problema.

giovedì 8 settembre 2016

Non ci interessa il reportage sulle sevizie di Regeni

A intervalli più o meno regolari i giornali se ne vengono fuori con nuovi dettagli circa le modalità con cui è stato torturato e ucciso Giulio Regeni, indulgendo sui suddetti dettagli con una insistenza che rasenta la morbosità. Non credo che alla stragrande maggioranza di chi segue la vicenda interessi più di tanto. Certo, una minoranza di appassionati di cronaca "grandguignolesca" potrebbe senz'altro trovare interessante l'indugiare su certi raccapriccianti dettagli, ma credo che siano molti di più quelli che troverebbero interessante che si trovasse la risposta a tre semplici interrogativi: chi materialmente l'ha ucciso, chi sono i mandanti e perché è stato ucciso.
Il resto è speculazione giornalistica e poco altro.

martedì 6 settembre 2016

Declini

Sono molti i segnali da cui si capisce che il declino della nostra civiltà è ormai al no return point. Ad esempio quando si apre YouTube e si scopre che Andiamo a comandare ha più di 60 milioni di visualizzazioni; oppure quando si assiste alla gara serrata di ascolti tra Pomeriggio5 e La vita in diretta. C'è tutto un sottoinsieme di feticismo subculturale di 'sta roba qua che, boh, sarà che io ormai sono vecchio.
Per fortuna che sono vecchio, mi viene da dire.

Le chiacchiere (della Raggi) stanno a zero

Alla fine ci si può girare attorno quanto si vuole ma un fatto è incontrovertibile, come scrive oggi Peter Gomez sul Fatto: la Raggi ha mentito. Punto. Il resto sono chiacchiere inutili. E fanno abbastanza sorridere i grillini arrabbiati che tirano in ballo giustificazioni di ogni sorta. È stato un passo falso, un pessimo errore che probabilmente minerà alla base la residua credibilità del movimento, e l'unica strada per tentare (con nessuna garanzia di riuscita) di rimediare sarebbe quella di scusarsi pubblicamente promettendo che una cazzata simile non si ripeterà mai più.
A mio avviso, quello che i grillini non hanno capito è che l'onestà di cui si fanno portabandiera fin dalla loro nascita non è solo economica, non è solo affrancarsi da corruttele e malaffare, ma è anche essere in possesso di una onestà intellettuale che permetta di riconoscere gli sbagli e di scusarsi. Mi pare che da questo siano ancora abbastanza lontani.

lunedì 5 settembre 2016

Operazioni al cranio nel 1300



Ho letto solo 300 pagine delle oltre 1300 che compongono questo imponente romanzo, e posso dire di sapere già quasi tutto di almeno due argomenti: come si costruivano le grandi cattedrali cristiane nell'Inghilterra a cavallo tra il '200 e il '300 e come si ricomponeva una frattura cranica sempre nello stesso periodo. Per risistemare il cranio fracassato del conte di Shiring, ad esempio, ridotto così dal crollo del ponte di accesso al priorato, fu convocato Matthew, il barbiere di Kingsbridge, all'epoca la persona più titolata per compiere una tale operazione. Riassumendo (nel romanzo l'operazione viene descritta in una decina di pagine), il barbiere stese il conte su una tavola a faccia in giù, quindi gli pose sulla schiena il reliquiario di sant'Adolfo, ché se non c'era una qualche assistenza dall'alto che aiutasse il barbiere a tenere il polso fermo erano problemi, dopodiché...



Una volta ricomposto il cranio del conte Roland, era obbligatorio un riposo di 40 giorni e 40 notti, immobile, immobilità ottenuta ricorrendo anche alla legatura con delle corde, se necessario. Non so se il conte di Sharing sia sopravvissuto, non sono ancora arrivato a scoprirlo. Ve lo farò sapere a tempo debito (ovviamente, se avete letto il libro lo sapete già).
Comunque sia, questo libro è una calamita, difficile staccarsi.

sabato 3 settembre 2016

Il cancro e la ricotta

Mi succede con una certa frequenza di leggere notizie come questa. Quando poi simili tragedie si verificano qui nella mia zona fanno ancora più impressione, e il numero di domande sui perché si moltiplica. Domande a cui ovviamente non c'è risposta. Forse una risposta si troverebbe riuscendo a entrare nella mente di chi prende decisioni autodistruttive come quella di curare un tumore al seno con la ricotta, seguendo i dettami di ciarlatani ignobili già radiati da tutti gli ordini dei medici del pianeta, ma probabilmente avrebbe poco senso dal momento che comunque non sarebbe possibile fare tornare sui propri passi chi si incanali su questa strada.
Forse questo modo di agire è solo una delle tante varianti della selezione naturale di darwiniana memoria. Ma è ovviamente solo un'ipotesi.

Charlie Hebdo

Io non ero stato Charlie Hebdo quando ci fu il tragico attentato alla sua redazione, non avevo messo i colori della Francia nel mio profilo Facebook o altrove. Non per snobismo o chissaché, semplicemente perché ritenevo inutile l'iniziativa così come ritenevo inutile mettere i colori dell'arcobaleno quando in Irlanda ci fu il referendum sui matrimoni gay o qui in Italia diventarono finalmente legge le unioni civili. Mi sembrava, e mi sembra ancora, semplicemente un aggregarmi poco sensato a un gregge, ma ovviamente è una idea mia, niente di più. Per venire a oggi, tutta la polemica nata attorno alle vignette sul terremoto della settimana scorsa mi pare sostanzialmente imbastita sul nulla. Quelle vignette sono offensive? Di cattivo gusto? Inopportune? Irrispettose? Per me no, specie se le si analizza in chiave di denuncia di un arcinoto malcostume italiano, quello di piangere dopo i disastri invece di adoperarsi per prevenirli, ma è più che naturale che ognuno le interpreti seguendo la sua sensibilità, e ci mancherebbe.
Se proprio vogliamo scendere più nei dettagli, a me sembra peggiore la vignetta cosiddetta "riparatrice", questa, per il semplice motivo che le case di Accomuli e Amatrice sono vecchie di secoli e non può averle certo costruite la mafia, che all'epoca non aveva ancora travalicato i confini siciliani. Qui sì che quelli di Charlie Hebdo hanno dimostra tutta la loro pirlaggine.

venerdì 2 settembre 2016

Per Isabel



Per Isabel è un romanzo difficilmente classificabile. Forse fantastico, forse onirico, forse entrambe le cose assieme e probabilmente anche altro, non so. Quello che è interessante, al di là dei possibili inquadramenti, che in fin dei conti lasciano il tempo che trovano, è che il racconto si snoda attraverso un percorso fortemente visionario e struggente in cui si incontrano personaggi più o meno improbabili, luoghi, sapori, sensazioni, impressioni, e il filo conduttore di tutto è la ricerca da parte dell'io narrante di Isabel, una ragazza che nella parte reale del romanzo è una studentessa universitaria antifascista negli anni del Portogallo sotto la dittatura di Salazar. A causa delle sue idee verrà tratta in arresto e incarcerata dalla polizia politica del regime salazariano e nella sua prigione morirà suicida. A questa si affianca la Isabel fantastica, onirica, sfuggente, l'oggetto della ricerca del protagonista, il quale, si scopre poi nel corso della lettura, cercando la ragazza cerca in realtà se stesso.
Mentre leggevo pensavo che mi piacerebbe visitare Lisbona e magari il Portogallo. Mi frulla in testa questo desiderio da quando, alcuni anni fa, cominciai a leggere i libri di José Saramago, e adesso che ho sottomano qualche lavoro di Antonio Tabucchi, come il summenzionato Per Isabel, il desiderio si rafforza. Magari un giorno, chissà.

giovedì 1 settembre 2016

Leucemia e vitamine

Per dire, a me piacerebbe che ci fosse una legge per impedire che in casi come questo dei genitori decerebrati uccidano la propria figlia. Ma non c'è, quindi neppure i medici possono alcunché, nemmeno impedire che una ragazza leucemica di 18 anni venga tolta dalla chemio e curata con cortisone e vitamine perché un ciarlatano matricolato ha fatto credere loro che malattie terribili, come è appunto la leucemia, hanno origini psichiche e vanno trattate di conseguenza.
Ormai la povera ragazza è morta, e si prova rabbia nel leggere queste cose, ma nessuna pena per il rimorso che i genitori si porteranno dietro tutta la vita.

Dissociazioni?

Ma tu ti sei dissociato? Tu hai preso le distanze? E se non l'hai fatto, perché non l'hai fatto? Come mai il tale politico non l...