"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
venerdì 19 novembre 2010
Si può avere una authority senza politici?

La poltrona di ministro dello sviluppo economico - ricorderete - è stata occupata da Paolo Romani dopo qualche mese dalle dimissioni di Scajola. Ieri, dopo ben 144 giorni, anche il presidente della Consob ha finalmente un nome: Giuseppe Vegas, ex sottosegretario all'economia di questo governo.
Domanda: è mai possibile che a capo di un organismo indipendente (si spera) come la Consob, che ha il compito di vigilare sul mondo della borsa e della finanza, ci debba andare un politico? Non si trovava un libero professionista (un economista, un finanziere, un esperto) svincolato dai palazzi? Possibile che i politici debbano sempre mettere le zampe dappertutto?
Alfano stia pure tranquillo

Il ministro Alfano è preoccupato perché pensa che una eventuale crisi di governo possa interrompere la sfilza di arresti di mafiosi di questo ultimo periodo. Nel mio piccolo mi sento di tranquillizzare il ministro. Ai poliziotti, ai carabinieri e ai magistrati frega un bel niente di chi c'è al governo. Loro lavorano, non fanno chiacchiere, e i mascalzoni continueranno ad arrestarli anche con un altro governo.
Autosbrodolamenti

Ora, intendiamoci, io sono il primo a felicitarmi per i risultati ottenuti dalle forze dell'ordine nella lotta alla criminalità. Quello che vorrei sapere, naturalmente quando Maroni e soci avranno finito di auto-incensarsi, è come il governo ha contribuito a questi risultati.
Aumentando i fondi e gli stanziamenti alle forze dell'ordine? Aumentando gli organici della magistratura? Promulgando leggi più severe per agevolare la caccia ai criminali?
Non si tratta di domande polemiche, intendiamoci. E' solo un po' di sana curiosità.
giovedì 18 novembre 2010
A ogni costo
Qualche giorno fa il fratello di Sarah Scazzi aveva chiesto, inutilmente, a Lele Mora di farlo lavorare in tv. Adesso pensa a un calendario e a una canzone.
Insomma, in qualsiasi modo questa tragedia va sfruttata.
Insomma, in qualsiasi modo questa tragedia va sfruttata.
La raccolta di firme del Giornale contro... cosa?

Grande, e inedita, iniziativa del Giornale: una raccolta di firme contro Saviano! Dopo l'esperienza entusiasmante della precedente raccolta di firme per mandare a casa Fini, che, come è noto, si è infatti dimesso, ecco i paladini della libera informazione partire in quarta con questa strepitosa iniziativa.
Apre le danze il grande Vittorio Feltri, fresco fresco di una sospensione di tre mesi dall'ordine dei giornalisti per tutte le balle raccontate nel famoso caso Boffo, il quale, in questo pregevole editoriale odierno, spara ad alzo zero contro il superpagato scrittore (Feltri, invece, come è noto fa la fame), colpevole di aver detto che la 'ndrangheta sta mettendo robuste e vigorose radici anche al nord.
Ovviamente neppure Feltri, come del resto la stragrande maggioranza di tutti gli altri "giornalisti", poteva sottrarsi al gioco strumentale di fare tutto un minestrone tra ciò che ha detto Saviano e i risultati ottenuti da Maroni (mica dalle forze dell'ordine e dai magistrati) nella lotta alla criminalità.

L'hanno già scritto praticamente tutti in rete, perlomeno quelli che non hanno ancora il cervello completamente atrofizzato, ma la domanda continuo a farmela pure io: cosa c'entrano gli arresti di esponenti mafiosi con l'infiltrazione della mafia al nord? Niente, ovviamente. Sarebbe un po' come affermare che non è possibile che piova perché la signora Pina è uscita a fare la spesa senza l'ombrello. Siamo a questi livelli di demenza. Eppure giornali e tiggì di regime stanno continuando incessantemente a martellarci, pensando evidentemente che siamo tutti una massa di coglioni, con questa plateale panzana e questo surreale accostamento.
Ma torniamo al discorso delle firme. La domanda sorge quasi spontanea: raccogliere le firme per fare che? Per contarsi? Per capire quanti sono i lettori del Giornale a cui Saviano sta sulle balle? Pensano (o sperano) che se riescono a raccoglierne un certo numero Saviano non farà le puntate successive? No, perché a ben vedere, né Feltri nel suo editoriale, né tanto meno Stefano Filippi in quest'altro, spiegano a cosa dovrebbero servire queste firme.
In ogni caso, quando questa pagliacciata sarà finita, si spera che la combriccola del Giornale cominci a raccogliere firme anche contro la Direzione Investigativa Antimafia, la quale proprio ieri, nella relazione semestrale presentata in Parlamento, ha scritto: "La ’Ndrangheta condiziona la vita sociale, economica e politica della Lombardia, stringendo legami con le aziende e infiltrandosi negli appalti pubblici". E ancora: "le cosche hanno messo radici nelle aree più produttive del paese grazie alla «consolidata presenza» di alcuni degli esponenti delle famiglie storiche di ’Ndrangheta. Lo hanno fatto in Piemonte e in Liguria, in Veneto ed in Emilia Romagna ma soprattutto in Lombardia".
E volete sapere cos'ha detto proprio stamattina lo stesso Maroni riguardo alle infiltrazioni mafiose al nord? "E' una realta', purtroppo". Come "una realtà"? E adesso chi glielo dice a Feltri?
Ma certo! Come hanno fatto a non pensarci prima?

Dovevano cercare a sinistra, non a destra i responsabili della strage di Piazza della Loggia! Fortuna che ci sono ancora giornali come Libero a illuminare i magistrati. Altrimenti non saprebbero come fare...
mercoledì 17 novembre 2010
6500 in 2 anni

Lasciamo stare il titolo (da Libero non è che ci si possa aspettare qualcosa di diverso). Ma 6500 boss mafiosi arrestati in due anni significa 3250 all'anno. E poi, se anche proprio la vogliamo prendere per buona, non è il ministro dell'Interno che arresta i boss, ma sono le forze dell'ordine coordinate dalle procure e dai magistrati, i quali emettono gli ordini di custodia cautelare, convalidano i fermi, ecc...
Ma, come al solito, per i lettori di Libero questo e altro.
Sulla laicità (secondo Bersani)
Tra le cose dette ieri da Bersani nella trasmissione di Fazio e Saviano, queste mi sembrano particolarmente condivisibili: "se devo morire attaccato per mesi a mille tubi non può deciderlo il parlamento, perchè un uomo resta un uomo con la sua dignità anche nel momento della sofferenza e del distacco". E ancora: "c’è un modo per difendere la fede di ciascuno, per garantire le convinzioni di ciascuno, per riconoscere la condizione di ciascuno. Questo modo irrinunciabile si chiama laicità".
Ecco, vorrei ricordare a Bersani, qualora per qualche oscuro miracolo dovesse guidare una futura ipotetica compagine di governo, che è ancora ferma, da qualche parte in parlamento, la legge sul testamento biologico. Sarebbe bello che qualcuno ci rimettesse mano alla luce di queste parole.
Ecco, vorrei ricordare a Bersani, qualora per qualche oscuro miracolo dovesse guidare una futura ipotetica compagine di governo, che è ancora ferma, da qualche parte in parlamento, la legge sul testamento biologico. Sarebbe bello che qualcuno ci rimettesse mano alla luce di queste parole.
martedì 16 novembre 2010
Maroni si è arrabbiato con Saviano. Perché?
Maroni non ha digerito per niente le insinuazioni di Saviano, ieri sera, a Vieni via con me, riguardo a presunte collusioni tra mafia e Lega al nord. Vuole diritto di replica e pretende di poter intervenire nella prossima puntata "per vedere se ha il coraggio di dire quelle cose guardandomi negli occhi".Non entro nel merito della vicenda perché ovviamente non mi compete; dico solo che se Maroni vuole diritto di replica non ci vedo niente di male: Saviano ha detto la sua ed è giusto che anche Maroni faccia altrettanto.
Quello che vorrei far notare è che le collusioni tra la mafia e ambienti politici del nord non sono una novità. Lo disse già pubblicamente lo scorso gennaio Beppe Pisanu (Pdl), presidente della commissione parlamentare antimafia ("A Milano e in Lombardia primeggia la 'ndrangheta"). Non mi risulta che Maroni all'epoca si sia indignato più di tanto.
Anche le successive maxi-operazioni condotte recentemente al nord - celebre quella in cui quest'estate sono stati arrestati 300 esponenti della 'ndrangheta, alcuni dei quali in Lombardia - hanno dimostrato che la mafia si è saldamente insediata in territorio lombardo e non solo.
Scriveva il Corriere il 13 luglio scorso:
Diversi i fermi eseguiti dalla direzione investigativa antimafia del capoluogo lombardo, coordinata dai pm Ilda Boccassini, Alessandra Dolci e Paolo Storari, che ha arrestato Carlo Antonio Chiriaco, nato a Reggio Calabria, direttore sanitario dell'Asl di Pavia, Francesco Bertucca, imprenditore edile del pavese e Rocco Coluccio, biologo e imprenditore residente a Novara. Nell'inchiesta sono indagati anche l'assessore comunale di Pavia Pietro Trivi (Pdl, per corruzione elettorale) e l'ex assessore provinciale milanese dell'Udeur Antonio Oliviero (per corruzione e bancarotta).
Insomma, Maroni ha tutto il diritto di arrabbiarsi, se ritiene che Saviano abbia detto qualcosa di inesatto o di diffamatorio nei confronti della Lega. Dopo, però, passata l'arrabbiatura, potrebbe cominciare a spiegare come è stato possibile che la 'ndrangheta si sia impossessata senza troppe difficoltà di buona parte del nord Italia.
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