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lunedì 24 maggio 2021

Vecchiaia e società

"L'uso di trucchi e stratagemmi per contrastare l'avanzare del tempo è quindi una pratica antichissima, ma la nostra civiltà ne ha fatto un'ossessione. Su di essa prospera un'industria molto fiorente; non solo ospedali e aziende farmaceutiche che si occupano della salute, ma una vera e propria fabbrica dell'eterna giovinezza che costruisce profitti sull'illusione di fermare il tempo solo per sé, lasciando tutti i non-provilegiati in balìa del dominio di Chrónos. Il sogno di rimanere giovani in eterno non obnubila solo miliardari o stelle del cinema. La follia si è ormai insinuata in molti strati della società. Ogni sacrificio è ben accetto pur di ridare a volti e corpi ormai consunti un'eterna freschezza e cancellare qualsiasi segno che ci ricordi il nostro destino ineluttabile. Vorrebbero, all'opposto di quello che ha fatto Rembrandt coi suoi autoritratti, vedere nello specchio, via via che passano gli anni, un'immagine di sé sempre più giovane e fresca. Sognano di fare girare al contrario la moviola della vita.

Così circolano tra noi individui dall'aspetto inquietante che, per nascondere i segni dell'età, li mascherano con effetti spesso più spaventosi delle rughe e dei difetti che vorrebbero celare alla vista. Pensano di realizzare il sogno di Dorian Gray e non si rendono conto di esibire in pubblico, sul loro volto, i tratti deformati e grotteschi del ritratto di sé che pensavano di aver risposto in soffitta, lontano dagli occhi di tutti. Lo stolto, quando cerca scorciatoie per fermare Chrónos, diventa spesso cieco, senza accorgersene."

(da Tempo. Il sogno di uccidere Chrónos - Guido Tonelli)

sabato 19 dicembre 2020

Genesi (quella vera)

Di Guido Tonelli avevo già accennato qui. L'anno scorso ha pubblicato un saggio, quello che vedete nell'immagine sopra, in cui racconta, alla luce delle ultimissime scoperte scientifiche, come e perché è nato l'universo. Bene, questo saggio l'ho divorato in due giorni. Avevo già avuto modo di conoscere l'efficacia retorica e affabulatrice dello scienziato dalle tante sue conferenze che si trovano su YouTube, ora ho potuto saggiare anche le sue notevoli potenzialità letterarie.

Perché è intrigante, questo libro? In primo luogo perché è scritto in uno stile comprensibile anche a chi, come lo scrivente, ha poche o nulle nozioni di fisica; in secondo luogo perché - e qui parlo a titolo personale - sapere quando, come e perché è nato quella specie di "sacco" (Tonelli mi perdoni) senza confini che abitiamo è una delle storie più affascinanti che ci siano. E se per conoscere questa affascinante storia occorre imbattersi in qualche indispensabile tecnicismo scientifico, che comunque Tonelli ha ridotto al minimo indispensabile, beh, il gioco vale sicuramente la candela.

Naturalmente non posso qui riassumere le oltre duecento pagine del volume, mi limito brevemente ad accennare alcuni dei concetti che mi hanno colpito di più. Il primo è la data di nascita. Il nostro universo (l'utilizzo di questo pronome non è casuale, dal momento che è possibilissimo che là fuori ce ne siano altri) ha 13,8 miliardi di anni ed è nato dal vuoto, o meglio da una "fluttuazione" dello stato di vuoto. A questo proposito, Tonelli distingue tra vuoto e nulla, che noi spesso tendiamo a considerare sinonimi. Non è così: il nulla è un concetto filosofico, un'astrazione, il vuoto è un concetto fisico. Confesso di non aver neppure io mai pensato a questa distinzione.

In sostanza, il vuoto è ciò che c'era prima del Big Bang, anche se in questo contesto il concetto di "prima" non ha senso, dal momento che lo spazio e il tempo entrano in scena assieme alla massa-energia. Si tratta di un paradosso che si accetta per comodità divulgativa, e già qui ci si imbatte nell'intrinseco fascino nascosto nella domanda: cosa c'era prima che nascesse il tempo? In realtà, come scrive Tonelli, il vuoto "è un sistema fisico molto peculiare che, nonostante il nome francamente fuorviante, è tutt'altro che vuoto. Le leggi della fisica lo riempiono di particelle virtuali che appaiono e scompaiono a ritmi forsennati, lo affollano di campi di energia i cui valori attorno allo zero fluttuano continuamente. Chiunque può prendere a prestito energia dalla grande banca del vuoto e vivere un'esistenza tanto più effimera quanto maggiore è il debito che ha contratto."

Come dicevo, non posso qui riassumere tutto il libro, vi bastino i pochi cenni qui sopra. Se tutta la storia vi intriga come intriga me, consiglio l'acquisto del volume o, alternativa più comoda, il suo riassunto direttamente dalla sua voce.

domenica 15 novembre 2020

Perché è nato l'universo

Si può tornare indietro nel tempo? Nei film e nelle serie tv, sì, si può fare. Chi ha visto ad esempio la serie Dark - I segreti di Winden, serie che ho terminato a fatica tra reiterati sbadigli e assopimenti in corsa, sa di cosa parlo. Ma anche nella realtà si può tornare indietro nel tempo, e gli scienziati lo fanno tutti i giorni. I fisici delle particelle che lavorano al CERN di Ginevra, ad esempio, lo fanno abitualmente, facendo correre e scontrare protoni a velocità prossime a quella della luce e ad altissima energia nel tunnel di 27 chilometri che si trova sotto i laboratori. Così facendo, ricreano le condizioni ambientali assomiglianti a quelle degli istanti successivi al leggendario Big Beng, l'evento che 13,8 miliardi di anni fa diede origine all'universo.

Ma ci sono altri modi per viaggiare all'indietro nel tempo, come ad esempio osservando le stelle. La luce di quelle più vicine a noi e visibili a occhio nudo, ad esempio, è stata emessa grosso modo circa tre anni fa. Se si considera che la luce viaggia a trecentomila chilometri al secondo si può avere l'idea di quanto sia distante la stella che vediamo. È addirittura possibile che la stella di cui noi oggi vediamo la luce non ci sia neppure più. Analizzandone la luce e le onde elettromagnetiche emesse e catturandone le caratteristiche è possibile capire come era fatta e quindi viaggiare nel tempo all'indietro.

Ho trovato, bazzicando su YouTube, una conferenza di Guido Tonelli, fisico delle particelle. Mi è talmente piaciuta che l'ho riguardata due volte. Una delle parti più interessanti è quella in cui lo scienziato spiega non come l'universo sia nato, ma perché sia nato. Il perché, a differenza del come, è una delle domande su cui scienziati e filosofi si sono arrovellati per secoli e a cui la risposta è stata data solo recentissimamente, e Tonelli ne dà una spiegazione chiarissima - sintetizzando brutalmente, la nascita dell'universo è stata possibile grazie a una fluttuazione del vuoto, ma si tratta appunto di una spiegazione che di per sé non dice nulla, specie ai profani.

Io non capisco nulla di queste cose, dal momento che di fisica ho solo vaghissime reminescenze delle superiori (una delle cose che ricordo è che la luce del Sole impiega circa otto minuti per arrivare qui sulla Terra, se non ricordo male), ma Tonelli è riuscito a spiegare concetti difficili talmente bene che pure io ci ho capito qualcosa, e ne sono rimasto affascinato. Se a qualcuno interessa, la conferenza in questione è qui.

De Gregori vs Springsteen

Dopo Erri De Luca , De Gregori. Il problema è che se una delusione da De Luca tutto sommato la posso archiviare nel nutrito gruppo del chi s...