In genere, quando si pensa alle persecuzioni cristiane durante il governo imperiale romano, si ha l'idea di una demoniaca successione di imperatori ispirati da Satana e assetati del sangue dei fedeli. Si tratta in realtà di un mito cristiano. Per quanto le storie sui martiri si siano prestate a questo genere di rappresentazioni, pochissime, o forse nessuna, sono basate su fatti realmente accaduti. Semplicemente, c'erano stati ben pochi anni di persecuzioni imperiali: meno di tredici su trecento anni di continuità politica imperiale. Quei pochi anni di persecuzioni si sono poi allungati, nella mitologia martirologica cristiana, fino a raggiungere dimensioni fuori da ogni realtà. Ciò che è assodato, scrive l'autrice del libro, è che per i primi 250 anni del cristianesimo non si conosce alcun tipo di persecuzione voluta dal governo centrale, se si esclude quella di Nerone, il quale, però - va detto -, nella sua imparziale follia perseguitava chiunque. Dopo i primi due secoli e mezzo, comunque, in generale le persecuzioni cristiane furono brevi e a carattere locale. Sicuramente di dimensioni molto minori di quanto la martirologia cristiana ha avuto interesse a divulgare.
Il notevole grado di libertà e grazia concesso ai cristiani fu invece rapidamente dimenticato da questi ultimi una volta preso il potere ed ebbero a che fare con altre religioni. Scrive l'autrice: "Già dieci anni dopo la presa del potere da parte del cristiano Costantino, si ritiene che nuove leggi volte a 'limitare la contaminazione dell’idolatria' cominciarono a essere promulgate. Durante il regno di Costantino, ad esempio, si decretò: 'Nessuno osi allestire oggetti cultuali, o praticare la divinazione o altre arti occulte, o anche solo sacrificare'. Meno di cinquant’anni dopo Costantino, fu annunciata la pena di morte per chiunque avesse osato sacrificare. Meno di un secolo più tardi, nel 423 d.C., il governo cristiano annunciò che i pagani ancora praticanti dovessero essere uccisi – tuttavia, fu anche aggiunta la seguente postilla, nel contempo fiduciosa e inquietante: 'Crediamo che ora non ve ne sia più nessuno'."
Lo scopo del libro, tuttavia, non è tanto la denuncia della violenza, che in fondo accompagna gran parte della storia umana, quanto l'invito a rimettere in discussione una narrazione che per secoli è stata raccontata in modo unilaterale. Nixey non sostiene che il cristianesimo abbia soltanto distrutto, riconosce il ruolo fondamentale che monasteri, amanuensi e studiosi cristiani ebbero nella conservazione di una parte notevole della cultura classica. Quello che osserva è che questa parte della storia è nota a tutti, mentre molto meno conosciuto è ciò che avvenne quando il cristianesimo passò dall'essere una religione perseguitata all'essere la religione del potere.
Il libro è costellato di episodi impressionanti: la distruzione di templi, statue e opere d'arte considerate pagane; l'incendio di biblioteche; l'assassinio della filosofa Ipazia; la chiusura delle scuole filosofiche di Atene; le persecuzioni perpetrate da orde di cristiani fanatici verso chiunque rifiutasse di abbracciare questa religione. Letti uno dopo l'altro, questi episodi restituiscono l'immagine di un periodo storico molto più complesso e meno rassicurante di quello che normalmente si incontra nei manuali scolastici.
È un libro che mi ha francamente impressionato.

Ho visto il film basato sulla storia della filosofa Ipazia, "Agora" sempre se ti può interessare.
RispondiEliminaMe lo segno, vedi mai...
EliminaVisto anch'io, merita.
EliminaMi allargò, se posso...anche film medicus
EliminaIo ho imparato a distinguere il cristianesimo dei monasteri e la meditazione, che citi, da quello violento dall'imperatore Costantino in poi. Un aspetto cui i testi storici scolastici si dedicano pochissimo, per ragioni ovvie, ma che dovremmo conoscere tutti. In questo periodo sto leggendo un romanzo storico di Falcones ambientato nell'Andalusia del '500 e ti lascio immaginare la violenza che vi è raccontata fra cattolici e moriscos. Questi ultimi, dalla caduta di Granada, costretti a convertirsi in massa, pena la morte. Il palazzo reale di Cordoba divenne sede centrale dell'Inquisizione, e ho detto tutto.
RispondiEliminaPer caso è La cattedrale?
EliminaQuello che scrivi mi conferma ciò che già sapevo: soprattutto "persecuzioni brevi e sporadiche" l'avevo già sentito diverse volte.... Ormai non ricordo più dove ma da qualche parte lessi che il numero totale di vittime delle persecuzioni fu di circa 7.000 persone. Certo tante ma di certo non il numero impressionante che si potrebbe immaginare...
RispondiEliminaPoi c'è da dire che all'epoca anche la volontà imperiale era efficace soprattutto a Roma mentre nelle province era affidataai vari governatori che erano interessati solo a spremere denaro e non ha creare potenziali tensioni sociali con persecuzioni che quindi, anche se ufficialmente adottate, spesso restavano lettera morta.
Comunque è un libro che consigli? C'è un'interpretazione del perché il cristianesimo sia mutato così rapidamente trasformandosi da perseguitato a persecutore?
No, questa interpretazione non c'è, è un saggio di taglio storico, non antropologico. Per quanto riguarda i morti nelle persecuzioni, il numero preciso non è riportato ma, per dare un'idea, ricordo di aver letto da qualche parte che sono stati 100 volte di più i cristiani che si sono ammazzati tra loro nella guerra tra cattolici e protestanti nel nord Europa, rispetto a quelli morti nelle persecuzioni romane.
EliminaUhm... ok, grazie per la precisazione!
EliminaSì 700.000 morti tra cattolici e protestanti mi sembra una stima realistica (se non per difetto)...
Bisogna anche ricordare che il cristianesimo introdusse concetti rivoluzionari di pace, condivisione, aiuto, pietà ecc in una società brutale come quella romana basata sullo schiavismo e il classismo per i tempi non era poco.
RispondiEliminaÈ stato anche accertato che le prime comunità di Cristiani avevano una aspettativa di vita superiore.
Erano anche contrari ai giochi del Colosseo, alla prostituzione ed altre pratiche che oggi giustamente noi disprezziamo.
La società romana incentrata sugli Dei era fredda e senza speranza a differenza del cristianesimo che all'inizio prometteva concetti del tutto rivoluzionari.
Che il cristianesimo abbia introdotto anche concetti originali non c'è dubbio. Ma il punto del libro non è questo, ma svelare aspetti poco o per niente conosciuti riguardo ai tantissimi lati oscuri con cui l'ha fatto.
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