domenica 7 marzo 2021

I dati e i negazionisti

I negazionisti del covid sono persone con le quali non vale certamente la pena di mettersi a discutere. Si può tentare di comprenderli, poveretti; un certo interesse potrebbe nascere dall'esaminare e studiare la loro psicologia, ma una discussione con loro non è da prendere in considerazione, anche in ossequio al famoso proverbio del sapone e dell'asino. Ecco perché i dati appena pubblicati dall'Istat, relativamente alla responsabilità del virus circa l'aumento di deceduti nel 2020 rispetto agli anni precedenti, a un negazionista non faranno mai né caldo né freddo e non lo smuoveranno di un millimetro dalle sue convinzioni. Sarebbe un po' come mettersi a discutere con un terrapiattista o un negazionista dell'olocausto. Ne vale la pena?

20 commenti:

  1. Come dice Galimberti c'è dialogo solo tra persone che pensano che l'altro abbia qualcosa di interessante da dire e lo ascoltano senza pregiudizi...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A proposito di pregiudizi, è in circolazione su YouTube una sua bellissima conferenza su questo tema. Credo di averla postata anche qui sul blog, un po' di tempo fa.

      Elimina
  2. No, non ne vale proprio la pena. E non riesco a immaginarmi come queste persone si pongano di fronte ad altre questioni della vita.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mah, sai, finché si rimane su questioni "leggere", in fin dei conti viene da dire chissenefrega? Ma su questioni basilari come la salute, la cosa desta preoccupazione.

      Elimina
  3. Tanti anni fa pensavo che sarebbe bastato mostrare i dati del piccolo comune lombardo dove sono cresciuto per far comprendere cos'è accaduto quest'anno ma ormai negli ultimi anni ho dovuto ascoltare le cazzate negazioniste piu' assolute anche su malattie molto piu' potenzialmente pericolose del Covid, come per esempio il morbillo (sono uno di quelli che quando lo prese rischio' grosso) o il vaiolo. Io ci ho provato proprio ieri con un novax che ho in famiglia. Zero possibilità di confronto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io ho smesso. Una volta, quando ero su facebook,.con questa gente ci discutevo. Ora mi rendo conto, con rammarico, di quanto tempo ho perso...

      Elimina
  4. Pensa che mio padre ne conosce uno. Costui gli telefona sempre per chiacchierare un po', e dice che il Covid non esiste, che è tutto un complotto cui partecipano anche i medici per rovinarci, e via così con queste assurdità. La cosa divertente è che la sorella e i nipoti di costui hanno avuto il Covid, ma lui continua a negarlo.
    Mio padre ha capito che è inutile discuterci, per cui lo lascia sfogare senza rispondergli e poi cambia argomento. Ovviamente questo negazionista gira senza mascherina e si lamenta perché nessuno dei suoi amici lo vuole più. Chissà perché. :D
    Ciao, Andrea.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, la tecnica che usa tuo padre (lasciare sproloquiare un negazionista senza rispondergli e poi cambiare argomento) funziona, la uso spesso anch'io. :-)
      Ciao, Romina.

      Elimina
  5. Io non sono certo negazionista ma sono stato additato come tale la volta che ho linkato un post che metteva in discussione il lockdown "all'italiana". Un post che citava dati, fonti e studi scientifici. Credo che anche dalla parte degli AFFERMAZIONISTI CJ siano posizioni troppo integraliste che credono solo alla scienza che fa comodo a loro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il post linkato era questo:

      http://lumiebarlumi.blogspot.com/2021/01/il-lockdown-salva-vite-umane.html?m=1

      Elimina
    2. A me pare che, empiricamente, ad ogni lockdown la curva dei contagi scenda, per poi alzarsi ad ogni rilassamento delle restrizioni.
      In ogni caso, il report dell'Istat non prende in esame l'efficacia o meno delle restrizioni che vengono imposte dal governo, si limita semplicemente, alla luce dei numeri, a mettere in relazione il virus con l'aumento dei decessi.

      Elimina
  6. Io ho ben due amici negazionisti! !!
    Ho tentato di parlarci ma è stato inutile!!

    RispondiElimina
  7. In effetti ti direbbero che quei dati sono falsi. Come un terrapiattista ti direbbe che le foto della Terra sono manipolate. O che sono false anche le immagini appena mandate da Marte.
    Per diversi motivi ho indagato parecchio sul fenomeno, su quegli aspetti psicologici del complottismo di cui parlavi, trattandoli anche sul blog ma la conclusione a cui sono giunto è la medesima a cui sei arrivato tu: è inutile discuterci. Non solo sperare di convincerli, ma anche solo provare a fare breccia ne muro delle loro convinzioni è solo una perdita di tempo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Stessa conclusione a cui, relativamente ad altri tipi di complotti, è giunto da tempo il debunker Paolo Attivissimo e Massimo Polidoro del CICAP. Ma anche altri, suppongo.

      Elimina
  8. Direi di non perderci neanche tempo..

    RispondiElimina
  9. i negazionisti non amano i dati ma i sentito dire.
    massimolegnani

    RispondiElimina
  10. No, non ne vale la pena, Andrea, perdita di tempo ed energia. Hanno certezze inamovibili.

    RispondiElimina
  11. Inamovibili, tanto più sono assurde.

    RispondiElimina
  12. Sono semplicemente assurdi.
    Spero che rinsaviscano prima o poi.
    Io ne conosco uno che minimizza il COVID ...non so se restano isolati a causa delle loro idee..purtroppo trovano sempre gente che la pensa come loro.
    Ciao



    RispondiElimina

A nome nostro

Tra le dichiarazioni più irritanti (sono quasi tutte irritanti) pronunciate da Salvini dopo il rinvio a giudizio per la faccenda Open Arms, ...