Noto, non so se con sollievo o dispiacere, che la distanza tra ciò che il coro unito dell'informazione giudica interessante e degno di prolungata visibilità e ciò che io giudico nella stessa maniera, si fa col passare del tempo sempre maggiore. Prendete ad esempio la faccenda della diatriba Renzi vs Bankitalia con cui ci stanno fracassando le appendici pendule da un paio di giorni. A me di tutto l'accaduto non frega niente, se non, vagamente, nella misura in cui va a corroborare la mia (e non solo mia, immagino) vecchia convinzione, già ampiamente espressa in passato su queste pagine, di trovarmi di fronte a una monumentale testa di cazzo, che pianifica ogni suo gesto, ogni sua uscita, ogni sua iniziativa, ogni sua sillaba in maniera tale che sia funzionale a un suo tornaconto politico - chi pensa che la vicenda Bankitalia abbia una matrice diversa da questa, evidentemente non ha ancora inquadrato bene il tipo.
Per carità, magari alla stragrande maggioranza delle italiche genti della faccenda importa più di quanto importi a me, anche se ho grossi dubbi in proposito, e in fondo, se così fosse, tornando ai dubbi espressi all'inizio, per me potrebbe anche essere un sollievo (ho sempre amato le minoranze).
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
giovedì 19 ottobre 2017
Distanze
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