Ovviamente casi come questo sono rarissimi, per fortuna. Anzi, questo ha raggiunto gli onori della cronaca probabilmente a causa della sua triste unicità. Certo è che la giustizia di casa nostra, è risaputo, è lenta, da anni, da sempre, è una di quelle patologie croniche che non hanno cura, ma non perché non ci sia, semplicemente perché si vuole che non ci sia. Mi sarebbe piaciuto ascoltarla, quella giudice, mentre dall'alto del suo scranno si scusava col popolo italiano perché la bambina stuprata per la prima volta a sette anni, oggi, a ventisette, deve accettare il fatto che il suo stupratore è definitivamente libero per intervenuta prescrizione. Ripeto, è un caso eccezionale, ma tenetelo a mente quando sentite qualcuno che racconta che le priorità del nostro paese sono un ponte su uno stretto o fesserie simili.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
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Grande indignazione unita a un'impotenza assoluta.
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