sabato 7 gennaio 2017

Tra De Magistris e Saviano

La polemica di queste ore tra De Magistris e Saviano va ad aggiungersi al lungo elenco di polemiche costruite sul nulla, oziose, sulle quali il popolo dei social ama buttarsi a capofitto in mancanza di meglio da fare, specie in questi giorni di festa. Costruite sul nulla perché, volendo proprio entrare nel merito, entrambi i contendenti hanno parti di ragione e parti di torto, a mio parere, ma soprattutto perché trattasi di polemica di nessuna utilità per quanto riguarda il contrasto del fenomeno camorristico. Trovo molto più utile parlare di ciò di cui si ha diretta esperienza, piuttosto che scannarsi in merito ad argomenti di cui non si sa niente, limitandosi ad argomentare esclusivamente su input dettati dalla maggiore o minore simpatia che si provi per l'uno o l'altro dei due contendenti.
A proposito di esperienza diretta, ad esempio, di Saviano posso dire qualcosa del suo ultimo libro, La paranza dei bambini, regalatomi da Chiara per Natale assieme a Fine turno di King e di cui ieri ho letto una settantina di pagine. È abbastanza noioso, in generale, anche se alcuni passaggi riescono comunque a catturare l'attenzione. La trama non è granché e sostanzialmente tutta incentrata sulle gesta di un gruppo di ragazzini che scorrazzano per Napoli sui loro motorini e sulla loro progressiva affiliazione a gruppi camorristici legati a qualche famiglia locale, affiliazione agevolata dal degradato contesto familiare e sociale in cui sono costretti a crescere. La prosa è caratterizzata da frequenti incursioni nel dialetto napoletano, rese tutto sommato comprensibili anche grazie al contesto in cui sono inserite. Per il resto, niente di speciale.
Credo comunque che, pure con qualche sforzo, arriverò alla fine, anche perché la curiosità in merito alla conclusione della vicenda di Nicolas, il ragazzotto protagonista del libro, è tutto sommato abbastanza forte. E anche perché, come forse sapete già, è molto difficile che io lasci a metà un libro, pure se non mi entusiasma. E questo, effettivamente, non mi entusiasma.

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