sabato 9 luglio 2016

Declinazioni al femminile

Nel libro che sto leggendo in questi giorni si dice che l'italiano è l'unica lingua romanza in cui le professioni di prestigio non vengono declinate al femminile. Così, se non c'è alcun problema con termini quali ad esempio operaio/a, cassiere/a, maestro/a ecc. il problema nasce con "deputata", "sindaca", "ministra", "chirurga" e via dicendo. E - leggo sempre nel libro - non regge la scusa secondo cui si tratta di professioni a cui le donne si sono avvicinate maggiormente solo in epoca recente, perché ci sono paesi in cui questo problema, se di problema si può parlare, è stato risolto fin da subito mano a mano che si presentava. In Spagna e Portogallo, ad esempio, dove al pari dell'Italia l'accesso delle donne a queste professioni si è avuto relativamente tardi, non ha creato alcun problema l'adozione fin da subito di termini come "avogada", "medica", "deputda", " juiza" (la giudice) ecc. I problemi si sono riscontrati solo qui da noi, retaggi di una società da sempre fondata sul classismo e sul patriarcato più granitico, le cui conseguenze sono ancora oggi tristemente evidenti.
Se capitate in libreria, fate un pensierino a questo ottimo libro. Si chiama Sguardi differenti e la casa editrice è Mammeonline

1 commento:

  1. la giudica, la giudicessa o giudichessa?

    in inglese judge che sia uomo o donna

    da noi basta l'articolo la giudice o il giudice

    per avvocato esiste la forma avvocata o avvocatessa

    architetto forse esiste architetta dato che ne ha due la donna :-)

    medico forse esiste medica ma da noi si preferisce dottore che ha dottoressa

    d'altro canto il manovale il muratore il falegname ma dubito che useremmo la manovala, la muratora, la falegnama

    magari carpentiere -> carpentiera verrebbe più facile ma lavapiatti?

    insomma dipende solo dalla facilità o meno di creare il termine

    e poi per dio -> dea non abbiamo problemi

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