Class action americana contro fb. L'accusa è quella di monitorare i messaggi privati tra utenti a caccia di link e rivendere poi i dati di questi ultimi agli inserzionisti. Sono sincero: se fosse vero, non mi farebbe né caldo né freddo. In primo luogo perché non si tratterebbe di una lettura nel senso letterale del termine (credo che sarebbe tecnicamente impossibile leggere le conversazioni private di oltre un miliardo di utenti), ma appunto di un monitoraggio eseguito tramite algoritmo.
In secondo luogo, questa cosa di analizzare link, preferenze, ecc., fb lo fa già con le nostre attività "in chiaro", diciamo così (lo fanno anche Google e altri); non vedo quindi perché non potrebbe farlo anche privatamente.
E, ripeto, se anche lo facesse, non dico che non ci vedrei niente male, ma non mi darebbe nessun fastidio.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
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