venerdì 9 novembre 2007

Radiohead: successo o clamoroso buco nell'acqua?

Ricordate i Radiohead, il gruppo rock che ha deciso qualche tempo fa di mettere in vendita il nuovo album inizialmente solo online lasciando che sia il pubblico a giudicare quanto vale? Un pò di tempo - circa un mesetto - è passato e qualche bilancio si può tirare. Comincia il Corriere con questo articolo che dà l'impressione che a scriverlo sia stato direttamente un rappresentante delle major discografiche. Ma vediamo in realtà come stanno le cose.

Comscore.com riporta che il 38% di quelli che nel mondo hanno scaricato l'album ha pagato (volontariamente) quanto scaricato. Al 29 ottobre i download erano circa 1,2 milioni, quindi si deduce che una quota pari a circa 750.000 "scaricatori" non ha messo fuori un centesimo. Questo, apparentemente, potrebbe avallare la tesi esposta dal Corriere ("parziale fallimento dell'iniziativa", corretto ieri: ieri l'altro riportava semplicemente "fallimento"), ma, visto che ciò significa anche che 450.000 downloader hanno acquistato - decidendone personalmente il prezzo - musica via internet, forse le cose non sono andate così male.

E' vero, la maggior parte delle persone ha scelto di scaricare gratuitamente l'album, non si può negare, ma quelli che hanno messo fuori qualcosa hanno dato i soldi direttamente al gruppo, bypassando le major (e i relativi "prelievi"), i negozi, gli intermediari vari, ecc.... Considerando che la media dell'importo che hanno sborsato i paganti viaggia tra i 5 e 6 dollari, ci si fa facilmente anche un'idea dell'incasso.

Al di là comunque del mero elenco di cifre e numeri, penso appaia evidente, e difficilmente confutabile, il fatto che moltissimi utenti (anche se in questo specifico caso non la maggioranza) sono disposti a pagare per acquistare legalmente la musica che gradiscono, a maggior ragione - come nel caso appunto dei Radiohead - se la musica è svincolata dagli irritanti (e inutili) lucchetti del DRM.

Con buona pace del Corriere.

4 commenti:

  1. E se conti che quando erano sotto contratto con la EMI prendevano circa tre dollari a copia venduta....

    RispondiElimina
  2. Già, sarebbe interessante fare una botta di conti per vedere quanto avrebbero guadagnato se invece di 1,2 milioni di download fossero stati 1,2 milioni di cd venduti, vista la percentuale che va agli autori per ogni copia venduta.

    RispondiElimina
  3. Mah... il conto era stato fatto ed erano in rimessa perchè contando anche i non paganti hanno racimolato una media di 2 euro (dollari? non mi ricordo) a download

    RispondiElimina
  4. Dunque, i secondo i calcoli di Comscore.com (qui), il prezzo medio riferito a chi ha pagato è di 6 euro, mentre invece riferito alla somma totale dei download si aggira intorno ai 2,25.

    Naturalmente, per fare un paragone come si deve, bisognerebbe vedere quanto sarebbe stata la percentuale che la casa discografica avrebbe dato a loro su ogni cd venduto.

    In Italia, ad esempio, so che è molto bassa (ho trovato in giro varie percentuali che indicano una media che non arriva al 20% del prezzo del cd).

    Su Glomedia, ad esempio (qui), si legge:

    "La percentuale del ricavato SIAE destinata agli autori è in sostanza molto piccola, attorno al 5% del prezzo finale del CD.
    Ciò significa che, dei 22 € del costo di un album, solo 1 € è destinato a chi la musica l’ha realmente creata"


    In ogni caso, una media di 2 dollari per 1,2 milioni di download fanno un paio di milioni di $. Contando che tramite internet le spese che hanno avuto sono pressoché zero, insomma...

    RispondiElimina

Risvegli

Ogni tanto Renzi si sveglia, ripropone il suo eterno pistolotto sul Reddito di cittadinanza relativamente a come  rappresenti la genesi di ...