venerdì 31 luglio 2015

Renzi e il fumus persecutionis

Quindi, se non ho capito male, per difendere il Pd dopo la porcata su ‪Azzollini‬, ‪Renzi‬ non ha trovato di meglio che appoggiarsi a Zanda, il quale - dice Renzi - ha letto le carte della procura di Trani e ha ipotizzato l'esistenza del famoso/famigerato "fumus persecutionis". Ora, per chi non sapesse il significato di questa espressione latina, cito da Wikipedia: "è un'espressione giuridica, con cui si indica che le azioni compiute da un soggetto giuridico non sembrano dettate da applicazione della legge o ricerca della verità, ma dall'intenzione di nuocere a una precisa persona o ente."
Quindi, secondo la mitica coppia Renzi/Zanda, la procura di Trani non ha chiesto l'arresto del galantuomo Azzollini (quello che nella famosa intercettazione intimava alle suore di fare come diceva lui altrimenti avrebbe pisciato loro in bocca) in ossequio a quanto prescrive la legge, ma molto più semplicemente perché alla procura il tipo stava sulle balle, e come può andarsene in giro a piede libero uno che sta sulle balle alla procura di Trani? Dico, scherziamo? Ecco, voi adesso magari sorridete, ma questa cretinata spaziale è ciò che ha utilizzato Renzi come giustificazione della porcata, e che probabilmente molti pidini prenderanno per buona.
A questo punto, tanto valeva tenersi Berlusconi e la sua nipote di Mubarak.

mercoledì 29 luglio 2015

Scusateci per Azzollini

"Spreco di denaro pubblico, assunzioni clientelari, bilanci falsificati (2011 e 2012), stipendi e consulenze d'oro, utilizzo di risorse tutt'altro che finalizzate alla cura dei malati. Tutto questo avrebbe portato, anno dopo anno, al crac della Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza, ovvero alla bancarotta fraudolenta dell'omonima casa di cura per malati psichici con sedi a Bisceglie (Bat), Foggia e Potenza. Un buco da 500 milioni di euro, oltre 350 dei quali costituiti da debiti nei confronti dello Stato. L'ente è attualmente in amministrazione straordinaria."
(Repubblica, 16 giugno 2015)
Questo per chi non sapesse bene chi sia il senatore Azzollini, il galantuomo che oggi il Pd ha salvato dall'arresto mentre tutti gli altri - ovviamente non parlamentari - coinvolti in questa inchiesta sono da tempo in galera.
La Serracchiani, dopo il no all'arresto di oggi, ha detto: "Francamente credo che ci dobbiamo anche un po' scusare, perché non abbiamo fatto una gran bella figura." Tranquilla, non vi dovete scusare con nessuno, dovete solo vergognarvi. E state tranquilli, magari si pareggeranno i conti quando si tornerà a votare.

lunedì 27 luglio 2015

(...)

Comunque, quando dalle 6 di mattina si arriva a casa alle 5 di pomeriggio, il dubbio che si viva per lavorare piuttosto che il contrario, viene.

sabato 25 luglio 2015

Scuole paritarie e agevolazioni

"A differenza di quanto capita in Europa, dove le scuole paritarie vengono sostenute in tutti i modi – sotto il profilo legislativo, sotto il profilo economico, sotto il profilo fiscale – in Italia, in tutte queste direzioni, vengono di fatto penalizzate." (Il Fatto, 24 luglio 2015)
Tra le tante reazioni indignate alla sentenza della Cassazione di ieri, sentenza che legittima la richiesta del Comune di Livorno a due scuole paritarie di pagare la tassa sugli immobili, c'è quella di tale don Francesco Macrì (presidente di una delle federazioni che rappresentano queste scuole) che leggete qui sopra, il quale tira in ballo un infelice paragone con quanto avverrebbe in Europa, dove le scuole private - dice - godrebbero di ogni sorta di agevolazione mentre qui da noi di ogni sorta di penalizzazione.
Ora, presumendo che il dichiarante fosse sobrio al momento del rilascio di questa dichiarazione, e presumendo che nel resto d'Europa le private godano effettivamente di questa massa di agevolazioni, la prima domanda che verrebbe da porgli sarebbe: l'esenzione dal pagamento di una tassa non è forse un'agevolazione? E se secondo lui non lo è, come la definirebbe il loquace sacerdote? E il mezzo miliardo e passa di euro che lo stato elargisce ad esse ogni anno come intenderebbe chiamarlo? Se guardiamo in faccia la realtà, al netto di prese di posizione palesemente capziose - in queste ore ne stanno piovendo a iosa - vediamo come forse non esista paese in Europa dove le scuole paritarie e confessionali godono delle stesse agevolazioni come qui da noi, e tutto questo nonostante la nostra Costituzione dica chiaramente che non ne hanno alcun diritto. Le scuole private hanno goduto di privilegi, regalie e agevolazioni per decenni, e adesso che - sempre troppo tardi - si cominciano finalmente a mettere dei paletti, strillano?
Ci sarebbe poi da stendere un velo pietoso su quanto ha dichiarato la CEI, secondo cui si tratta di una "sentenza ideologica." Siamo sullo stesso livello di Berlusconi quando blaterava di magistratura ideologizzata, sentenze ideologiche e cretinate varie assortite ogni volta che la magistratura sentenziava in suo sfavore. Siamo insomma nel pieno del ridicolo.

E saniamo anche questa, va'

Capito? Siccome - dicono - manca il personale per rendere operativa la commissione che dovrebbe controllare, quelli del Pd hanno pensato bene di fare una bella sanatoria, una specie di tana-libera-tutti sulle spese rendicontate quest'anno dai partiti.
Tradotto, nessuno si prenderà la briga di controllare scontrini e fatture presentate dai partiti per giustificare l'utilizzo di soldi pubblici. Questa cosa fa un certo che, se ci pensate, dal momento che il nostro sistema politico ha alle sue spalle una lunga tradizione di trasparenza, oculatezza e virtuosità nell'uso dei denari pubblici.
Andate a cagare, va'.

mercoledì 22 luglio 2015

Unioni civili (e chiacchiere)

"Stiamo lavorando in parlamento a una proposta di legge che riconoscendo le unioni civili tra persone dello stesso sesso riconosca i diritti di tutti, il Pd non si tira indietro rispetto a questa battaglia di civiltà. Lo faremo subito dopo le elezioni. Siamo a buon punto, sono già stati presentati gli emendamenti, c'e' la volonta' di arrivare fino in fondo." (Maria Elena Boschi, 24 maggio 2015, il giorno dopo il referendum che in Irlanda ha reso legali i matrimoni tra persone dello stesso sesso)

"Nel mio partito su questo tema c'è chi vorrebbe di più. Ma le unioni civili non sono più rinviabili." (Matteo Renzi, 24 maggio 2015, come sopra)

"L'accelerazione annunciata le scorse settimane dal Partito democratico sulle unioni civili sembra naufragata in attesa di un documento del governo. Infatti non è ancora arrivata in Senato la relazione tecnica del ministero dell'Economia al disegno di legge, relazione dedicata a verificare la copertura finanziaria. Dunque ancora un giorno di stop ai lavori della commissione Giustizia che rimane bloccata in attesa del parere della commissione Bilancio vincolata al parere dell'esecutivo." (Repubblica, 22 luglio 2015, come volevasi dimostrare)

domenica 19 luglio 2015

Contratto con gli italiani (2)

Quando si sente un politicante parlare di patto con gli italiani, la memoria - almeno la mia - va sempre al quel nefasto 1994, quando il teleimbonitore che avrebbe monopolizzato la politica del ventennio successivo siglò il famoso patto con gli italiani. Ricordate? Lo studio televisivo, le luci, la poltrona, il giornalista zerbino (Vespa) che si profondeva in continui inchini e baciamano, un contratto con dei punti che il teleimbonitore si impegnava a mantenere pena il non ripresentarsi più alle successive elezioni. Poi s'è visto com'è andata a finire. Dal quel '94 sono passati più di vent'anni e siamo ancora qui, con un altro teleimbonitore che sforna un altro contratto, che promette 50 miliardi di tagli di tasse se continuiamo (continuate) a votarlo.
Da noi la storia si ripete sempre uguale, inesorabile, implacabile, non si scappa; è il destino di tutti i paesi in cui la memoria storica arriva giusto a ricordarsi cosa si è mangiato la sera prima.

La tredicesima occulta ai gestori telefonici

Qualche giorno fa, nell'indifferenza più o meno generale, i gestori di telefonia mobile - tutti insieme appassionatamente, come accade quando c'è da tirare su grana - hanno introdotto una piacevole novità: il costo del canone viene addebitato agli utenti ogni 28 giorni anziché una volta al mese. Risultato: paghiamo ai gestori telefonici la somma corrispondente a un anno fatto di tredici mesi, una sorta di tredicesima occulta, insomma.
Nessuno pare essersi scomposto né incazzato più di tanto, in generale si è accettata la cosa con relativa nonchalance. Pensate a cosa sarebbe successo, ipotesi, se qualcuno avesse fatto una legge che prevedesse il pagamento del bollo auto come se un anno fosse di 13 mesi. Ve l'immaginate? Casini, proteste, petizioni... invece si parla di telefonini, e per quelli si passa sopra a tutto.