martedì 26 luglio 2016

Exor tra i tulipani

Exor, la finanziaria degli Agnelli, trasloca nel paese dei tulipani. Accanto a giustificazioni di tipo logistico e amministrativo (per la verità abbastanza ridicole) c'è questa: "Il trasferimento in Olanda garantisce di azzerare la tassazione sulle plusvalenze, che in Italia sono invece tassate sul 5 per cento."
E niente, mi sa che a pagare le tasse in Italia siamo rimasti solo noi poveracci.

lunedì 25 luglio 2016

Col ghigno e l'ignoranza dei primi della classe (cit.)



La protervia, l'arroganza e quegli atteggiamenti ignoranti tipici di quelli che si credono i primi della classe, hanno avuto il merito di rendermi simpatico anche un pescatore, che da sempre, assieme al cacciatore, appartiene alle categorie di persone che mi stanno più sulle palle.
Perché tu puoi farti anche portatore delle istanze più elevate ed encomiabili di questo mondo, ma se per farle valere usi l'arroganza, dimostri di essere solo una povera testa di cazzo.

Riccione e la terza età

Sabato sera, col pretesto di accompagnare Francesca a una manifestazione di ballo, ero in giro per Riccione con Chiara. Pur abitando nell'entroterra riminese, a pochi chilometri dalla costa, tendo a evitare il casino festaiolo tipico delle estati in riviera, preferendo starmene "rintanato" nella mia tranquilla campagna. Andando in giro per Riccione mi sono sono reso conto di un fatto: grandissima parte dei turisti in circolazione è composta da persone della terza età. Certo, mi sono anche imbattuto in ragazzi, coppie di giovani fidanzati, giovani famiglie con figli piccoli, qualche cretino ubriaco in giro con l'immancabile bottiglia di birra in mano, ma si trattava di una sparuta minoranza, per la maggior parte si trattava di coppie di persone anziane, alcune pure molto in là con l'età.
Quando ero ragazzo bazzicavo spesso la riviera e mi ricordo che erano i giovani a farla da padroni: affollavano i locali, le discoteche, il lungomare, le spiagge. È cambiato il target, e chissà adesso i giovani dove vanno. Forse in Puglia, forse in Croazia, dove il mare è più bello e si spende meno, dove puoi ancora appartarti di notte in spiaggia con la ragazza senza il rischio che qualcuno ti punti un coltello alla gola, o dove non espongono il divieto di balneazione dopo ogni temporale perché qua il sistema fognario fa invidiare pure quello di Calcutta, o forse tutte queste cose insieme.
Chissà...

venerdì 22 luglio 2016

Dai 25 giorni del lodo Alfano ai 25 anni delle unioni civili

Dopo il via libera del Consiglio di Stato alle unioni civili, ho fatto qualche googlata per soddisfare una mia curiosità, sorta mentre appunto leggevo la notizia.
Le unioni civili sono diventate legge (seppure in una versione molto "blanda" rispetto a quelle più avanzate di tutti gli altri paesi europei) dopo 25 anni di discussioni parlamentari e a due anni e mezzo dall'insediamento di Renzi a palazzo Chigi, il quale le aveva invece promesse entro i primi 100 giorni di governo. Accanto alle unioni civili c'è poi il disegno di legge sul testamento biologico. Questo qui vaga per il Parlamento da 35 anni. Sì, avete letto bene: 35 anni. Poi c'è il ddl sul reato di tortura. Questo è in circolazione da 27 anni (la prima stesura risale al 1989, quando l'Italia ratificò la convenzione ONU sulla tortura). Quasi tutti gli altri paesi europei hanno tutte e tre queste leggi, che sono leggi di civiltà, nei rispettivi ordinamenti fin da quando da noi si cominciava a discuterne. Nel 2015, dopo la condanna inflitta da Strasburgo all'Italia per i fatti del G8 di Genova, perché quegli abusi erano effettivamente stati riconosciuti come atti di tortura e l'Italia non aveva ancora legiferato in materia, un Renzi incazzatissimo disse che era una vergogna che l'Italia non avesse ancora una legge sulla tortura, e affermò che si sarebbe provveduto subito. Infatti l'altro ieri, a conferma di tutto ciò, il ddl è stato affossato per l'ennesima volta al Senato e la discussione rimandata a tempi migliori, in ossequio a quel #lavoltabuona e a quel #cambiaverso con cui il tipo cialtroneggia un giorno sì e l'altro pure sui social. Tre disegni di legge che vagano per i cassetti dei sacri palazzi da decenni e che non c'è verso di attuare (se si esclude quella sulle unioni civili), probabilmente perché nessuno ha a cuore che il nostro paese venga annoverato tra quelli più civili e avanzati.
Magari può anche essere colpa del nostro sistema perfettamente bicamerale, che, come dice sempre Renzi (e come del resto diceva anche Berlusconi), è di ostacolo all'attuazione delle leggi. Poi, però, uno pensa a provvedimenti come ad esempio il famigerato lodo Alfano, quello escogitato da Berlusconi nel 2008 per tutelarsi dalla marea di procedimenti giudiziari da cui era assediato. Ecco, il lodo Alfano, quello che poi venne fatto a pezzi dalla Consulta, divenne legge in 25 giorni, 25 giorni dalla stesura del testo alla firma di Napolitano (compresi naturalmente tutti i passaggi Camera-Senato), quel Napolitano noto ai più per la leggendaria disinvoltura con cui era solito firmare qualsiasi cosa gli appoggiassero sulla scrivania.
Quindi, ricapitolando: unioni civili, 25 anni; lodo Alfano, 25 giorni. Quando si dice le priorità.

giovedì 21 luglio 2016

Sulla crocifissione di Bonolis



In genere non mi appassionano le polemiche di questo tipo, tendo a relegarle nel corposo elenco di quelle di cui non mi frega niente perché penso di avere cose più importanti da fare. Però mi chiedo: quanti di quelli che hanno crocifisso Bonolis sui social per aver postato la foto dell'aereo privato, noleggiato per andare in vacanza con famiglia e amici, al suo posto farebbero la stessa cosa? E la domanda mi nasce spontanea vedendo le tantissime immagini che vengono postate da persone "normali" da hotel, piscine, spiagge, montagne ecc. E volete farmi credere che se tutti questi avessero le possibilità economiche di Bonolis non le pavoneggerebbero sui social? Scusate, non ci credo. Bonolis guadagna tantissimo e quell'aereo se l'è noleggiato di tasca sua. Lo so, magari la cosa fa un po' invidia, da un certo punto di vista è comprensibile (in fondo l'invidia è un sentimento umano), ma se proprio volete crocifiggere Bonolis fatelo almeno per un motivo valido, tipo ad esempio quella trasmissione per decerebrati che conduce in inverno, eh.

martedì 19 luglio 2016

L'umanità non sta impazzendo

Personalmente non credo che l'umanità stia impazzendo (uno dei commenti più ricorrenti dopo i fatti di Nizza), e non lo credo perché atti terroristici come appunto Nizza, il Bataclan, Charlie Hebdo ecc., che qua sono fortunatamente sporadici, in altre parti del mondo sono purtroppo la regola, e accadono da tempo. Solo che, appunto, sono sempre accaduti là, lontano, quasi in un altro mondo, almeno secondo la nostra percezione, e qua le relative notizie non arrivavano o anche se arrivavano... chi se ne frega? Adesso non è più così. Ciò che prima accadeva solo là adesso comincia ad accadere anche qui, ma non è l'umanità che è impazzita, sono solo la follia e l'orrore che si spostano e abbracciano altre latitudini. E gran parte di quelli che arrivano qua, in Europa, sui barconi o su altri mezzi, lo fanno appunto per sfuggire a quella follia e a quell'orrore che a casa loro sono la regola.
Cosa credete, che se (ragionando per assurdo) fatti come la strage del Bataclan fossero ordinari i francesi starebbero buoni lì? Scapperebbero a gambe levate, così come i nigeriani scappano dai terroristi col machete di Boko Haram, i siriani dai tagliagole dell'Isis ecc.
Poi, certo, quando arrivano qua è probabilissimo che incappino in qualche decerebrato come il tipo delle felpe che invoca la ruspa e dice di aiutarli a casa loro. Aiutarli a fare che? A farsi dilaniare meglio da qualche bombarolo esaltato? A farsi fare a pezzi, sopportando stoicamente il dolore, da quelli di Boko Haram? Se il decerebrato con la felpa, che avuto l'immensa fortuna di nascere nella parte "giusta" del mondo, quella in cui non corre alcun rischio di essere fatto a pezzi da nessuno, fosse nato là, nella parte "sbagliata", sarebbe il primo ad attraversare il deserto e a imbarcarsi sognando una vita migliore (o anche solo una vita) in Europa.
E magari, se fosse fortunato, eviterebbe anche di imbattersi in qualche idiota con felpa e ruspa.

sabato 16 luglio 2016

La pornografia del dolore

Mi sono rifiutato di guardare i tantissimi video che mostrano la carneficina di Nizza, e soprattutto mi sono guardato bene dal ripubblicarli. Non ne vedo l'utilità, se non per i gestori dei siti che, contando sul potere morboso della pornografia del dolore, utilizzano questi video in chiave acchiappa-clic. Abbastanza disgustoso, direi. Certo, siamo ormai nell'era dell'informazione live a portata di tutti; uno smartphone ce l'ha chiunque e con esso la possibilità di trasmettere in diretta sui social qualsiasi avvenimento capiti a portata di obiettivo, ma a volte ho come l'impressione che questa cosa stia sfuggendo un po' di mano.

mercoledì 13 luglio 2016

Solo al sud

Il ministro Delrio dice che il governo stanzierà immediatamente 1,8 miliardi di euro per mettere in sicurezza le tratte ferroviarie regionali. Come da prassi, ci vuole una tragedia (prima) per intervenire (dopo), difficile che si intervenga prima evitando di recriminare poi: ormai la storia la sappiamo. Adesso è il triste festival dei "se": se il raddoppio della linea si fosse fatto prima, se ci fosse meno burocrazia, se si spendessero soldi per queste opere invece di vaneggiare di ponti sullo stretto, se quel cazzo di semaforo diventato verde fosse rimasto rosso, se non ci fosse stata incomprensione tra le due stazioni entro cui si è verificata la tragedia, se su quel tratto ferroviario fossero stati installati più moderni mezzi di comunicazione, invece del desueto blocco telefonico ecc. Ognuno può usare il "se" che preferisce in attesa che le inchieste ci dicano esattamente cosa ha provocato il disastro.
Siccome mi è capitato di leggere commenti dei soliti idioti del tipo "queste cose succedono solo al sud", vorrei ricordare a chi ha la memoria corta che appena pochi mesi fa (febbraio di quest'anno) due treni regionali carichi di pendolari, su una tratta a binario unico, si sono scontrati in Baviera, poco lontano da Berlino, nella modernissima e avanzatissima Germania, lasciando sul terreno 10 morti e svariate decine di feriti.
Forse non vuole dire niente, o forse sì.

martedì 12 luglio 2016

Insaputa



Sarebbe interessante riuscire a mettere in fila tutte le "insapute" addotte da personaggi più o meno noti, nel corso del tempo, per giustificare qualche loro azione più o meno legittima, ma occorrerebbe una memoria che io non ho. Ricordo però chi inaugurò la serie, e cioè il leggendario Claudio Scajola con l'appartamento vista Colosseo che qualcuno gli comprò a sua insaputa; ricordo anche il mitico Bertone e il suo mega attico in parte ristrutturato, sempre a sua insaputa, coi soldi del Bambin Gesù. Oggi abbiamo il favoloso Trota, al secolo Renzo Bossi, rampollo maggiore di una nobile stirpe, che afferma, in Tribunale (sperando almeno che sapesse di trovarsi in un Tribunale), di non sapere di essersi laureato in Albania.
Ecco, tutti gli altri non li ricordo, ma sarebbe divertente metterli insieme.Verrebbe fuori un bel quadretto.

sabato 9 luglio 2016

Declinazioni al femminile

Nel libro che sto leggendo in questi giorni si dice che l'italiano è l'unica lingua romanza in cui le professioni di prestigio non vengono declinate al femminile. Così, se non c'è alcun problema con termini quali ad esempio operaio/a, cassiere/a, maestro/a ecc. il problema nasce con "deputata", "sindaca", "ministra", "chirurga" e via dicendo. E - leggo sempre nel libro - non regge la scusa secondo cui si tratta di professioni a cui le donne si sono avvicinate maggiormente solo in epoca recente, perché ci sono paesi in cui questo problema, se di problema si può parlare, è stato risolto fin da subito mano a mano che si presentava. In Spagna e Portogallo, ad esempio, dove al pari dell'Italia l'accesso delle donne a queste professioni si è avuto relativamente tardi, non ha creato alcun problema l'adozione fin da subito di termini come "avogada", "medica", "deputda", " juiza" (la giudice) ecc. I problemi si sono riscontrati solo qui da noi, retaggi di una società da sempre fondata sul classismo e sul patriarcato più granitico, le cui conseguenze sono ancora oggi tristemente evidenti.
Se capitate in libreria, fate un pensierino a questo ottimo libro. Si chiama Sguardi differenti e la casa editrice è Mammeonline