mercoledì 10 febbraio 2010

Il miracolo non riuscito

Gesù non ha mai fallito: a lui i miracoli sono sempre riusciti - almeno così raccontano i vangeli. A Berlusconi, invece, che di Gesù è la naturale continuazione, i miracoli a volte non riescono. E di questo si addolora. E' successo ieri, quando in occasione dell'anniversario della "morte" ha inviato una lettera alle suore che hanno accudito Eluana per 14 anni. 14 anni di non-vita, ingabbiata nella sua prigione come un vegetale. "Vorrei ricordarla con voi e condividere il rammarico e il dolore per non aver potuto evitare la sua morte", ha scritto Berlusconi, come se quella di Eluana fosse appunto stata vita.

Lui avrebbe voluto salvarla, cioè avrebbe voluto - questa è la sua concezione di salvezza - che restasse prigioniera per sempre, a mo' di pianta ornamentale in quel letto. Suo padre, invece, quello che evidentemente non le ha mai voluto bene, ha scelto di farle terminare quello stato. Entrambi, quindi, hanno provato a salvarla. Per fortuna il primo non ci è riuscito.

martedì 9 febbraio 2010

Blogger che si buttano (in politica)

Daniele scende in campo. E senza fare nessun contratto con gli italiani.

Caccia, ce la stanno facendo sotto il naso

Ne avevo già parlato qui, in occasione dell'approvazione del testo al Senato. Adesso, mentre tutti sono occupati con leggi ad personam, dichiarazioni di Ciancimino e via di questo passo, il testo, quatto quatto, sta per approdare alla Camera per essere definitivamente convertito in legge. Quale testo? Ma quello sulla famosa deregulation dell'attività venatoria, naturalmente.

Ne ha parlato ieri Cianciullo su Repubblica. Sintetizzando, questa legge, se mai dovesse passare, darà facoltà ad ogni regione di gestire in piena autonomia il calendario venatorio, con la possibilità di sforare senza problemi il periodo temporale che finora andava obbligatoriamente da settembre a gennaio. E ciò in barba alla minaccia di sanzioni da parte dell'UE per eccesso di deroghe sulla caccia e alle prese di posizione dello stesso ministro dell'Ambiente, che in occasione dell'approvazione al Senato ha parlato apertamente di "colpo di mano" dell'esecutivo.

E' difficile facile comprendere i motivi per cui il governo si ostina in questo modo a portare avanti questo disegno di legge: le regionali sono alle porte e la lobby dei cacciatori è un serbatoio di voti troppo ghiotto per non essere tenuto in debita considerazione.

Se non sono catastrofisti non li vogliamo

Ricordate la "terribile" esplosione nella centrale elettrica del Connecticut di domenica? Ieri, lunedì, quasi tutti i quotidiani italiani la buttavano sulla cinquantina di morti. Così:





Passato il polverone, non solo della centrale, si scopre che in realtà i morti non sono affatto 50, ma solo 5. Per carità, sempre di fatto gravissimo si tratta; resta però da capire che fine abbiano fatto gli altri 45 deceduti che le nostre zelanti testate si sono affrettate a spiattellare in prima pagina. Forse la risposta è qui.

L'autogol dell'Italia dei Valori

Non so se autogol è il termine esatto. Per quel che mi riguarda si tratta sicuramente di un passo falso. Un passo falso del partito di Antonio Di Pietro che automaticamente si trasformerà in un fantastico assist per gli avversari - il Giornale ha già cominciato ieri. Mi riferisco all'appoggio dato dall'Idv alla candidatura di Vincenzo De Luca alle prossime regionali in Campania. De Luca è sotto processo per presunti reati contro la pubblica amministrazione che, nonostante quello che si cerca di far credere, non sono proprio bagatelle, ma sono piuttosto gravi. Di Pietro, non essendo riuscito a trovare in tempo candidati presentabili, ha scelto di appoggiare questa candidatura per il centrosinistra.

Perché si tratta di un passo falso? Perché l'Italia dei Valori è il partito che da sempre ha predicato la pulizia nella politica, ha sempre fatto la morale agli altri partiti che senza farsi troppi problemi hanno candidato nel corso del tempo fior di inquisiti e a volte pure condannati. Con quale faccia adesso potrà continuare a sostenere questa posizione? Un po' pilatescamente Antonio Di Pietro ha passato la patata bollente ai militanti convenuti al congresso nazionale dell'IdV, chiedendo alla folla di delegati cosa intendessero fare - De Luca ha ricevuto un'acclamazione pressoché totale -, ma di fatto la sua candidatura è stata pienamente avallata anche da lui. E poco conta, a questo punto, che abbia fatto sottoscrivere al candidato le famose 5 condizioni per poter continuare a usufruire dell'appoggio dell'Idv, ormai la frittata è fatta.

Lo so, l'alternativa era consegnare di fatto la Campania al centrodestra dei Cosentino & c., ma io sono convinto che la coerenza debba sempre prevalere sul calcolo politico. Se l'IdV si fosse ritirato dalla competizione avrebbe probabilmente pagato nell'immediato (la probabile vittoria del centrodestra), ma ci avrebbe sicuramente guadagnato nel lungo termine in credibilità. Nessuno, in futuro, infatti, avrebbe mai potuto contestare alcunché al partito di Di Pietro, perlomeno in termini di serietà e coerenza. Da oggi lo potrà fare. Intendiamoci, per quel che mi riguarda ritengo l'IdV un partito una spanna sopra tutti gli altri; l'ho votato alle scorse Europee e, probabilmente, lo rivoterò a marzo alle regionali. Spero solo, in futuro, di non dover cominciare ad andare alle tornate elettorali col naso turato.

lunedì 8 febbraio 2010

Blocca-processi anche per soldati e militari

Confesso che quando ho letto questa cosa sono rimasto basito. Vi sarete sicuramente accorti - difficile non notarlo - che questo governo ha sempre mostrato, fin dal suo insediamento, una preoccupante predisposizione al salvataggio dei colletti bianchi. Penso ad esempio ai vari lodi e lodini, alcuni riusciti, altri no, che hanno costellato l'azione legislativa.

Il Fatto Quotidiano riporta oggi notizia di un lodino appositamente pensato per le forze armate. Provvedimento nascosto nella legge sulle proroghe delle missioni militari all'estero approvata due giorni prima di capodanno - strano, eh? Ecco uno stralcio dell'articolo.

Una nuova norma blocca-processi. Un’ennesima legge su misura. Questa volta, la maggioranza di governo ha preso la mira per azzerare i due processi in corso sulla strage di Nassiriya: sono così liberati dal fastidio delle udienze e dal pericolo di una condanna gli alti ufficiali imputati di non aver fatto in Iraq tutto il possibile per proteggere gli impianti e gli uomini loro affidati.

La norma, scritta in modo da renderla invisibile, è stata nascosta nelle pieghe della legge che proroga le missioni militari italiane all’estero. Approvata, nella disattenzione generale, il 29 dicembre 2009 e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale il 31, mentre l’Italia preparava i botti di Capodanno. Se ne sono accorti, ora, gli avvocati di parte civile che rappresentano i feriti e le famiglie dei morti italiani nella strage di Nassiriya.

In pratica, il succo di tutto il discorso è che ogni volta che un tribunale militare vorrà procedere verso ufficiali o semplici militari dovrà chiedere il permesso al ministero della Difesa. Quale sarà il criterio e il metro di valutazione del relativo ministro nel concedere o meno l'autorizzazione a indagare? Mah... (articolo integrale qui).

Forza Italia e la "trattativa"



E' ormai da un bel po' di tempo che Ciancimino junior sta dicendo parecchie cose nell'ambito del processo Mori. Cose che nonostante la loro gravità passano come se niente fosse, quasi nella totale indifferenza - altrove sarebbe così? Naturalmente, come è stato detto e ripetuto fino alla nausea, tutto ciò che racconta il figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo dovrà essere attentamente valutato e riscontrato dai magistrati.

Una domanda però viene quasi spontanea: è possibile che la mole di verbali che questo signore giorno dopo giorno continua a riempire sia solo una massa di balle inventate di sana pianta? Certo, in linea teorica, e finché la magistratura non avrà fatto piena luce, tutto è possibile. Compreso ipotizzare che qualcosa di vero possa pure esserci.

Le balle della domenica

Ieri era domenica, giorno dedicato solitamente allo svago, e non so quindi quanti abbiano seguito la trasmissione della Annunziata con ospite il ministro Angelino Alfano. Fatto sta, comunque, che alla trasmissione lui c'è andato e ha risposto, pare, alle domande della giornalista. Alcune cose che ha detto meritano di essere riportate e ovviamente commentate.

"Berlusconi non si sottrarrà alla giustizia" né "sottrarrà tempo al governo", ha detto Alfano. Noi non sappiamo se sottrarrà tempo al governo; quello che sappiamo sicuramente è che finora se l'ha sottratto non l'ha fatto certo a causa dei suoi impegni in tribunale, visto che non si è presentato a un'udienza che sia una. "Berlusconi vorrebbe andare in tribunale sempre - dice il Guardasigilli - ma il tribunale è un luogo dove si studiano i processi e dove ci si difende dalle accuse studiando le carte. Lui avrebbe studiato i faldoni e sottratto tempo al governo". Beh, si dà il caso che gli avvocati siano stati inventati proprio per questo, e Berlusconi non mi sembra esattamente il tipo che non se ne può permettere quanti ne vuole. Potrebbe benissimo far studiare i famosi faldoni dai suoi avvocati e partecipare comunque alle udienze. Mi pare di aver letto che i giudici che seguono i suoi processi sarebbero addirittura disposti a fare le udienze al sabato o anche alla domenica, all'occorrenza, sempre ovviamente che il nostro non abbia anche in quei giorni qualche cavalcavia da inaugurare.

D'altra parte, se non ricordo male, fu proprio il premier, all'indomani della bocciatura del lodo Alfano, a dichiarare che "i processi che mi scaglieranno sono delle farse, andrò là [in tribunale, ndr] e li sbugiarderò tutti". Poi lo sappiamo com'è andata a finire, ma mica è colpa nostra se lui dice una cosa e poi ne fa un'altra. Giova ricordare, a tal proposito, che pure Andreotti all'epoca in cui era presidente del Consiglio ha avuto parecchio da fare coi tribunali (rapporti con la mafia, omicidio Pecorelli, ecc...). A differenza di Berlusconi, però, si è sempre presentato a tutte le udienze, addirittura arrivando prima del dibattimento e uscendo per ultimo dopo aver salutato il pm e il presidente, raccontava Scalfari su Repubblica qualche tempo fa. E non si ricorda che lo stesso Andreotti si sia mai lanciato nella demonizzazione della magistratura, lamentando complotti ai suoi danni o apostrofando i giudici che lo stavano giudicando come comunisti o sovversivi. La statura politica tra uomini dello stato si misura insomma anche dal rispetto per le istituzioni, e qui Berlusconi ne esce proprio male. E dire, oltretutto, che Andreotti non mi è mai stato simpatico.

domenica 7 febbraio 2010

Con gli israeliani e coi palestinesi (per non sbagliare)

Ma come farà [Berlusconi, ndr] ad essere israeliano con gli israeliani e palestinese coi palestinesi? Ad affermare davanti a Netanyahu che bombardare Gaza fu una reazione giusta e due ore dopo, davanti ad Abu Mazen, che le vittime di Gaza sono paragonabili a quelle della Shoah? Zelig si limitava a cambiare forma a seconda dell'interlocutore da compiacere, ma questo è un uomo in grado di cancellare il tempo e lo spazio. Riesce a stare col pilota dell'aereo che sgancia le bombe e nel rifugio sotterraneo con i bombardati. In contemporanea e dispensando ad entrambi parole di comprensione.

(Eugenio Scalfari, che cita Gramellini, su Repubblica di oggi)

Come sarà la scuola superiore targata Gelmini

E' ufficialmente partita la riforma delle scuole superiori fortemente voluta dalla Gelmini - i maligni dicono dietro pressione di Tremonti, ma vabbè. Siceramente, a me fanno un po' ridere quelli che si sono subito lanciati in giudizi tipo "la distruzione della scuola", "la demolizione della scuola" e simili. Per un motivo molto semplice: non si può giudicare a priori un provvedimento i cui effetti si vedranno tra un certo numero di anni; si può fare qualche previsione, certo, ma tirare prima le conclusioni mi sembra un atteggiamento un po' infantile e interessato.

Detto questo, l'unica cosa che al momento si può fare è vedere le caratteristiche principali di questa cosiddetta riforma e poi, al massimo, cercare di fare qualche previsione. Naturalmente io dico quello che deduco leggendo un po' quello che si prevede di fare, e questo pur essendo fuori dall'ambiente della scuola; quindi se tra i miei lettori c'è qualcuno che magari è dentro l'ambiente scolastico e vuole dire la sua è ovviamente il benvenuto.

Innanzitutto va detto che la riforma riguarda, a partire dal prossimo anno, solo le prime classi degli istituti superiori, e cioè licei e istituti tecnici vari. La prima cosa che salta all'occhio è una riduzione del monte ore di lezioni, che porterà nei prossimi anni, attraverso il taglio di circa 17.000 cattedre, a un consistente sfoltimento del corpo docente. Difficile dietro a questa cosa non vedere lo zampino di qualche funzionario dell'Economia. D'altra parte la scuola non è certo l'unico ambito passato sotto la forbice dei tagli e delle razionalizzazioni delle risorse. Razionalizzazione che, nella sua parte più vistosa, prevede la riduzione degli indirizzi sia degli istituti tecnici che dei licei.

(fonte immagine: skuola.tiscali.it)

Come si può interpretare questa specie di rivoluzione? E' giusto o no razionalizzare gli indirizzi a scapito di una maggiore possibilità di scelta? A mio parere no. Berlusconi, alla conferenza stampa di presentazione insieme alla Gelmini, ha detto che questa riforma "era un atto atteso da 50 anni" e che "che ci mette in linea con l'Europa". Che questo riordino fosse atteso da 50 anni è possibile, che ci avvicini all'Europa non si sa - d'altra parte lo stesso Berlusconi non ha aggiunto dettagli sul come ci avvicinerà all'Europa.

Ad esempio tagliare oltre 400 indirizzi per arrivare a soli 6 licei ridurrà sì il rischio frammentazione e dispersione, ma anche la possibilità di scelta. E non si capisce come una tale mossa ci avvicini all'Europa, come afferma Berlusconi. Una cosa a mio parere positiva, invece, è l'ampio margine di discrezionalità nella proposta formativa che avrà ogni singolo istituto. "Al biennio, i nuovi licei potranno ritagliare il 20 per cento del monte ore annuo per attivare insegnamenti opzionali. Quota che sale al 30 per cento al triennio. In questo modo, ogni liceo potrà 'personalizzare' l'offerta formativa per renderla più vicina alle esigenze dell'utenza e del territorio". Certo, questo magari potrà creare un po' di confusione nelle famiglie, ma eviterà il rischio di avere scuole-fotocopia.

Bersani, a proposito di questo progetto ha detto:

"il riordino della scuola superiore da parte del governo non è una riforma, ma un taglio epocale alla scuola pubblica italiana che - invece di avvicinarci come riferito dal premier - ci allontana dall'Europa e nega pari opportunità di vita, di educazione e di lavoro ai ragazzi e alle ragazze del nostro Paese". Il riordino di cui parla il governo sarebbe in realtà un mero "taglio di risorse, di competenze e di tempo", dovuto alla necessità di Tremonti di far quadrare il bilancio. Per il Pd, a causa di questa riforma, "la scelta compiuta a 13 anni diventa nei fatti irreversibile per la grande differenza di programmi proposti dai diversi percorsi formativi sin dal primo biennio, favorendo la dispersione scolastica, penalizzando i saperi tecnico-scientifici e tagliando le ore di laboratorio negli istituti professionali".

Bersani, coerentemente col suo ruolo di leader (mah...) dell'opposizione, critica tutto l'impianto di legge senza fare sconti, ed è pure possibile che alcune delle cose che dice le pensi realmente; ma è difficile pensare, in virtù appunto del ruolo che ricopre, che anche se ci avesse trovato qualcosa di buono l'avrebbe tirato fuori. Quindi la sua critica va presa per quello che è.

Come dicevo all'inizio, quindi, bisognerà aspettare che questa riforma sia a regime da qualche anno per poter vederne i frutti. Il problema è che i 17.000 docenti che si stima perderanno il posto di lavoro a causa del taglio delle cattedre non potranno ormai più dire niente.