giovedì 23 maggio 2019

Flop editoriali

Il libro su Matteo Salvini, edito dalla nota casa editrice vicina a casapound, è finora un flop. La cosa, in verità, non stupisce. Se infatti fosse un successo significherebbe che anche i leghisti leggono. Ma un leghista che leggesse non sarebbe un leghista, perché l'abitudine alla lettura sviluppa tra le altre cose il senso critico e la capacità di capire quando un politico racconta balle. Insomma, tutto torna. E Salvini stia pure tranquillo: il flop del suo libro è la migliore premessa affinché la gente continui a votarlo.

Soffitti e sicurezza

È crollato il soffitto in una scuola del torinese. I soffitti e le pareti delle scuole crollano oggi come ieri, come l'altro ieri e via indietro fino alla notte dei tempi. Quando l'obnubilamento collettivo delle coscienze, che identifica il concetto di sicurezza unicamente nel blocco dei barconi, si sarà attenuato, magari molti, risvegliandosi dal letargo, si accorgeranno che i milioni di problemi che attanagliano il nostro paese sono ancora tutti lì, e che se il medesimo attivismo profuso per bloccare gli arrivi dei disperati fosse profuso diversamente, magari avrebbe più senso parlare di sicurezza.

lunedì 20 maggio 2019

Nozioni comuniste

Considerare il Diario di Anna Frank come un libro che trasmette nozioni comuniste è un assunto che può avere una sua ratio solo nell'epoca in cui stiamo vivendo, dove il principio di non contraddizione non ha più cittadinanza e l'ignoranza crassa non solo regna sovrana, ma diventa addirittura punto di appiglio su cui imperniare cause e ricorsi. Non oso pensare come questa mammina, preoccupata che al pargolo vengano inculcate fantascientifiche nozioni comuniste, possa considerare Se questo è un uomo, di Primo Levi, oppure, che ne so?, In quelle tenebre di Gitta Sereny. Ma immagino sia un quesito che non ha ragione di porsi.

Serie tv e libri

Oltre o divorare libri, amo divorare serie TV. In fondo, se ci pensate, leggere un corposo romanzo può benissimo avere qualche analogia col seguire una serie TV: si mette un segnalibro dove ci si ferma e il giorno dopo si riprende da lì; si interrompe la visione alla fine di una puntata e il giorno dopo si riprende da quella successiva.

Mi è venuta in mente questa cosa mentre leggevo, su vari siti, che è in corso l'ultima stagione de Il trono di spade, stagione che naturalmente guarderò, dal momento che la serie l'ho seguita tutta fin dagli esordi e mi è piaciuta. Ma non ora. Voglio prima aspettare che termini perché detesto lasciare che trascorra una settimana tra una puntata e l'altra, preferisco accumularne un po' per poi gettarmi in pantagrueliche video-abbuffate.

In questi giorni, ad esempio, sto guardando tutta la nona stagione di The walking dead, stagione terminata già da qualche settimana, mi pare. A proposito. Pensandoci, mi pare di notare una qualche rassomiglianza, più caratteriale che fisica, tra Neegan e Salvini. Stessa stronzaggine mista a quella naturale antipatia che entrambi i personaggi suscitano a prima vista. Ma credo sia solo una mia fissazione.

domenica 19 maggio 2019

È sempre emergenza

La replica del Viminale alle osservazioni dell'Europa in merito al decreto sicurezza bis, al netto di quel patetico invito a pensare al Venezuela, invito perfettamente all'altezza del trogloditico livello comunicativo di questo esecutivo, contempla due aspetti. Uno riguarda le sanzioni. Dicono quelli del Viminale: "È singolare che l'Alto Commissariato per i Diritti Umani non si fosse mai accorto che la multa per chi favorisce l'ingresso non autorizzato di immigrati fosse già presente da tempo nell'ordinamento italiano". In effetti, l'articolo 12 del T.U. sull'immigrazione, recita: [...] "...chiunque, in violazione delle disposizioni del presente testo unico, promuove, dirige, organizza, finanzia o effettua il trasporto di stranieri nel territorio dello Stato ovvero compie altri atti diretti a procurarne illegalmente l'ingresso nel territorio dello Stato [...] è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa di 15.000 euro per ogni persona". Peccato che a questo comma ne segua un altro, che naturalmente il ministero diretto dal felpato si guarda bene dall'evidenziare. Questo: "Fermo restando quanto previsto dall'articolo 54 del codice penale, non costituiscono reato le attività di soccorso e assistenza umanitaria prestate in Italia nei confronti degli stranieri in condizioni di bisogno comunque presenti nel territorio dello Stato". Ora, una nave umanitaria o militare che salva in mare dei naufraghi in quale tipologia rientra? Se non si passano i pomeriggi a guardare la D'Urso in tv è facile capirlo, no?

Altro aspetto. Dicono sempre quelli del Viminale: "Il Dl Sicurezza bis è necessario, urgente e tecnicamente ineccepibile". Che sia tecnicamente ineccepibile non sta all'estensore affermarlo, ma sta semmai a organi terzi: Parlamento, Quirinale, Consulta, Magistratura ecc. ed è noto come più di una perplessità filtri già dall'entourage di Mattarella. Per quanto riguarda "necessario" e "urgente", fateci caso: l'urgenza, o l'emergenza, sono delle costanti che vengono sempre sbandierate come viatici per agevolare il parto di provvedimenti eufemisticamente discutibili. Hanno chiuso i porti (non sono chiusi, come ognuno può constatare da sé, ma facciamo finta di sì per agevolare le menti semplici) perché ci raccontavano e ci raccontano che avevamo un'emergenza immigrazione (falso, basta guardare i dati); hanno fatto la legittima difesa perché, ci dicevano, c'era l'impellente necessità che ognuno potesse difendersi in casa propria, una priorità per tutti gli italiani. Bene. Sapete quanti processi penali si celebrano ogni anno in italia? Più di tre milioni. Sapete quanti di questi hanno per oggetto l'eccesso di legittima difesa? Undici, ma non in un anno, i dati dicono infatti che quegli undici sono spalmati sul quadriennio 2013/2016. Capite bene che la legittima difesa è un'emergenza, no? Emergenza a cui, oltretutto, si è rimediato con una legge che ha molto di mediatico e ben poco di sostanziale, dal momento che la famosa difesa, ora - dicono - sempre possibile, rimane invece sempre proporzionata all'offesa e questa proporzione deve sempre essere valutata da un giudice, esattamente come prima. Ma il bello di questo paese è che ai suoi abitanti si può raccontare ciò che si vuole, figurarsi se vanno a verificare. Quand'anche andassero, poi, cosa pretendete che potrebbero capire dal momento che siamo agli ultimi posti in Europa per la comprensione di un testo scritto?

Adesso, quindi, c'è in ballo questo decreto sicurezza bis, partorito naturalmente sull'onda di una qualche eterna emergenza. Quale non è ben chiaro, ma non è importante capirlo. Sono i rompicoglioni, i guastafeste, quelli che hanno ancora un minimo di rispetto per la propria pur modesta intelligenza che cercano sempre di capire le cose, e in fondo si tratta di una piccola minoranza, quello che conta è che la maggioranza che non si fa troppe domande prenda su.

sabato 18 maggio 2019

Come si fa a non volerle bene?

"Il mio dovere di insegnante è quello di formare buoni cittadini, consapevoli e capaci di pensare con la propria testa, di confrontarsi e accettare anche le opinioni altrui. Questo ho sempre fatto e continuerò a fare finché sarò in servizio".

Come si fa a non volere bene istintivamente a una signora così?

venerdì 17 maggio 2019

La vuole incontrare

Salvini vuole incontrare la professoressa di Palermo sospesa. Non perché gli freghi qualcosa di quanto è successo, ma perché è il caso mediatico di questi giorni e l'occasione per cavalcarlo è da prendere al volo. Non pensate che ci siano altre motivazioni oltre a questa.

Soldi usati male

Dice l'impresario della paura che la procura di Catania ha usato male i soldi pubblici degli italiani. Perché? Perché l'inchiesta avviata due anni fa dai magistrati catanesi per verificare collusioni tra Open Arms e scafisti è stata archiviata: nessuna collusione. Naturalmente, se fosse accaduto il contrario sarebbero stati soldi ben spesi (sorvoliamo sul fatto che a parlare di soldi pubblici ben spesi sia il capo di un partito travolto da anni da scandali finanziari).

Se questo è la forma mentis che sta alla base di gesti, esternazioni e fare politica di un ministro, come si può in qualsiasi modo interagire o ragionare con siffatta persona? Come si può pensare di provare a controbattere argomentando? Non si può. Punto. Può ragionare con lui solo chi, bontà sua, accetti di azzerare il proprio quoziente intellettivo fino a raggiungere il suo livello, ogni altra opzione è esclusa.

È la stessa linea di pensiero che caratterizzò Berlusconi prima e, in parte, Renzi poi: la stragrande maggioranza dei magistrati erano bravissime persone, poi c'erano gli altri, quelli che andavano a mettere il naso in faccende che li toccavano da vicino. Cambiano gli attori ma l'opera messa in scena è sempre quella. E il passare dei decenni con la stessa opera in scena non fa ben sperare che in futuro cambierà qualcosa.