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sabato 4 luglio 2009 (Permalink)

14 luglio, è attivo "Diritto alla rete"

Come già vi avevo promesso in alcuni post precedenti, continuo a tenervi aggiornati sugli sviluppi dell'iniziativa contro le norme anti internet del ministro Alfano. Nell'arco di poco più di 48 ore dall'idea avuta da Gilioli e Scorza, è già stato creato il logo che vedete nell'immagine (anche se ancora non definitivo) e un sito, attivato sulla piattaforma Ning, chiamato Diritto alla rete.

Qui trovate tutte le spiegazioni e le modalità di svolgimento dell'iniziativa. Il sito è liberamente consultabile senza bisogno di registrarsi. La registrazione, tuttavia, molto semplice e possibile a tutti gli utenti, blogger e no, è consigliata in primo luogo per avere un'idea del numero dei sostenitori dell'iniziativa, e anche perché registrandosi è possibile interagire con gli altri iscritti inserendo contenuti propri o commenti ai post degli altri. Un po' come succede con Facebook, per intenderci.

Chi vuole può inserire il banner qui sopra, o uno degli altri disponibili, nel proprio blog o sito fino al 14 luglio. L'iniziativa sta cominciando ad avere una certa visibilità in rete, tanto che oggi è stata menzionata pure da Zambardino su Repubblica.

Altri aggiornamenti nei prossimi post, o, per chi si iscrive, direttamente su Diritto alla rete.

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Pozza di Fassa, le foto


Ho messo online una piccola selezione delle foto scattate la settimana scorsa a Pozza di Fassa. Come sapete non sono granché come fotografo; comunque, se ci volete dare un'occhiata le trovate qui.

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Intercettazioni, al Quirinale qualcosa si muove



Naturalmente nessuno si fa illusioni che la cosa finisca qui. Però, e questo è senz'altro un segnale positivo, Napolitano pare abbia fatto capire, senza tanti giri di parole, ad Alfano e combriccola, che una legge così lui non la firma.

Staremo a vedere gli sviluppi (qui l'articolo di Repubblica di stamattina).

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"La mia personale visione"

Lo so, sembra difficile da credere, sembra quasi impossibile. Poi uno ci pensa, fa un pochino mente locale e si rende conto che la sua "epopea", in fondo, se l'è costruita, da sempre, su una serie infinita di detti e contraddetti.



Lo so, sembra incredibile, ma quest'uomo, pur a fasi alterne, governa l'Italia da più di 15 anni.

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venerdì 3 luglio 2009 (Permalink)

Effetti collaterali delle corna in Portogallo

Per l'immagine del governo è veramente troppo, tanto più che tra tre mesi si terranno in Portogallo le elezioni che potrebbero strappare la maggioranza al partito socialista. Pinho, 54 anni, uno dei principali artefici del piano di sviluppo delle energie rinnovabili in Portogallo, ha chiesto ripetutamente scusa per il gesto. Ma per il premier Jose' Socrates il gesto è veramente imperdonabile.

Lo so, è difficile da credere...

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Giornata del silenzio, si va avanti

Pur nella generale convinzione che l'iniziativa non farà miracoli, ma ancor più convinti che non si possa comunque stare a guardare, l'iniziativa lanciata da Gilioli va avanti e raccoglie adesioni.

E' sempre più probabile l'attivazione di una sorta di blog-raccordo, la stesura di un testo condiviso e la creazione di un banner che facciano da perno e riferimento al tutto. Nel frattempo lo stesso Gilioli continua a segnalare (qui e qui) i blogger che aderiscono all'iniziativa. Qui, invece, trovate il blog di Scorza, un po' il "regista" di tutta l'operazione.

Continuerò da queste pagine a segnalare, via via che si presenteranno, gli sviluppi dell'iniziativa.

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Memorandum



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Adesso mi sento più sicuro

Il decreto sicurezza è da ieri legge dello stato. Io, ovviamente, come cittadino, è normale che ne gioisca, perché se diventa legge un provvedimento chiamato "sicurezza" significa che io sono automaticamente più sicuro, più al riparo dalla criminalità, specie da quella di matrice straniera. D'altra parte pure Maroni ha detto che "E' un passo in avanti molto importante per garantire la sicurezza ai cittadini", mentre il geniale Gasparri ha detto - pensate un po' - che è "Una legge per gli italiani", come se finora il Parlamento avesse fatto leggi per i cittadini di Bora Bora.

Vorrei dire un paio di cose evitando, se possibile, di cadere nella facile retorica trita e ritrita su razzismo, xenofobia e storie simili - retorica comunque non del tutto campata per aria -, facendo brevi analisi e riflessioni su alcuni punti.

Il provvedimento cardine di tutta la legge, e anche quello più controverso e polemico, è la criminalizzazione del clandestino. In pratica, per decidere se una persona è un criminale oppure no non ci si baserà più su quello che combina, su eventuali reati commessi o su come si comporta, basterà che sia un clandestino. Ciò che si è e non ciò che si fa, quindi, determinerà l'essere o meno un delinquente. Questo è il punto che durante tutto l'iter legislativo, e anche adesso, ha dato più di altri fuoco alle polveri e ha innescato aspri confronti tra maggioranza e opposizione. Ora, è vero, come riporta anche il Ministero dell'Interno (2007), che la maggior parte della criminalità ascrivibile agli stranieri è da addebitare all'immigrazione irregolare, ma la percentuale non è nota. E comunque, è una ragione valida questa per privare tutti gli irregolari, indistintamente, degli elementari diritti riconosciuti a tutti gli esseri umani? Non lo so.

Scrive ad esempio Micromega:

Con tale divieto si impedisce, in ragione della nazionalità, l’esercizio di un diritto fondamentale quale è quello di contrarre matrimonio senza vincoli di etnia o di religione; diritto fondamentale che in tal modo viene sottratto non solo agli stranieri ma agli stessi italiani.
Con una norma ancora più lesiva della dignità e della stessa qualità umana, è stato inoltre introdotto il divieto per le donne straniere, in condizioni di irregolarità amministrativa, di riconoscere i figli da loro stesse generati. Pertanto in forza di una tale decisione politica di una maggioranza transeunte, i figli generati dalle madri straniere irregolari diverranno per tutta la vita figli di nessuno, saranno sottratti alle madri e messi nelle mani dello Stato. Neanche il fascismo si era spinto fino a questo punto. Infatti le leggi razziali introdotte da quel regime nel 1938 non privavano le madri ebree dei loro figli, né le costringevano all’aborto per evitare la confisca dei loro bambini da parte dello Stato. (fonte)

Il secondo punto, quello a mio avviso più ipocrita di tutta la legge, ha sempre a che fare con la presunta maggior sicurezza degli italiani che deriverebbe dal provvedimento. Ma come è possibile parlare di aumento della sicurezza quando in concomitanza con questa legge ne sta per arrivare un'altra, quella sulle intercettazioni, che di fatto consentirà a una marea di delinquenti, esteri o stranieri qui non fa differenza, di farla franca? L'impressione è che si stia mettendo in atto il famoso detto "forti coi deboli e deboli coi forti". Questo perché da una parte lo stato fa una legge dura, restrittiva e severa nei confronti di chi è più debole e ha meno garanzie, dall'altro ne fa un'altra che di fatto garantirà l'impunità, oltre agli stupratori e ai delinquenti comuni, agli autori dei reati dei cosiddetti colletti bianchi: frode, corruzione e tutti i reati di natura finanziaria.

Naturalmente si sta ragionando per ipotesi, non essendo possibile, adesso, prevedere gli effetti di questa legge.

Nel frattempo, comunque, non ho dubbi: mi sento certamente più sicuro.

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giovedì 2 luglio 2009 (Permalink)

Viareggio, la ruggine non c'entra

Questa mattina, la stragrande maggioranza dei giornali usciti addebitava la causa principale della sciagura di Viareggio alla ruggine. Oggi pomeriggio le cose sono cambiate e la ruggine pare adesso che non c'entri più nel cedimento strutturale dell'organo meccanico (qui Ansa e qui Repubblica).

Come al solito, dopo sciagure tipo questa si corre ai ripari: Berlusconi ha affermato che occorre cambiare le regole per il trasporto su rotaia di questi tipi di materiali, Matteoli ha detto che ci saranno controlli severissimi su tutti i carri cisterna circolanti in Italia immatricolati all'estero e che addirittura potrebbero essere fermati tutti i carri appartenenti alla Gatx.

A me ha molto colpito una domanda che si è posto .mau., che mi pare non sia stata evidenziata da nessuno: perché quel treno si trovava a Viareggio? E, più in generale, perché questi treni vengono fatti viaggiare sulle direttrici principali che attraversano il nostro paese senza pensare a soluzioni alternative?

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Sciopero dei giornalisti e (forse) dei blogger

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana ha indetto una giornata di sciopero il 13 luglio (comunicato qui), il che significa che il giorno 14 in edicola non ci saranno i quotidiani, perlomeno quelli che aderiscono all'iniziativa. Questa presa di posizione unitaria è stata indetta in segno di protesta nei confronti del ddl intercettazioni, che, come sapete, è stato licenziato e approvato da un ramo del Parlamento, la Camera, e si appresta a espletare l'ultimo passaggio al Senato per essere definitivamente convertito in legge.

Di molte delle misure contenute in questo testo di legge ho parlato piuttosto diffusamente in questo blog, e quindi non sto a tornarci sopra; ricordo solo, molto brevemente, il "pericolo" maggiore che si annida in questo disegno di legge, pericolo a cui noi tutti saremo esposti qualora il testo diventasse legge dello stato: il sostanziale azzeramento della possibilità di utilizzare le intercettazioni come strumento di indagine. Apparentemente nulla, o quasi, cambia rispetto alla vecchia disciplina che regolava l'utilizzo di questo strumento di indagine; infatti i reati per i quali sono utilizzabili le intercettazioni rimangono, come lo erano prima, tutti quelli per i quali è prevista una pena edittale dai 5 anni in su.

Quello che cambia è solamente una piccola formuletta, e precisamente quella che sostituisce i "sufficienti indizi di reato" per poter disporre un'intercettazione con "evidenti indizi di colpevolezza". Cosa comporta questo piccolo cambiamento (e la presa per i fondelli che c'è dietro) lo capite bene da soli. A tutto questo c'è da aggiungere quella che è forse la parte più irritante del complesso iter legislativo che ha condotto alla formulazione finale del testo, ossia l'infinita scia di bugie che ci hanno raccontato nell'ultimo anno per poter giustificare in qualche modo l'adozione di questo provvedimento, bugie che sostanzialmente vertono su privacy e costi. Sia sull'uno che sull'altro aspetto non c'è stato ministro che non si sia sbizzarrito, da ogni pulpito, a prenderci per i fondelli raccontando le balle più stravaganti e impensabili, balle che chiunque abbia un computer connesso a internet può tranquillamente smontare con due clic del mouse.

Le intercettazioni sono uno dei due punti controversi contenuti nel disegno di legge, l'altro riguarda il cosiddetto bavaglio alla stampa, la morte della cronaca giudiziaria, come l'hanno definita molti giornalisti. Una norma contenuta nel testo, infatti, prevede il divieto per la stampa di riportare il resoconto testuale di intercettazioni telefoniche e di atti di inchieste anche quando non più coperti da segreto. La pena per il giornalista che sgarra prevede addirittura il carcere, commutabile con una sanzione pecuniaria anche a carico dell'editore. Facile prevedere quali saranno le conseguenze di tutto ciò: silenzio tombale su tutto.

Ecco i motivi per cui la federazione della stampa ha indetto lo sciopero. Che è condivisibilissimo anche perché, come precisa la stessa federazione nel suo comunicato, non si tratta - e questo accade per la prima volta - di uno sciopero attuato per motivi di contratto o salario, ma semplicemente per poter continuare a essere liberi di scrivere e di informare, così come garantito dalla Costituzione. Qui, per la verità, e mi tocca dirlo, mi pare di scorgere un leggero velo di ipocrisia, in quanto, come è noto, molte delle testate che aderiranno allo sciopero sono le stesse che spesso e volentieri, quando era ora di approfittare di questa libertà di scrivere e raccontare, hanno girato la testa dall'altra parte evitando di dare notizie che potessero dar fastidio a qualche potere forte. E questo aspetto non si può, per serietà, non menzionare.

Il giorno 14 luglio anche io farò "sciopero", anche io non aggiornerò questo blog per un giorno, anche se non sono un giornalista, e lo farò, simbolicamente, oltre che per tutto quello che ho già spiegato, per un motivo molto semplice: l'obbligo di rettifica. Ne avevo già parlato qui, ma è probabile che qualcuno se ne sia dimenticato. Eh sì, perché i nostri attenti legislatori non si sono occupati solo di imbavagliare la stampa, ma anche qualche fastidioso blogger magari un po' troppo zelante. So che tra voi, amici lettori, ci sono alcuni blogger; penso che sarebbe un bellissimo gesto se anche anche voi partecipaste a questa inziativa evitando di aggiornare per un giorno il vostro blog o sito, magari mettendo un semplice link a questo articolo o a quello di Alessandro Gilioli, che è quello che ha avuto l'idea. Un giorno in cui giornalisti e blogger seppelliscono la storica ascia di guerra in nome del diritto comune di continuare a scrivere in libertà.

Vi lascio qui di seguito alcuni link utili.

- L'Abc ddl intercettazioni (Sole24Ore)

- Intercettazioni, giro di vite su stampa e pm (la Repubblica)

- Il bavaglio, i giornalisti, i blogger (A. Gilioli)

- Chiuso per rettifica (Punto Informatico)

- Massima insicurezza (M. Travaglio)

- I numeri delle intercettazioni (Inviato Speciale)

- Intervista a Giancarlo Caselli (beppegrillo.it)

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