sabato 30 agosto 2014

La valenza culturale degli 80 euro

"Ho letto commenti secondo cui gli 80 euro non sono serviti a niente: voglio dire che c'è un disegno ideale, ideologico, culturale dietro gli 80 euro."
Un presidente del consiglio serio non dice, con quell'aria strafottente, "ho letto in giro", come se si trattasse di dar credito all'oroscopo del mago Otelma, ma legge e verifica i dati reali forniti dalle rilevazioni economiche, e ammette che, effettivamente, questi benedetti 80 euro non sono serviti a niente. E non sposta furbescamente il tiro, prima dichiarando che dovevano rilanciare l'economia e poi, a flop conclamato, dicendo che si trattava di una misura culturale. La sceneggiata del gelato, poi, un misto tra e il patetico e il ridicolo, non merita neppure di essere commentata. Se sei un presidente del consiglio serio, caro Renzi, a una copertina satirica di un settimanale economico fai spallucce e tiri dritto, fregandotene. Siamo tornati ai tempi e ai livelli del cucù di Berlusconi alla Merkel, mentre dovremmo essere già un bel po' più in là.

La mia movida

E niente. Stasera sono giunto alla conclusione che la movida notturna riminese non fa più per me. Sì, è vero, da ragazzo ci andavo a nozze, ma adesso il traffico, il casino, il rumore, i clacson impazziti, le code interminabili a passo d'uomo sul lungomare. E poi la ressa, l'impossibilità di camminare senza urtare qualcuno, la lotta contro un fiume umano che ti ingloba e ti trascina con sé. E poi il tipo che ti vuole vendere le rose, quello che ti vuole fotografare, i truffatori improvvisati agli angoli dei marciapiedi che ti vogliono alleggerire il portafogli col trucco delle tre carte - sembra incredibile, ma ancora qualcuno ci casca. Poi, ancora, gli ubriachi, quelli che urlano, la musica (musica, vabbe'...) che arriva dalle macchine perennemente in coda, dai negozi, dai locali, le sirene impazzite delle ambulanze bloccate nei fiumi di lamiera. I pachidermici bus della linea 11, Rimini-Riccione, perennemente a passo d'uomo, stracolmi di ogni possibile varietà del genere umano. No, non sono più ragazzo - per fortuna, mi viene da dire - adesso la movida che apprezzo è quella tranquilla di casa mia, dei miei libri, delle mie gatte, delle passeggiate con Chiara sulla pista ciclabile, fino alla gelateria, e la possibilità di starmene seduto con lei a chiacchierare a un tavolino riuscendo ad ascoltare ciò che dice. E poi la mia chitarra, il pianoforte, la gatta che dorme pigramente sul suo sgabello, e io che alle 2.39 mi ritrovo qui a scrivere. Lasciatemi questa movida, che in fondo non è affatto male.

giovedì 28 agosto 2014

Facebook, perché devo installare Messenger?



Ho dato un'occhiata, per curiosità, alle recensioni e ai commenti che gli utenti lasciano su Play Store, lo spazio web da cui si scaricano le applicazioni per i dispositivi mobili equipaggiati col sistema operativo di Google. Beh, ce ne sono una montagna simili, se non uguali, a quello che vedete qui sopra.
La principale obiezione degli utenti riguarda l'obbligo imposto da facebook di scaricare e installare un'app supplementare, che ovviamente occupa memoria e consuma batteria, per svolgere una funzione (chat e messaggi) che è già compresa nella app principale facebook. Non che scaricarla e installarla sia un'operazione complicata, intendiamoci, è che si tratta agli occhi degli utenti di una perfetta inutilità, quale in effetti è.
Neppure io l'ho installata, in primo luogo perché il servizio di messaggistica lo uso pochissimo, e poi perché, all'occorrenza, si può aggirare il problema utilizzando facebook tramite browser anche sui dispositivi mobili. Faccio una previsione: se le proteste degli utenti continueranno in questo modo, entro l'anno Zuckerberg eliminerà questa perfetta inutilità.

Magdi Allam e l'islamofobia

L'ordine dei Giornalisti ha deciso di sottoporre a procedimento disciplinare Magdi Allam per islamofobia, ossia per aver trasceso i limiti nelle critiche all'Islam in alcuni suoi articoli. Ma il nocciolo della questione non è questo, nonostante vi sia dato moltissimo risalto; la vera notizia e fatto inspiegabile è che Allam sia iscritto all'ordine dei giornalisti, dove si presume vi siano dei giornalisti.

Flop 80 euro certificato

Nel totale disinteresse dei media, specie quelli filo-renziani, cioè quasi tutti, l'Istat pubblica i dati relativi ai consumi al dettaglio nel mese di giugno. Giugno ha una sua importanza dal punto di vista della rilevazione perché è il primo mese in cui tutti gli aventi diritto ai famosi 80 euro ne hanno avuto piena disponibilità. Bene, rispetto a maggio la crescita è stata zero, cioè non si è mossa una foglia. Anzi, se l'analisi si allarga su base annuale, la contrazione delle vendite al dettaglio è stata del 2,6%.
Ora, che questi benedetti 80 euro siano stati un flop lo aveva già ammesso pure Padoan; adesso, coi dati dell'Istat, abbiamo la conferma anche dai numeri.

mercoledì 27 agosto 2014

Figlie e padri

Ogni volta che un figlio compie gli anni, in genere qualche pensiero viene sempre. Che poi, pensandoci, i pensieri sono quasi sempre quelli: come passa in fretta il tempo, sembrava un fagottino appena ieri, loro crescono e noi invecchiamo e cose di questo genere. Però, 18 anni... certo, se si guarda la cosa dal punto di vista del freddo e asettico sommarsi dei numeri, è solo l'anno che segue il 17 e precede il 19. Se invece la si guarda da un'angolazione meno cinica e più umana, è quasi sbalorditivo che praticamente senza che tu te ne sia accorto ti ritrovi con una maggiorenne in casa. Insomma, quel tocco di ragazza che impiega ore a truccarsi e a scegliere cosa mettere prima di uscire, è sempre quella che l'altro giorno ti svegliava di notte strillando dalla fame, e ti costringeva a cercare una farmacia notturna in cui prendere il Nidina. E allora è qui che capisci che 18 anni non sono né molti né pochi, ma relativi alla angolazione da cui li guardi.
Diciotto anni sono un lasso di tempo sufficiente anche per gettare uno sguardo all'indietro, fare qualche bilancio. Ma è un esercizio che, niente niente che posso, cerco di evitare, anche perché non ne esco bene. Insomma, il premio padre dell'anno, se ci fosse, in questi 18 anni l'avrei vinto ben poche volte. La parte del leone nel tirar su le nostre figlie l'ha infatti sempre fatta Chiara. Certo, non è che io non ci sia stato, ma sostanzialmente ho sempre avuto un sacco di cazzi per la testa (il lavoro, la musica, i libri, i computer, ecc.) che non mi hanno consentito di essere un padre come dio comanda. E adesso che a 44 anni mi ritrovo con una figlia maggiorenne e un'altra che lo sarà tra un anno, mi rendo conto di aver perso parecchio del periodo più bello della vita, quello in cui i figli crescono. Di questo mi rammarico, ma d'altra parte la perfezione non è di questo mondo, come si dice, e forse la categoria dei padri imperfetti non è così esigua - mmh... starò mica cercando di autoassolvermi, per caso?
Vabbe', sono le 22.39, chiudo e vado a dormire, ché domattina mi suona presto.
Chiara, Michi e Fra: vi voglio bene.

martedì 26 agosto 2014

Senatori e macumbe



Calderoli chiede al papà della Kyenge di togliergli la macumba. Cioè, voi vi rendete conto, vero, che questo qui è un senatore della repubblica italiana (oltretutto è uno di quelli che ha messo mano alla Costituzione per la riforma del Senato)?

Basta col click-baiting



Una delle pratiche più odiose di Grillo e soci (e non solo loro) sta per finire.

Prescrizione e intercettazioni, siamo ancora qui

Mentre qua ci si distrae con cazzatine più o meno grandi, pochi fanno notare che il governo, dopo aver messo mano alla fondamentale (?) riforma del Senato e alla legge elettorale, sta lavorando alla riforma della giustizia. Perché quando si fa un lavoro, si fa completo, ovviamente. Ecco, riguardo a questo punto, l'accordo tra NCD e Pd è subordinato all'accettazione da parte di quest'ultimo di mettere mano anche a intercettazioni e prescrizione. Lo scrive Tommaso Labate in un articolo pubblicato stamattina dal Corriere della Sera, "Giustizia: trattativa tra Ncd e Pd sul progetto di riforma di intercettazioni e prescrizione", nel quale si legge che dall'ineffabile Angelino Alfano sarebbe partito una specie di ultimatum al Pd: "Nel pacchetto definitivo o ci saranno sia le intercettazioni che gli interventi sulla prescrizione, oppure non ci sarà nessuna delle due."
Capire in che direzione dovrebbero andare questi interventi non è difficile, basta fare un po' mente locale e andare indietro con la memoria a quando Berlusconi, ancora in sella, si sbatteva come un ossesso per ottenere le stesse identiche cose. Difficile dimenticare, all'epoca, chi fosse il suo più stretto trombettiere riguardo questi temi: Angelino Alfano, ovviamente, quello che, da ministro della Giustizia (sic!), per perorare la causa del suo padrone riguardo le intercettazioni se ne uscì con quel fantastico "Tutti gli italiani sono intercettati!" Una cazzata di dimensioni tali che neppure Ferrara al suo meglio avrebbe partorito.
Ecco, sono passati gli anni e siamo ancora qui. Stesso scenario. Alfano (Berlusconi) vuole da Renzi l'accordo per mettere mano a questa roba qua e Renzi... già, e Renzi?

Detassiamo l'iscrizione alle paritarie?

In attesa di capire meglio la faccenda dell'abolizione delle supplenze, la ministra Giannini, dal pulpito del Meeting di Rimini (e da dove, altrimenti?) ha detto che si pensa a una forte detassazione delle iscrizioni alle scuole paritarie e confessionali.
Come notate, questo qui si conferma essere, ogni giorno di più, un governo di sinistra.