mercoledì 20 settembre 2017

Le donne non devono studiare



Il resto del carlino, quotidiano che copre Emilia Romagna e Marche e che da sempre è rivolto a un pubblico da bar, il tipico pubblico amante dei titoloni ad effetto letti i quali capisce subito tutto e tira le conclusioni, ci informa oggi che secondo un sondaggio Ipr Marketing un terzo dei musulmani intervistati, residenti qui in Italia, vorrebbe che le donne non studiassero e stessero a casa a badare alla famiglia. È uno scandalo, ovviamente. Com'è possibile che al giorno d'oggi ci sia gente che considera le donne in questo modo? Beh, è possibile, e senza bisogno di stare a scomodare i musulmani nel nostro paese è sufficiente andarsi a leggere cosa scriveva il cattolicissimo Camillo Langone, sul Foglio di Ferrara, non cinquanta o cento anni fa ma a gennaio dell'anno scorso. Il suo articolo (articolo, vabbe'...) lo trovate qui. Ve lo riassumo: i padri non dovrebbero mandare le proprie figlie all'università, dovrebbero tenerle in casa a fare figli e a occuparsi di faccende domestiche. Se vogliamo andare appena un pelino più indietro nel tempo, ad esempio nel 1986, possiamo leggere un interessante opuscoletto, all'epoca affisso fuori dalle chiese, che spiega bene i comportamenti che devono osservare le donne nei confronti degli uomini, comportamenti, come si può leggere, che pongono la donna su un piano di assoluta parità rispetto all'uomo.



Com'era quella faccenda della pagliuzza e della trave?

Quello della finestra sul cortile



Ho cominciato questo libro per caso, senza troppe aspettative, e invece mi ha preso subito e le prime cento pagine le ho praticamente divorate. Incuriosito, ho fatto qualche ricerca sull'autore e ho scoperto che è colui che, tra i suoi tanti lavori, scrisse La finestra sul cortile, da cui Hitchcock trasse il leggendario film. Vedi com'è piccolo il mondo?

martedì 19 settembre 2017

San Gennaro

Di Maio che bacia la teca di san Gennaro non è in fondo neppure una notizia degna di nota. Nel senso che Di Maio è quello che è, lo conosciamo, e non stupisce che il suo livello culturale e intellettivo lo porti ad avere una qualche forma di rispetto o deferenza per il santo patrono di Napoli. Per quanto riguarda la pagliacciata della liquefazione del sangue (spiegata scientificamente qui dal CICAP), chi scrive questo post non riesce ancora a capacitarsi di come, in pieno terzo millennio, possa avere una tale risonanza e come tanta gente possa concederle credito. Chiunque abbia letto un qualsiasi libro sulla storia della Chiesa, si accorge con facilità che lo spessore di superstizione che ammanta questa sceneggiata è il medesimo che ammantava riti simili, religiosi e divinatori, in voga secoli e secoli addietro. E a ben pensarci è il medesimo che ammanta riti religiosi e superstiziosi, a torto ritenuti più seri, che a cadenza settimanale vengono ancora oggi propinati pure dalla tv di Stato.

Non rimangano offesi eventuali devoti di san Gennaro o di chicchessia che dovessero passare di qui. Niente di personale, ci mancherebbe. È solo che... andiamo, su.

Quarant'anni di Ti amo

Ti amo, di Tozzi, compie quarant'anni. Quando uscì ne avevo sette. Oggi mi sento molto più vicino ai vent'anni di cui cantava De Gregori, quelli che "sembrano pochi, poi ti volti a guardarli e non li trovi più".

Orlandi e Fittipaldi

Dal mio modesto punto di vista, un giornalista che ci tenga a definirsi tale non sbandiera all'universo mondo un documento con rivelazioni potenzialmente devastanti, tra l'altro relative a uno dei casi di cronaca più discussi e misteriosi degli ultimi trent'anni, insinuando dubbi sulla sua autenticità ("se è vero [...] apre squarci clamorosi sulla storia della Orlandi"). Un giornalista degno di questo nome che entrasse in possesso di un documento del genere, credo farebbe delle verifiche, cercherebbe riscontri in grado di confermarne l'autenticità, o quanto meno di aumentare le possibilità che si tratti di un documento autentico. Non dico che Fittipaldi non l'abbia fatto, intendiamoci, ma da ciò che dice, se anche l'ha fatto questi riscontri non sono venuti alla luce. Quindi? Quindi tutta questa storia a me puzza tanto di acchiappaclic e di trovata pubblicitaria per il relativo libro. Ma io sono sempre stato malfidente.

lunedì 18 settembre 2017

Aumenti improvvisi di autostima

Stamattina. Sala d'attesa del medico. Una signora a un'altra signora seduta vicino a lei: "Prima di me c'è quel ragazzo in piedi vicino alla parete."
Il ragazzo in piedi vicino alla parere ero io coi miei 47 anni.
:-)

Basta con la giustificazione

Come i lettori più attenti avranno notato, ho rimosso la giustificazione del testo dei post, che sono quindi allineati a sinistra come da impostazione originaria. Perché? Uno dei motivi è che l'apposita app Blogger, nella sua spartanità, non prevede la possibilità di farlo, e dal momento che ormai la stragrande maggioranza dei post li scrivo col cellulare...

Ci sarebbe la possibilità di aggiungere l'apposita stringa di codice nel modulo dei CSS, che consente la giustificazione automatica di ogni nuovo post (e anche di quelli già pubblicati), ma l'effetto è nullo visualizzando il blog dal browser di un dispositivo mobile - la giustificazione ottenuta con questo sistema è visibile solo da pc.

Un altro tentativo l'ho fatto scrivendo i post tramite browser mobile e inserendo all'inizio e alla fine del testo i tag <DIV> e </DIV> con all'interno le istruzioni per la giustificazione. Un'impresa fattibile ma infarcita di difficoltà pratiche.

Soluzione finale: niente giustificazione e amen.

domenica 17 settembre 2017

Giudici eletti dal popolo

Un po' mi fanno tenerezza, gli elettori leghisti. Prendete quelli che erano oggi sul prato di Pontida. Ogni promessa fatta da Salvini, da realizzarsi in caso vada al governo, è semplicemente irrealizzabile, e loro, poveretti, tutti lì ad applaudire, senza nessuno che si sia reso conto che il tipo della ruspa stava prendendo tutti per il culo. Prendete la faccenda dei giudici eletti dal popolo, solo per fare un esempio, un vecchio cavallo di battaglia del carroccio. Non è realizzabile per un motivo molto semplice: è incostituzionale e qualsiasi proposta che fosse presentata in tal senso non passerebbe mai al vaglio della verifica di costituzionalità. Per farlo, occorrerebbe preventivamente presentare una legge di revisione costituzionale che non vedrebbe mai la luce, in primo luogo perché tali leggi prevedono un iter parlamentare molto più lungo e articolato rispetto alle leggi ordinarie, e in secondo luogo perché ci vorrebbero numeri in Parlamento che la lega non otterrebbe neppure con appoggi esterni. Quindi, cari militanti leghisti che applaudite, svegliatevi, Salvini vi sta prendendo per i fondelli.

Sì, vabbe', ciao.

Il giovane Stalin

Leggo nel libro di Mieli che Stalin, da giovane, negli ultimi anni del 1800 studiò per un certo periodo in un oscuro seminario della Georgia e all'epoca molti davano come molto probabile un suo futuro nel sacerdozio. In quel periodo si fece pure apprezzare come valido tenore e sensibile poeta - sì, sembra strano ma sto parlando di quello Stalin lì. Ciò che fece poi di lui il sanguinario dittatore che tutti conosciamo fu il clima di terrore con cui i reggenti del seminario gestivano la struttura, clima di terrore a cui Stalin tentò sempre di ribellarsi, fino alla sua espulsione. In pratica, il futuro dittatore non fece altro che applicare su larga scala le barbarie, i metodi di controllo, la pedagogia medievale e il pugno di ferro con cui all'epoca venivano gestiti gli istituti religiosi in Russia e zone limitrofe. Si può insomma dire che furono i preti a fare di Stalin ciò che poi è diventato.