Non capisco l'irritazione nei confronti di Libero per aver titolato che la povera ragazza di Roma è stata "arrostita". Cioè, voglio dire, è il Libero di Feltri, parente stretto de Il Giornale di Sallusti, gli organi della destra e relativo pubblico, un pubblico il cui livello intellettivo non gli consente di comprendere il disgusto che le persone normali provano di fronte al dileggio di tragedie come questa. Volenti o nolenti, una larghissima parte della società italiana è composta di persone di questo livello. Triste ma è così, e l'unica maniera di contrastarli è ignorarli, evitando di dare loro ancora più visibilità.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
martedì 31 maggio 2016
domenica 29 maggio 2016
La soluzione di Feltri
Vittorio Feltri, nel suo editoriale su Libero di stamattina, ha la ricetta per fermare gli sbarchi, che si può sintetizzare così: evitare di soccorrerli e lasciare che affoghino finché, stanchi di affogare, smettono di partire. Tra populismi e speculazioni alla Salvini, di cui è infarcito lo scritto, troviamo anche parecchie omissioni e imprecisioni storiche che, se è naturale che sfuggano al lettore quadratico medio di un quotidiano che ha in home page tette e culi in abbondanza, non possono non attirare l'attenzione di qualcuno un pelino più ferrato in storia. In particolare, riferendosi ad esempio alla citazione qui sopra, non è affatto vero, o almeno non del tutto, che gli antichi romani combattevano con tutte le loro forze "per non farsi dominare dagli stranieri incivili", ma, al contrario, se l'Impero Romano ha potuto prosperare per cinque secoli nonostante le pressioni a cui era sottoposto dalle popolazioni del nord che fuggivano da guerre, cataclismi e miseria, gran parte del merito è stato dell'ottima opera di integrazione che hanno saputo mettere in campo lungo i secoli (non era inconsueto che, specialmente a partire dal III secolo, appartenenti ai cosiddetti barbari occupassero posizioni di rilievo nell'amministrazione pubblica o nell'esercito).
Intendiamoci, il discorso sarebbe lungo e ricco di sfaccettature, e va benissimo che Feltri avvalori le sue tesi attingendo a fatti storici, ma almeno li riporti nella loro completezza, non solo nelle parti che piacciono a lui, eh.
venerdì 27 maggio 2016
Plotone d'esecuzione
Fino a pochi decenni fa, negli stati USA in cui era in vigore la pena capitale la condanna a morte era eseguita da un plotone di esecuzione. Era composto da cinque persone che, da una quindicina di metri di distanza, attendevano il momento di sparare da dietro a una tenda. Al condannato veniva fasciata la testa con un drappo nero e sul petto veniva affissa una croce rossa di stoffa in corrispondenza del cuore. Solo quattro dei cinque componenti il plotone di esecuzione avevano il fucile carico, l'altro era caricato a salve, in modo che nessuno dei cinque avesse la certezza assoluta di aver ucciso il condannato. Questo stratagemma veniva utilizzato con l'idea di neutralizzare futuri sensi di colpa dovuti a eventuali ripensamenti (personalmente mi sembra una sciocchezza, ma questo è). E niente, 'sta cosa non la sapevo e l'ho trovata nel romanzo di Grisham che sto leggendo in questi giorni, a beneficio di chi pensa che i romanzi siano solo opere di fantasia da cui non si impara niente.
Piccola nota a margine: mi viene da pensare che forse neppure chi la applica è sicuro della bontà della pena di morte, ma tant'è.
giovedì 26 maggio 2016
L'acquedotto di Firenze (e gli altri)
Scrive Il Post che l'acquedotto di Firenze perde il 36% dell'acqua che veicola, contro una media nazionale che viaggia attorno al 40%. Cioè, per capirci, quasi la metà dell'acqua che circola negli acquedotti italiani va persa a causa della fatiscenza della rete idrica. Perché non si risolve questo problema? Perché riammodernare gli acquedotti costa un sacco di soldi, scrive sempre Il Post. E qui uno potrebbe replicare: anche le tariffe dell'acqua sono care, e tra l'altro ciclicamente aumentano pure, e con questi soldi non si potrebbero sistemare gli acquedotti?
(Siccome da queste parti si è un po' maliziosi, si pensa che la ragione vera sia che aggiustare un acquedotto è un lavoro che non si nota, perché i tubi stanno sottoterra, quindi è uno sforzo che non dà visibilità e non porta molti voti, ma, ripeto, da queste parti si pensa sempre male.)
Piccoli godimenti
Ecco, a me questa cosa piace molto, in primo luogo perché era una tassa ingiusta e discriminatoria, e in secondo luogo perché era stata voluta da Maroni (con l'avallo di Berlusconi). E quando un TAR, un Consiglio di Stato, una Consulta, o chi volete voi, cancella qualcosa fatto da quei due qua si gode, ecco.
martedì 24 maggio 2016
Perché si offende?

Dopo aver sposato la causa della giornata in spiaggia quando si doveva votare sulle trivelle, adesso sposa quella del sì al referendum costituzionale di ottobre, al cui esito Renzi ha vincolato la sua permanenza in politica. Posizione più che legittima, intendiamoci, così come altrettanto legittime sono le perplessità di chi pensa che questa partecipazione così attiva (e spiccatamente di parte) nelle faccende politiche contingenti, da parte dell'ottuagenario senatore a vita, sia un pelino inopportuna. Detto questo, non si capisce perché Napolitano debba offendersi se qualcuno, altrettanto legittimamente, ritiene che votare no equivalga a difenderla. Mi interesserebbe particolarmente, la sua spiegazione, dal momento che pure io lo penso.
domenica 22 maggio 2016
Partigiani e Boschi
Dopo la cretinata odierna della Boschi sui partigiani veri e quelli finti (quelli veri voteranno sì al referendum costituzionale di ottobre, dice), cretinata che segue di poco quella altrettanto infelice in cui paragonava i detrattori delle riforme a Casapound, mi chiedevo se non sarebbe il caso di accorpare 'sto benedetto referendum alle prossime amministrative. No, giusto per evitare altri cinque mesi di stronzate come queste.
sabato 21 maggio 2016
Berlinguer
Nel suo tour promozionale per il sì a ottobre, iniziato oggi, con la faccia più tosta del mondo il tipo di Rignano ha citato Berlinguer, affermando che pure lui era a favore dell'abolizione del Senato e della fine del bicameralismo perfetto. Renzi si riferisce a un articolo che effettivamente Berlinguer molti anni fa scrisse e che fu pubblicato su L'Unità. Ma le cose non stanno esattamente come dice lui perché Berlinguer auspicava una modifica delle funzioni del Senato, che è cosa ben diversa dalla sua abolizione - ma d'altra parte l'imbonitore è in giro per lo stivale a vendere aria fritta e racconta un po' quello che gli pare, del resto anche i venditori di pentole alle sagre paesane fanno così.
Al di là di questo, comunque, fa sempre un certo effetto sentire Renzi tirare in ballo personaggi come l'ex leader del PCI, che erano politici veri e non teleimbonitori - tra l'altro Berlinguer è stato il primo a mettere sul tavolo la famosa "questione morale", ma qui Renzi ha preferito (chissà perché) soprassedere.
(No, ma poi, al di là di tutto, ce lo vedete Berlinguer inciuciare con gente come Verdini?)
Sono ancora vivo
Uno aspetta il sabato mattina tutta la settimana e quando arriva si sveglia alle sei e non prende più sonno. Bah. Comunque alla fine è stato un bene che mi sia svegliato così presto, probabilmente mi sono salvato la vita. In questi giorni sto leggendo un vecchio libro di racconti di King che ho trovato nella mia libreria; tra questi ce n'è uno intitolato La nebbia. Narra di un gruppo di persone intrappolate in una specie di supermercato, nel New England. Il supermercato e gran parte delle zone limitrofe sono avvolti da una specie di nebbia assassina, fittissima e impenetrabile, e chiunque osi avventurarsi lì in mezzo non torna più indietro, sparisce per sempre. Ecco, io ero insieme al gruppetto e tutti insieme si stava valutando se tentare di uscire (mica potevamo restare in eterno chiusi lì). Mi sono svegliato giusto prima che uscissimo e quindi, come dicevo, alla fine è stato meglio così perché avevo come l'impressione che non sarebbe finita bene.
Comunque credo sia anche colpa della grigliata di ieri sera.
giovedì 19 maggio 2016
Pannella
Matteo Lepore
Da un po' di giorni è sotto tiro Matteo Lepore, sindaco di Bologna, per i disordini e gli atti criminali alla manifestazione con cui si ...
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