martedì 1 febbraio 2022

Fumatori no vax

Maurizio, con una leggera ironia, fa notare la eufemistica incongruenza dei fumatori no vax, che da oggi avranno l'obbligo di mostrare il green pass per andare in tabaccheria a comprare le sigarette :-)

lunedì 31 gennaio 2022

Dai libri

La parola piramide deriva dal greco antico pyros, che significa grano. Per questo motivo nel Medioevo si credeva che le piramidi avessero la funzione di conservare il grano, fossero cioè dei giganteschi granai. La parola Parigi deriva invece da Par Isis, che significa "vicino a Iside". Ai tempi dell'Impero romano, infatti, alle porte della città si trovava un tempio dedicato alla dea Iside. Da qui il nome dato alla città. 

A leggere un thriller storico si impara sempre qualcosa. Più in generale, da qualsiasi libro, anche da quello all'apparenza più "leggero" e scalcagnato, come quello che sto leggendo in questi giorni, si impara qualcosa. Sempre.

Contro natura o secondo natura (e cosa c'entra Alla ricerca di Nemo?)

Fa sempre un certo effetto sentire un Pillon o un Salvini o un Adinolfi spiegarci che certi comportamenti sessuali sono contro natura e altri secondo natura, quando invece il concetto esatto da esprimere dovrebbe essere secondo la nostra cultura o contro la nostra cultura. Tirare in ballo la natura, infatti, specie quando non si ha la più pallida idea di cosa succeda in natura, è un po' come darsi la zappa sui piedi.
 

sabato 29 gennaio 2022

Perché Mussolini rovinò l'Italia

Ho terminato il saggio storico di Bruno Vespa, ricevuto in regalo (ben difficilmente avrei speso di mia iniziativa soldi in un suo libro), di cui avevo accennato qui. Devo dare atto a Vespa, contro ogni aspettativa, di avere buone capacità divulgative e di aver scritto un saggio dai tratti avvincenti, anche se i fatti narrati hanno un taglio più da cronista che da storico.

Il libro in questione prende in esame le vicende politiche e militari che sfociarono nella decisione di Mussolini di trascinare l'Italia nella disastrosa (per noi) seconda guerra mondiale, prendendo avvio dagli incessanti corteggiamenti di Hitler ("Uomini come Mussolini nascono una volta ogni mille anni"), che modellò la sua politica dittatoriale e il suo partito ispirandosi al partito fascista del Duce, e descrivendo l'infinita serie di errori che portarono il nostro paese alla rovina economica, militare e politica. 

Rispetto agli altri libri sulla storia del fascismo che ho letto, questo ha il pregio di essere molto particolareggiato nella ricostruzione dei fatti, ottenuta anche facendo ricorso a documentazione tratta dai diari personali che i vari personaggi che contornavano i due dittatori scrivevano per tenere traccia del succedersi delle vicende. 

L'unica pecca del libro sta, forse, nella non-risposta alla domanda che gli dà il titolo. O comunque nell'impressione di incompletezza della stessa. In realtà, i motivi che spinsero Mussolini a fare ciò che fece sono molteplici e diversi a seconda dei casi. Prendiamo ad esempio la promulgazione delle leggi razziali, forse la sua macchia più ignobile. Come si conciliano col fatto che fino al 1936 Mussolini era stato un attivo difensore della minoranza ebraica dalle persecuzioni naziste e che Hitler non fece mai nessuna pressione né mostrò mai desiderio che le realizzasse? Si spiega con una sorta di vassallaggio ideologico totalmente irrazionale.

Cosa lo spinse a imbarcarsi nella disastrose campagne di Grecia, d'Africa o, peggio ancora, francese o russa? Tutti i suoi consiglieri gli dissero a più riprese che inviare contingenti male armati, male vestiti e male organizzati nelle sterminate terre russe sarebbe stata una follia. Lui ce li inviò lo stesso, mandando a morte tra gli ottantamila e centomila italiani nella ritirata del Don. Stessa cosa per l'entrata in guerra del giugno 1940. Mussolini sapeva benissimo che l'Italia non era assolutamente pronta a entrare in guerra, ma lo fece lo stesso vedendo che la Germania aveva conquistato già mezza Europa. Una serie di guerre inutili che ebbero come unici risultati l'elevatissimo numero di perdite umane e l'allarmante aumento della povertà e peggioramento delle condizioni economiche del paese.

Nel 1945 l'Italia era un paese devastato e distrutto. Perché? si chiede Vespa. Forse megalomania, forse incompetenza, forse irresponsabilità, forse incapacità di immaginare le conseguenze delle decisioni, forse anche un po' di pazzia, o forse tutte queste cose insieme. In ogni caso, è uno dei tanti libri che dovrebbero leggere i teorici della storiella che in fondo ha anche fatto cose buone.

Fumetti

Sull'ultimo Venerdì di Repubblica c'è una interessante inchiesta (qui) sulla diffusione dei fumetti nel nostro paese, dove tra le altre cose si parla dell'ottimo stato di salute in cui versa questo particolare settore editoriale. Due cose interessanti: nel 2021 appena chiuso circa nove milioni di persone sono andate in libreria, più o meno regolarmente, per comprare fumetti (rilevazione relativa alle sole librerie, che quindi esclude edicole e fumetterie); il fumetto è solo cartaceo. A differenza dei libri, che possono essere acquistati e letti su aggeggi elettronici, il fumetto viene letto solo su carta.

La cosa un po' mi ha sorpreso, dal momento che lavoro in un'agenzia di distribuzione stampa e ogni giorno mi vedo passare per le mani tonnellate e tonnellate di fumetti destinati esclusivamente alle edicole. Non pensavo che anche le librerie avessero un così attivo mercato dei fumetti. Bella, questa cosa.

L'inchiesta in questione mi ha fatto venire in mente l'infinita serie di fumetti che leggevo da bambino e da ragazzino prima del passaggio ai libri: Topolino, Braccio di ferro, Tex, Zagor, Diabolik, Il comandante Mark, Dylan Dog i primi che mi vengono in mente e che mi riportano al periodo più spensierato della mia vita. Tra l'altro, molti di questi (in particolare molti numeri di Topolino) li conservo ancora, da qualche parte.

I fumetti mi fanno venire in mente un aneddoto di cui parlò Francesco Guccini in una intervista di qualche anno fa, in cui raccontava che quand'era giovinetto doveva leggerli di nascosto perché suo padre glieli proibiva. Glieli proibiva perché temeva che i fumetti, con tutte quelle figure, lo disabituassero alla lettura. I libri andavano bene, e suo padre gliene regalava in continuazione, ma i fumetti no, quindi lui se li faceva prestare di nascosto da qualche amico e li leggeva quando suo padre non c'era. Dal momento che Guccini in mezzo ai libri ci ha passato tutta la vita e che è diventato a sua volta scrittore di romanzi, direi che i timori di suo padre erano palesemente infondati.

giovedì 27 gennaio 2022

La Giornata della memoria (con un po' di storia)

A dire il vero non volevo scrivere niente sulla Giornata della memoria, perché tutto l'universo Internet ne parla e il mio contributo non avrebbe aggiunto granché. Poi mi sono imbattuto per caso in un post della bravissima Galatea Vaglio e ho deciso di segnalarlo. Perché è interessante il suo contributo? Perché, partendo dalla Shoah hitleriana, di cui sappiamo tutto (o almeno dovremmo), Galatea si lancia in un breve ma esaustivo viaggio storico che va alle radici secolari dei pregiudizi antiebraici che hanno condotto poi alla più grande tragedia del Novecento. Insomma, un po' di storia, che non fa mai male.

Il post di Galatea è qui.

Le bugie di Ratzinger

Mentre lo stato maggiore dell'informazione è impegnato fino alla sfinimento con la ormai ridicola pantomima relativa all'elezione del nuovo presidente della repubblica, è passata abbastanza in sordina una notizia che a mio parere avrebbe meritato forse un po' più di visibilità, e cioè l'ammissione di Ratzinger di avere mentito nel corso di un'indagine sulla pedofilia nella chiesa tedesca.

I fatti riguardano quattro casi di abusi sessuali su minori avvenuti tra il 1977 e il 1982, periodo in cui il futuro papa Benedetto XVI era arcivescovo della diocesi di Monaco di Baviera. Nel corso dell'indagine che lo vedeva accusato di non aver preso provvedimenti contro il responsabile di tali abusi, Ratzinger dichiarò agli inquirenti di non essere a conoscenza delle imputazioni a carico del sacerdote accusato dei fatti. Nelle sue ammissioni di qualche giorno fa, invece, ha ritrattato la precedente versione ammettendo di essere stato presente alla riunione in cui si decise di trasferire il sacerdote responsabile degli abusi in un'altra parrocchia della stessa diocesi, perpetuando un modus operandi molto in voga anche da noi: lo spostamento dei parroci accusati di abusi su minori in altre parrocchie.

Ratzinger si è poi giustificato dicendo che l'errata dichiarazione non era generata da malafede ma da una svista nella redazione della medesima. Sia come sia, il parroco riconosciuto responsabile degli abusi, Peter Huellermann, condannato nel 1986 per pedofilia, fu poi assegnato a un'altra parrocchia e, come scrive Il Post, continuò a esercitare il suo ministero anche negli anni successivi alla condanna.

Sui complotti

Sulla sindrome dei complotti Umberto Eco ha scritto pagine a tutt'oggi ancora ineguagliate (a parte Popper, forse). E le sue acute osservazioni valgono anche per i complottardi del covid (ne conosco personalmente almeno un paio).





(da Cospirazioni e trame, 2007)

mercoledì 26 gennaio 2022

Bruno Vespa


Se durante la mia lunga carriera di lettore qualcuno mi avesse detto che sarebbe arrivato un giorno in cui avrei letto un libro di Bruno Vespa, mi sarei messo a ridere. Invece quel giorno è arrivato.

(Tranquilli, l'ho ricevuto in regalo, e comunque il titolo mi piace.)

martedì 25 gennaio 2022

Un presidente autorevole

A me, in linea di principio, non importa granché delle tendenze politiche di cui è espressione un presidente della Repubblica. Non m'importa, cioè, se viene da una storia politica riferibile alla destra o alla sinistra. Mi interessa che sia autorevole, competente, carismatico (perché no?) e che, nei limiti del possibile, contribuisca a mantere ammantata di autorevolezza l'istituzione che incarna. Non è un mistero, infatti, che la presidenza della Repubblica è forse l'ultima istituzione che nello sfacelo politico generale mantiene ancora elevati livelli di stima nelle italiche genti.

E poi stiamo parlando appunto del presidente della Repubblica, che ha esclusivamente funzioni di controllo (in teoria neutro ed equidistante) sull'operato del governo e del parlamento, e vigila affinché l'operato dei suddetti organi si mantenga all'interno del dettato costituzionale. Quindi non m'interessa granché se, a puro titolo di esempio, viene eletta la Cartabia, pur conscio delle sue posizioni contrarie all'aborto e molto diffidente verso le unioni omosessuali. È preparata, autorevole, competente e carismatica? Va benissimo. Anche perché mica può rimandare alle Camere una legge per il solo fatto che cozza contro le sue convinzioni morali.

E poi la storia insegna che, spessissimo, presidenti riferibili a sinistra hanno agito come se provenissero dalla parte opposta e viceversa. Giorgio Napolitano, ad esempio, che veniva dal comunismo e da una storia di sinistra, firmò senza battere ciglio il famigerato lodo Alfano di berlusconiana memoria, spazzato poi via dalla Consulta perché incostituzionale. Mattarella ha firmato quelle porcate immonde chiamate decreti sicurezza voluti da Salvini. Quindi, in definitiva, non è granché importante da quale storia politica viene l'ospite del Quirinale, perché poi alla fine è la realpolitik che prevale sulla storia personale.

Lonesome Dove

Alcuni critici hanno sostenuto che se nella vita si vuole leggere un solo romanzo western, deve essere questo. Ambientato tra il 1876 e il 1...