mercoledì 13 febbraio 2019

Satana

Dal momento che fino a prova contraria Satana non esiste, direi che forse si poteva evitare di imbastire l'ennesima polemica sul nulla. Ed è fortemente probabile che un ministro dell'Interno abbia cose un pelino più importanti di cui occuparsi, rispetto a questa roba qua.

martedì 12 febbraio 2019

Gli pneumatici del fornaio

Il fornaio è un ragazzo tranquillo, di quelli che più tranquilli non si può. Abita da solo in un piccolo appartamento in affitto di fianco a casa mia. Inizia a lavorare alle undici di sera e stacca alle sette di mattina, sabato notte compreso; un lavoro, il suo, che appartiene alla categoria dei lavori che in genere si cerca di evitare come la peste, perché la notte guai, la notte è fatta per dormire, scherziamo? Per non parlare poi del sabato notte: sacrilegio! A lui invece non frega niente, è il classico tipo che vive la propria vita senza starsela tanto a menare.

Qualche giorno fa una simpatica testa di cazzo ha pensato bene di tagliargli con un coltello tre gomme della sua macchina. Scherzo? Dispetto? Non si sa. Quello che si sa è che se tu tagli tre pneumatici a una macchina metti in seria difficoltà chi la usa. Perché uno lo sostituisci, due puoi provare a chiamare i gommisti che fanno assistenza in strada a chiamata, tre devi per forza chiamare un carro attrezzi. Senza contare la spesa considerevole, sia della chiamata al carro attrezzi che degli pneumatici nuovi. A questo si aggiunge l'ulteriore disagio creato dal fatto che alle undici di sera qui dove abito io i mezzi pubblici non circolano (l'ultima corsa Santarcangelo - Torriana c'è alle otto) e il fornaio con la macchina ci va a lavorare.

E niente. Ancora mi stupisco del fatto che in giro ci sia gente che riesce a riempire la propria misera e vuota esistenza solo creando disagio e difficoltà al prossimo.

domenica 10 febbraio 2019

Mahmood? Mah...



Se Mahmood avesse cantato la canzone di Ultimo e Ultimo quella di Mahmood, lui avrebbe comunque preferito quella di Ultimo, dal momento che Ultimo è italiano purosangue mentre Mahmood è italiano formalmente ma ha origini egiziane. Perché a Salvini della canzone non frega nulla, checché ne dica nel suo tweet, a lui dà fastidio che il vincitore della manifestazione canora italiana per eccellenza non sia italiano purosangue. E questo è pacifico.

Quello che mi fa veramente cascare le appendici pendule, ogni volta che ho la malsana idea di leggere ciò che scrive, è la sostanza estremamente infantile dei suoi tweet. Se tu metti puntini di sospensione in quantità, non dai una maggiore idea di perplessità, il livello di perplessità non aumenta proporzionalmente al numero di puntini di sospensione che si utilizzano, dai solamente idea di non avere la minima dimestichezza relativamente al corretto uso dei segni di interpunzione.

Stesso discorso per punti esclamativi e di domanda. Sono gli alunni dell'ultimo anno di scuola elementare e gli studenti dei primi due delle medie che ne fanno uso in quantità, poi mano a mano che imparano un pochino a padroneggiare la scrittura li abbandonano. 

Io ricordo che la signora Silvana, la mia maestra della elementari, diventava una bestia già quando ne vedeva uno, di esclamativo, perché diceva sempre che il punto esclamativo andava utilizzato rarissimamente e solo in casi eccezionali quando si voleva dare a una frase un forte senso di imperio, altrimenti il punto normale andava benissimo.

Ora, io capisco che il pubblico a cui rivolge le sue corbellerie digitali è prevalentemente composto, letterariamente parlando, da suoi pari, da gente cioè che ha poca o nessuna dimestichezza con lettura e scrittura, ma un ministro che ha milioni di seguaci sui suoi social dovrebbe almeno avere l'accortezza di scrivere in un italiano adulto, maturo.

Sì, vabbe'...

sabato 9 febbraio 2019

(...)

Democrazie millenarie

A me sorprende non tanto la gaffe storica in sé, quanto la avventatezza e la superficialità che l'hanno generata. Se tu redigi uno scritto destinato a essere pubblicato da uno dei più diffusi giornali di Francia, qual è la prima cosa che fai prima di inviarlo? Controlli di non aver scritto fesserie, e dopo aver controllato, per maggiore sicurezza lo fai controllare anche a qualcun altro. Di Maio non ha evidentemente fatto nessuna delle due cose, forte magari di una sicumera pagata poi con gli sberleffi di due nazioni.

Altra cosa. Se anche tu non sai niente di storia, e con Di Maio il dubbio diventa quasi certezza, ci puoi arrivare anche con un minimo ragionamento. Quale paese o nazione, nel mondo, ha potuto godere di mille anni ininterrotti di democrazia? Mille anni sono dieci secoli, non ti viene il dubbio che difficilmente una democrazia possa essere durata così a lungo? Forse neppure i greci sono stati così fortunati.

E va bene, inanelliamo anche questa.

venerdì 8 febbraio 2019

Il nemico

È che noi abbiamo sempre bisogno di costruirci un nemico. Che sia la Francia, l'euro, l'Europa, i migranti, i poteri forti (qualunque cosa si intenda con questa espressione), tutto fa brodo, purché si possa scaricare su terzi la responsabilità del nostro disagio sociale ed economico. Il grande Umberto Eco scrisse un bellissimo saggio, anni fa, su questa innata propensione, che non è solo nostra, intendiamoci. Si chiamava Costruire il nemico, uno dei saggi più belli della sua sterminata produzione letteraria.

Ci vuole un nemico da incolpare per evitare di fare i conti con sé stessi, con le proprie responsabilità. Un nemico che anestetizzi il puro e semplice dato di fatto che tutti i casini che abbiamo ce li siamo procurati da soli. Noi abbiamo creato l'immenso debito pubblico che ci strangola; noi abbiamo attuato politiche sociali che hanno portato diseguaglianze e povertà; noi abbiamo tollerato (anzi, coccolato, e li coccoliamo ancora) l'immenso esercito di evasori fiscali che si pappano ogni anno l'equivalente di quattro finanziarie; noi abbiamo sempre tollerato (spesso convenientemente agevolato) una politica di stampo clientelare e cortissima visione, mai lungimirante, perché la lungimiranza è stata sempre nemica del facile consenso immediato.

Cerchiamo un nemico? Non è la Francia, né l'Europa, né i migranti. Se ci è rimasta un po' di onestà intellettuale sappiamo benissimo dove andarlo a cercare.

domenica 3 febbraio 2019

Classifiche

Tra i libri più venduti in Italia questa settimana, c'è al nono posto Non mi avete fatto niente, di Fabrizio Corona. Poco sopra c'è Serotonina, del grande Houellebecq, poco sotto Se questo è un uomo, di Primo Levi. Anche da queste cose si capisce perché siamo messi così.

sabato 2 febbraio 2019

Con internet

Vengo a conoscenza del saggio Patria, 1978-2010 dal blog di Maurizio. Mi interessa. Apro quindi Google e cerco qualche informazione supplementare riguardo al libro, dopodiché apro il sito Scoprirete e guardo quale biblioteca della mia zona ce l'abbia disponibile per il prestito. Ce l'hanno alla biblioteca comunale di Villa Verucchio, a una ventina di minuti di macchina da casa. Un'occhiata veloce sul suo sito e apprendo orari di apertura (è aperta) e indirizzo. Do quindi l'indirizzo in pasto a Google Maps e mi metto in macchina, facendomi guidare dolcemente dalla voce asettica e impersonale del mio smartphone. Arrivo, prendo il libro che cercavo e torno a casa, soddisfatto.

Pensavo che siamo ormai talmente abituati a utilizzare internet per tutto, che forse non ci rendiamo neppure più conto della sua comodità, tranne ovviamente quando ne restiamo improvvisamente e inaspettatamente sprovvisti.

venerdì 1 febbraio 2019

E va bene, faccio outing: sono stato un coglione

Ogni tanto nella vita si fanno errori, a volte più gravi e altre meno gravi. Io naturalmente non sono da meno. Anzi. Quindi faccio outing e confesso ai miei trentadue lettori l'errore più grave commesso di recente: alle ultime politiche ho votato Cinquestelle. Sono un coglione, lo so, e solo col senno di poi riesco a comprendere la portata di questa coglionaggine.

Non ho attenuanti. I prodromi per capire che dietro al cosiddetto "nuovo" si celava in realtà la brutta copia del più trito e ritrito politicume c'erano tutti, ma non li ho colti, o forse non li ho voluti cogliere, chissà. I segnali che sempre quel famoso nuovo nascondeva in realtà il peggio del fascismo di ritorno c'erano tutti, e da anni, a cominciare dalle epurazioni dei dissidenti, gli attacchi ai giornalisti, gli insulti gratuiti a persone del calibro della signora Levi Montalcini. Perfino le lampanti incompetenza e dabbenaggine erano lì in bella vista, bastava ascoltare per un minuto Di Maio o la Taverna per vederli.

Scusanti? Non ne ho. Attenuanti? Nemmeno. Sono un orfano di una sinistra che non c'è più, distrutta scientemente dai Renzi, dai Gentiloni, dai D'Alema, dai Veltroni, una sinistra i cui ultimi barlumi si videro con Prodi, poi più niente, solo destra a perdita d'occhio. Coglione due volte, convinto di poterne ritrovare qualche traccia in un movimento che per conservare cadreghe e consensi si è invece appiattito sulle posizioni fasciste e xenofobe di un ministro dell'Interno la cui incompetenza e ignoranza gli creerebbero difficoltà anche ad amministrare un condominio.

Ho sbagliato, e come dice Guccini: "...accetto il crucifige e così sia".

Dissociazioni?

Ma tu ti sei dissociato? Tu hai preso le distanze? E se non l'hai fatto, perché non l'hai fatto? Come mai il tale politico non l...