"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
lunedì 20 febbraio 2017
Ma a chi interessa?
Come fa?
sabato 18 febbraio 2017
Baggio
venerdì 17 febbraio 2017
L'agonia (del PD)
giovedì 16 febbraio 2017
Lavagna
E
martedì 14 febbraio 2017
Come può un prete causare tanto male?
domenica 12 febbraio 2017
Il telefono fisso nell'Inghilterra degli anni '60
Quando leggo libri ambientati in un determinato periodo storico, mi viene sempre da pensare alle differenze tra il periodo preso in questione nel libro e il nostro, in particolar modo per quanto riguarda la socialità e la comunicazione. Il giallo Indagine a ritroso, di D. M. Devine, ad esempio, che sto leggendo in questi giorni, è ambientato nell'Inghilterra degli anni '60. In quel periodo non c'erano naturalmente i cellulari, non solo in Inghilterra ma anche da noi, men che meno gli smartphone, c'era appena il telefono fisso nelle case, e neppure in tutte. Quando ad esempio si andava in giro in macchina si era quindi isolati, e se la quattroruote si fermava per un guasto l'unico modo per non proseguire a piedi era quello di rintracciare una cabina telefonica, così come si era isolati quando si andava in giro a piedi; la sera si rientrava a casa e se non si aveva un compagno o una famiglia magari si guardava la televisione, oppure si leggeva un libro, e se si aveva voglia di fare due chiacchiere con qualcuno si alzava il telefono e si chiamava l'interessato. Bella differenza con la perenne connessione di tutti con tutti di adesso, perfino con persone che non si conoscono, virtuali, di cui non si sa niente. Una differenza abissale, che mi ricorda i tempi in cui ero bambino io, gli anni '70, anni in cui la cerchia di amici era quella della scuola e della parrocchia, e il passaparola per comunicare uno all'altro che il giorno dopo la scuola sarebbe stata chiusa per neve, giusto per fare un esempio, si faceva attraverso una catena di telefonate col telefono di casa: Tizio avvisava Caio, Caio avvisava Sempronio e così via. Adesso basta un messaggio sul gruppo Whatsapp della classe e tutti sanno tutto all'istante.
Meglio adesso o meglio allora? Meglio adesso, ovvio, ma si tratta di un meglio relativo, non definitivo, nel senso che è basato sul confronto tra una situazione precedente e quella attuale. Ma quella attuale non è statica, e non è detto che sia quella definitiva, che oltre non ci sia niente, anzi è sicuro che non sarà così. Tra dieci o quindici anni si svilupperà una tecnologia di comunicazione che farà sembrare obsoleto il messaggio collettivo su Whatsapp, e forse si guarderà a quest'ultimo con lo stesso dolce ricordo con cui oggi si ripensa al giro di chiamate dal telefono fisso. Quindi oggi è meglio di allora, e ci sembra il migliore dei mondi possibili, ma anche allora era meglio di quando non esisteva neppure il telefono fisso, e quell'allora ci sembrava il migliore dei mondi possibile.
E niente, torno al mio giallo, va'.
sabato 11 febbraio 2017
Salvini, Meloni e le foibe
Ci sarebbe da spiegare a Salvini e alla Meloni, che da giorni la menano con 'ste foibe, e che loro vanno a Basovizza, e perché Mattarella non viene e gnegnegne, che gli episodi tragici dei massacri delle foibe in particolare, e gli avvenimenti che ruotano attorno al cosiddetto confine orientale in generale, riguardano un periodo storico lungo, articolato e complesso, che addirittura affonda le sue radici nella disputa secolare tra popolazioni italiane e slave riguardo al possesso di quelle terre. Ridurre tutto questo a un singolo episodio storico, per quanto tragico, e strumentalizzarlo per bassi fini politici, è tipico di chi è ignorante e di storia sa poco o niente. E oltretutto è pure piuttosto squallido.
venerdì 10 febbraio 2017
Libero
A me provoca sempre un senso di leggera ilarità la puntuale ondata di indignazione che regolarmente segue certe prime pagine di Libero, tipo quella di stamattina sulla Raggi e la patata bollente. È così difficile capire che la suddetta ondata di indignazione collettiva è esattamente lo scopo che si prefigge chi fa quei titoli? Vi siete indignati in massa? Bene, avete fatto il gioco di Libero, e come se non bastasse pure Repubblica ha ripubblicato in cima all'home page quella cialtronata. Complimenti: Feltri ringrazia tutti per avergli regalato tanta pubblicità e probabilmente ha già pronto il titolo per fare indignare tutti anche domani, tanto sa già che saremo di nuovo ancora tutti lì a permettergli di continuare.
La giornata più calda?
Ieri, attorno alle 13, nel comune di Santarcangelo di Romagna l'app meteo del mio smartphone segnava 37° di temperatura reale e 41° di p...
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Sto leggendo un giallo: Occhi nel buio, di Margaret Miller. A un certo punto trovo una frase, questa: "Qualche minuto più tardi la luc...
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