Federico Braschi è stato eliminato subito da quella specie di circo dell'inutile che è Sanremo. La sua eliminazione ha suscitato l'immediato commento idiota, l'ennesimo, dell'idiota per eccellenza che bazzica per il web. Federico ha dimostrato fin da subito l'intelligenza che è propria di ogni artista, di ogni persona che faccia uso dei propri talenti e della propria sensibilità per creare arte, sia essa musica, poesia o quello che ognuno associa a questo sostantivo. E l'ha fatto evitando di ribattere a Salvini e di infilarsi in un improduttivo battibecco, ma invitandolo semplicemente ad ascoltare il brano, un brano che parla di immigrazione e che per questo ha suscitato gli strali del piccolo uomo con la felpa. Braschi è stato intelligentissimo, ha dato l'illuminato esempio del modo migliore per combattere quelli come Salvini: ignorarli. Perché questa gente qui se la ignori muore, è finita. E Braschi, ignorandolo, ha dimostrato la infinita superiorità che è propria dell'artista vero rispetto a chi intende l'arte al massimo come una gara di rutti a un raduno della lega. I commenti beffardi di Salvini per l'eliminazione di Braschi credo siano la migliore vittoria che il cantautore santarcangiolese potesse portare a casa.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
giovedì 9 febbraio 2017
mercoledì 8 febbraio 2017
Il golf e il DL salvabanche
Quindi, alla fine, c'è voluto Pietro Grasso per stralciare dal DL salvabanche l'emendamento del Pd che elargiva 97 milioni di euro per una competizione di golf prevista nel 2022, dico bene? (A proposito, che c'azzecca il golf con le banche? Mah!) E pare non sia passato neppure l'emendamento che prevedeva che la banca d'Italia rendesse pubblici i nomi di chi non ha onorato i debiti contratti con le banche salvate dallo Stato. Tra l'altro non si capisce il motivo. Se per salvare un istituto bancario si usano soldi pubblici, cioè di tutti, non è giusto che a quei tutti venga almeno riconosciuto il diritto di sapere i nomi dei grandi tromboni che hanno contribuito a generare il dissesto di quegli istituti? A me pare il minimo sindacale della decenza. Evidentemente per lorsignori non è così.
L'avversario
lunedì 6 febbraio 2017
Muri poco visibili
domenica 5 febbraio 2017
Gli studenti scrivono male
Onore al gladiatore
Sembra ci sia un bisogno generalizzato di vendetta. Viviamo in un periodo storico in cui pare aver rotto gli argini il desiderio imperioso di tornare al vecchio occhio per occhio, dente per dente. O forse questo anelito alla giustizia fai da te c'è sempre stato e non ce ne siamo mai accorti, tutti impegnati come siamo a cullarci nella falsa illusione che appartenga da tempo a un passato lontano, ché noi nel frattempo abbiamo imparato a essere civili, a credere nello stato di diritto, a ritenere moralmente giusta la giustizia anziché la vendetta. E invece non è così, o almeno non sembra che sia così; probabilmente questa pulsione primigenia a sopperire col brutale istinto animale, come è successo a Vasto, alla carenza e alle lacune della giustizia ufficiale era solo nascosta sotto il pelo dell'acqua, pronta a riemergere alla prima occasione. Vasto è solo l'ultima dimostrazione in ordine di tempo che testimonia come quegli argini siano ormai definitivamente rotti, e il riferimento non è limitato al singolo fatto in sé, ma alla generale ondata di solidarietà e apprezzamento circa l'operato di colui che è già stato elevato al rango di eroe.
Il cerchio formato da quelli che si oppongono e rifiutano questa visione e questa lettura della realtà è purtroppo sempre più piccolo. E non è escluso che sia destinato prima o poi a non esserci più.
venerdì 3 febbraio 2017
Blocchiamo i siti porno?
giovedì 2 febbraio 2017
50 libri
mercoledì 1 febbraio 2017
L'inglese
Quella tentazione latente
La giornata più calda?
Ieri, attorno alle 13, nel comune di Santarcangelo di Romagna l'app meteo del mio smartphone segnava 37° di temperatura reale e 41° di p...
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Sto leggendo un giallo: Occhi nel buio, di Margaret Miller. A un certo punto trovo una frase, questa: "Qualche minuto più tardi la luc...
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