José Zapatero, ex premier spagnolo, ha lasciato la politica dopo la sconfitta elettorale dell'anno scorso. L'ha lasciata a 51 anni, dopo otto anni di governo (due legislature). "Già nel 2004 pensavo che due legislature fossero il periodo più ragionevole", aveva dichiarato all'indomani della sconfitta di un anno e mezzo fa.
"Thank you and good bye", ha invece detto Gordon Brown, nel 2010, dimettendosi e lasciando il n.10 di Downing Street al giovane conservatore David Cameron. Gordon Brown ha lasciato definitivamente la politica a 59 anni.
"Emilio Fede ufficializza la nascita del movimento di opinione ‘Vogliamo Vivere’, di cui peraltro avevano parlato alcuni media nelle scorse settimane: la prima uscita pubblica sarà il 25 novembre, alle 11, al Teatro San Babila di Milano", scrive oggi l'Ansa. Emilio Fede ha 81 anni ed è sotto processo per induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
martedì 16 ottobre 2012
domenica 14 ottobre 2012
Tasse e aria fritta
È di appena qualche giorno fa, mi pare, la dichiarazione di Monti con la quale ventilava un ipotetico abbassamento della pressione fiscale in un qualche altrettanto ipotetico futuro. Uno spera (ammesso che ci sia ancora qualcuno che indulge a tale attività) che la Legge di stabilità, di cui si parla tanto in questi giorni, contenga novità che vanno in quella direzione.
E invece basta leggere un pochino per capire subito che dietro l'altisonante Legge di stabilità - uno che sente il termine "stabilità" tende inconsciamente a tranquillizzarsi, no? - c'è l'inghippo. E quindi, tanto vale usare la terminologia corretta: stangata. E infatti, come scrive oggi il Sole24Ore, da una parte hanno abbassato l'Irpef, dall'altra hanno però tagliato le detrazioni e le deduzioni fiscali, senza contare l'aumento di un punto percentuale dell'IVA dal prossimo luglio.
A questo, ci sono poi da aggiungere un paio di novità di quelle che generalmente procurano più soddisfazione, specialmente a chi lavora: l'aumento della tassazione sul TFR - grrrr - e il cambio di regime del prelievo fiscale sulla benzina per quanto riguarda il terremoto in Emilia: da provvisorio a permanente. Fateci caso: ogni volta che viene applicata una nuova accisa sulla benzina per fare fronte alle emergenze del momento (terremoti, alluvioni, ecc.), inzialmente ce la vendono come provvisoria, per far fronte alle contingenze, poi, quando la "bufera" è passata, arriva una manina che - trallallero trallallà - la trasforma con nonchalance in permanente.
E che nessuno si azzardi a dire che ci stanno prendendo per i fondelli.
E invece basta leggere un pochino per capire subito che dietro l'altisonante Legge di stabilità - uno che sente il termine "stabilità" tende inconsciamente a tranquillizzarsi, no? - c'è l'inghippo. E quindi, tanto vale usare la terminologia corretta: stangata. E infatti, come scrive oggi il Sole24Ore, da una parte hanno abbassato l'Irpef, dall'altra hanno però tagliato le detrazioni e le deduzioni fiscali, senza contare l'aumento di un punto percentuale dell'IVA dal prossimo luglio.
A questo, ci sono poi da aggiungere un paio di novità di quelle che generalmente procurano più soddisfazione, specialmente a chi lavora: l'aumento della tassazione sul TFR - grrrr - e il cambio di regime del prelievo fiscale sulla benzina per quanto riguarda il terremoto in Emilia: da provvisorio a permanente. Fateci caso: ogni volta che viene applicata una nuova accisa sulla benzina per fare fronte alle emergenze del momento (terremoti, alluvioni, ecc.), inzialmente ce la vendono come provvisoria, per far fronte alle contingenze, poi, quando la "bufera" è passata, arriva una manina che - trallallero trallallà - la trasforma con nonchalance in permanente.
E che nessuno si azzardi a dire che ci stanno prendendo per i fondelli.
Sirene e Google+
Vorrei spiegare ai signori di Google che Google+ non mi interessa. Ho già Facebook, Twitter, il mio canale Youtube e il mio blog da seguire, penso che possa bastare, no? Glielo vorrei spiegare perché ho notato da qualche giorno che da ogni servizio in qualche modo collegato a Google - in pratica tutti - arrivano (poco) velati inviti ad attivare e utilizzare anche il social network di Page e Brin.
Finestrelle lampeggianti, bannerini ammiccanti: le sirene di Ulisse non avrebbero saputo fare meglio. Certo, le sirene di big G sono meno pericolose: non (in)cantano e non ammazzano i navigatori; insomma, non portano via la vita come le abitanti della leggendaria isola tra Scilla e Cariddi, al massimo possono portare via un po' di tempo in più, ma io ne ho poco anche di quello. Insomma, sento che Circe mi consiglia di girare al largo e io le do retta: ci tengo alla vita (e al mio tempo).
Finestrelle lampeggianti, bannerini ammiccanti: le sirene di Ulisse non avrebbero saputo fare meglio. Certo, le sirene di big G sono meno pericolose: non (in)cantano e non ammazzano i navigatori; insomma, non portano via la vita come le abitanti della leggendaria isola tra Scilla e Cariddi, al massimo possono portare via un po' di tempo in più, ma io ne ho poco anche di quello. Insomma, sento che Circe mi consiglia di girare al largo e io le do retta: ci tengo alla vita (e al mio tempo).
venerdì 12 ottobre 2012
Riunire i moderati (e poi un bel T.S.O.)
I casi sono due: o quest'uomo è completamente andato, nel qual caso bisognerebbe ricorrere a un T.S.O. urgente, oppure pensa che quelli completamente andati siamo noi, nel qual caso, forse, non avrebbe tutti i torti. Fatto sta che oggi è tornato alla carica con un accorato appello per riunire sotto un'unica bandiera tutti i moderati - che poi cosa c'entri lui coi moderati, dopo tanti anni non l'ho ancora capito, ma soprassediamo.
Il bello è che per raggiungere il suo scopo non s'è inventato qualcosa di nuovo, non ha tirato fuori dal suo magico cilindro qualcosa di originale con cui stupire le italiache masse sonnolenti, ma ha riproposto pari pari gli stessi stilemi, gli stessi ritornelli triti e ritriti, vecchi, stantii, decrepiti, coi quali ci ha spaccato le appendici pendule per quasi un ventennio. Nessuno sforzo per cambiare qualche concetto, per buttare là qualche idea nuova, niente di niente: il suo parco cazzate si ripropone negli anni sempre uguale a se stesso, ad libitum. Come quei copioni sgualciti che una volta usati si buttano ad ammuffire in un baule per poi essere ritirati fuori ad ogni occasione soffiandoci via la polvere.
Ed eccolo quindi riproporre, in pieno 2012, senza nessuna forma di pudore, cose tipo "con la sinistra più tasse", come se durante gli anni in cui ha governato lui - governato, vabbé - la pressione fiscale fosse stata sempre in caduta libera. Oppure il suo vecchio cavallo di battaglia di dare "più poteri al premier" - pensate a dove saremmo adesso se un megalomone di siffatta pasta avesse avuto più poteri di quelli che la Costituzione gli ha attribuito. E poi la tanto agognata riforma della Corte Costituzionale, accusata di essere un "organo politico" solo perché ogni tanto rimandava al mittente qualche porcata anticostituzionale scritta appositamente per lui dai suoi galoppini.
Mi sento di rivolgere un accorato appello ai suddetti moderati, oggetto delle attenzioni del teleimbonitore. Avete davanti a voi un'occasione unica, irripetibile: mandarlo a cagare tutti insieme, una volta per tutte. E poi, vai di T.S.O.
Il bello è che per raggiungere il suo scopo non s'è inventato qualcosa di nuovo, non ha tirato fuori dal suo magico cilindro qualcosa di originale con cui stupire le italiache masse sonnolenti, ma ha riproposto pari pari gli stessi stilemi, gli stessi ritornelli triti e ritriti, vecchi, stantii, decrepiti, coi quali ci ha spaccato le appendici pendule per quasi un ventennio. Nessuno sforzo per cambiare qualche concetto, per buttare là qualche idea nuova, niente di niente: il suo parco cazzate si ripropone negli anni sempre uguale a se stesso, ad libitum. Come quei copioni sgualciti che una volta usati si buttano ad ammuffire in un baule per poi essere ritirati fuori ad ogni occasione soffiandoci via la polvere.
Ed eccolo quindi riproporre, in pieno 2012, senza nessuna forma di pudore, cose tipo "con la sinistra più tasse", come se durante gli anni in cui ha governato lui - governato, vabbé - la pressione fiscale fosse stata sempre in caduta libera. Oppure il suo vecchio cavallo di battaglia di dare "più poteri al premier" - pensate a dove saremmo adesso se un megalomone di siffatta pasta avesse avuto più poteri di quelli che la Costituzione gli ha attribuito. E poi la tanto agognata riforma della Corte Costituzionale, accusata di essere un "organo politico" solo perché ogni tanto rimandava al mittente qualche porcata anticostituzionale scritta appositamente per lui dai suoi galoppini.
Mi sento di rivolgere un accorato appello ai suddetti moderati, oggetto delle attenzioni del teleimbonitore. Avete davanti a voi un'occasione unica, irripetibile: mandarlo a cagare tutti insieme, una volta per tutte. E poi, vai di T.S.O.
giovedì 11 ottobre 2012
Allergie (di Alfano)
Le allergie oggi sono molto diffuse, e il trend di diffusione, ci dicono le statistiche, è una linea che va costantemente verso l'alto. Pollini, fiori, frutti, piante, peli di gatto, di cane, di unicorno, ecc. Poi, come è noto, ci sono le allergie alle mogli, ai mariti, alle suocere, agli zii, insomma ai parenti in genere; quindi, bene o male, chi più chi meno, tutti siamo allergici a qualcosa o a qualcuno.
Anche Angelino Alfano soffre di una particolare forma di allergia, che è abbastanza diffusa specialmente tra gli esponenti della classe politica. Gli allergologi non sono riusciti bene a definirla, la stanno studiando, tanto è vero che ancora non le hanno affibbiato neppure il nome. Noi, che allergologi non siamo, e che quindi non abbiamo nessuna pretesa di metterci al loro posto, potremmo comunque provare ad abbozzare qualche nome, chi ce lo impedisce?
A me, ad esempio, è venuto in mente qualcosa tipo "allergia alle dimissioni". E questa bizzarra denominazione mi è spuntata in testa, all'improvviso, dopo aver letto alcune sue dichiarazioni di oggi (o forse anche di ieri, ma in fondo non è importante, tanto le corbellerie sono più o meno le medesime).
Come forse avrete letto, il consiglio comunale di Reggio Calabria è stato sciolto, tramite decreto del governo, per infiltrazioni mafiose - attualmente è commissariato. Qualsiasi persona dotata di un minimo di buon senso, non può che plaudire a questa iniziativa del governo. Ma, come è noto fin dai tempi in cui il buon Angelino andava in giro a dire che "tutti gli italiani sono intercettati" (balla sesquipedale) perché doveva perorare la causa del suo capo sulle intercettazioni, il buon senso è compatibile con Alfano come il gasolio in un motore che va a verde. Infatti, sulla vicenda di Reggio Calabria ha detto: "Sciogliere il consiglio condanna tutta la città". Certo: la condanna a essere amministrata da un comune privo di infiltrati della mafia. Come condanna, se ci pensate, è terribile. Ma ovviamente mica si è fermato qui, non sarebbe Angelino. "Così lo Stato indebolisce la sua presenza", ha tuonato, visibilmente indignato, l'ex guardasigilli (probabilmente il ministro della Giustizia più disgraziato che questo paese possa vantare, anche se prima di lui c'era Mastella, vabbè). Naturalmente lui sa benissimo che il commissariamento del comune è stato disposto dal governo, cioè dallo stato, in ultima analisi.
Ecco, direi che qui possiamo stendere un velo pietoso e passare alla seconda sua memorabile dichiarazione, che riguarda il tipo dalle camicie sgargianti, che casualmente è anche presidente della regione Lombardia. "Non si manda a casa chi ha governato bene", dice, più indignato di prima, il prode Angelino. Infatti a Formigoni non dovrebbe mandarlo via nessuno, sarebbe lui che forse dovrebbe farci un pensierino - pia illusione, ovviamente. D'altra parte il Roberto è stato chiarissimo: "io non ho fatto errori". Può darsi, ma se in una giunta regionale ci sono 13 assessori che sono a vario titolo sotto indagine - compreso Formigoni stesso, ovviamente - il dubbio che qualche errorino possa averlo fatto a me viene.
Ad Angelino, invece, questo dubbio neppure lo sfiora. Né su Formigoni, né sul consiglio comunale di Reggio Calabria. Ognuno dovrebbe restare al suo posto e chi s'è visto s'è visto. Se non è allergia (alle dimissioni) questa, ditemi voi.
Anche Angelino Alfano soffre di una particolare forma di allergia, che è abbastanza diffusa specialmente tra gli esponenti della classe politica. Gli allergologi non sono riusciti bene a definirla, la stanno studiando, tanto è vero che ancora non le hanno affibbiato neppure il nome. Noi, che allergologi non siamo, e che quindi non abbiamo nessuna pretesa di metterci al loro posto, potremmo comunque provare ad abbozzare qualche nome, chi ce lo impedisce?
A me, ad esempio, è venuto in mente qualcosa tipo "allergia alle dimissioni". E questa bizzarra denominazione mi è spuntata in testa, all'improvviso, dopo aver letto alcune sue dichiarazioni di oggi (o forse anche di ieri, ma in fondo non è importante, tanto le corbellerie sono più o meno le medesime).
Come forse avrete letto, il consiglio comunale di Reggio Calabria è stato sciolto, tramite decreto del governo, per infiltrazioni mafiose - attualmente è commissariato. Qualsiasi persona dotata di un minimo di buon senso, non può che plaudire a questa iniziativa del governo. Ma, come è noto fin dai tempi in cui il buon Angelino andava in giro a dire che "tutti gli italiani sono intercettati" (balla sesquipedale) perché doveva perorare la causa del suo capo sulle intercettazioni, il buon senso è compatibile con Alfano come il gasolio in un motore che va a verde. Infatti, sulla vicenda di Reggio Calabria ha detto: "Sciogliere il consiglio condanna tutta la città". Certo: la condanna a essere amministrata da un comune privo di infiltrati della mafia. Come condanna, se ci pensate, è terribile. Ma ovviamente mica si è fermato qui, non sarebbe Angelino. "Così lo Stato indebolisce la sua presenza", ha tuonato, visibilmente indignato, l'ex guardasigilli (probabilmente il ministro della Giustizia più disgraziato che questo paese possa vantare, anche se prima di lui c'era Mastella, vabbè). Naturalmente lui sa benissimo che il commissariamento del comune è stato disposto dal governo, cioè dallo stato, in ultima analisi.
Ecco, direi che qui possiamo stendere un velo pietoso e passare alla seconda sua memorabile dichiarazione, che riguarda il tipo dalle camicie sgargianti, che casualmente è anche presidente della regione Lombardia. "Non si manda a casa chi ha governato bene", dice, più indignato di prima, il prode Angelino. Infatti a Formigoni non dovrebbe mandarlo via nessuno, sarebbe lui che forse dovrebbe farci un pensierino - pia illusione, ovviamente. D'altra parte il Roberto è stato chiarissimo: "io non ho fatto errori". Può darsi, ma se in una giunta regionale ci sono 13 assessori che sono a vario titolo sotto indagine - compreso Formigoni stesso, ovviamente - il dubbio che qualche errorino possa averlo fatto a me viene.
Ad Angelino, invece, questo dubbio neppure lo sfiora. Né su Formigoni, né sul consiglio comunale di Reggio Calabria. Ognuno dovrebbe restare al suo posto e chi s'è visto s'è visto. Se non è allergia (alle dimissioni) questa, ditemi voi.
Desertificazioni
Ma dove sarebbe questo "vuoto", questa "desertificazione spirituale" che vede Ratzinger? L'unica desertificazione che vedo io è quella che coinvolge la sua chiesa, basta guardare le statistiche e i numeri nudi e crudi. Una chiesa in profonda crisi a causa del calo delle vocazioni e della fuga lenta ma costante di fedeli.
"Che cosa significasse una vita, un mondo senza Dio, ai tempi del Concilio l o si poteva già sapere da alcune pagine tragiche della storia, ma ora purtroppo lo vediamo ogni giorno intorno a noi". Questo discorso vuole dire tutto e niente, perfetto prosieguo di una tradizione millenaria di discorsi fumosi coi quali si può (si vuole) fare intendere tutto e il suo contrario.
Cosa significa "un mondo senza Dio"? E come si fa a collegare questa supposta assenza a certe pagine tragiche della storia? La storia dell'umanità è costellata di pagine tragiche; vogliamo davvero credere che sono state tutte il frutto di un mondo senza Dio? Via, cerchiamo di essere seri. Pagine tragiche della storia dell'umanità sono state anche le Crociate, l'Inquisizione, gli abusi dei preti pedofili. E allora? Io capisco che Ratzinger debba tirare acqua al suo mulino, debba cercare di coprire tutto il letto con una coperta che ormai è irrimediabilmente troppo corta, ma lo faccia senza raccontare palle, possibilmente.
"Che cosa significasse una vita, un mondo senza Dio, ai tempi del Concilio l o si poteva già sapere da alcune pagine tragiche della storia, ma ora purtroppo lo vediamo ogni giorno intorno a noi". Questo discorso vuole dire tutto e niente, perfetto prosieguo di una tradizione millenaria di discorsi fumosi coi quali si può (si vuole) fare intendere tutto e il suo contrario.
Cosa significa "un mondo senza Dio"? E come si fa a collegare questa supposta assenza a certe pagine tragiche della storia? La storia dell'umanità è costellata di pagine tragiche; vogliamo davvero credere che sono state tutte il frutto di un mondo senza Dio? Via, cerchiamo di essere seri. Pagine tragiche della storia dell'umanità sono state anche le Crociate, l'Inquisizione, gli abusi dei preti pedofili. E allora? Io capisco che Ratzinger debba tirare acqua al suo mulino, debba cercare di coprire tutto il letto con una coperta che ormai è irrimediabilmente troppo corta, ma lo faccia senza raccontare palle, possibilmente.
mercoledì 10 ottobre 2012
Renzi?
L'avevo già scritto in precedenza, mi pare: Renzi non mi entusiasma. Sarà giovane, sarà il cosiddetto "nuovo che avanza", sarà quello che volete, ma non riesco a farmelo piacere - quando poi sento B. dire di lui: "porta avanti le nostre idee", capite anche voi, no?
Tuttavia, perché bene o male c'è sempre un tuttavia, un motivo che potrebbe spingere a spezzare una seppur piccola lancia in suo favore ci potrebbe anche essere, a guardare bene. Prendete la diatriba odierna tra lui e D'Alema. "Renzi si farà male" pare abbia detto il comandante di Ikarus al giovane sindaco di Firenze. Come non vedere in questa frase tutto il disprezzo che la vecchia classe dirigente del Pd nutre verso qualsiasi cosa che miri un po' a cambiare gli assetti, a proporre qualcosa di alternativo alla gerarchia delle mummie?
Da quanti anni D'Alema è in parlamento? Quante legislature si è fatto? E che cazzo ha combinato in tutti questi anni? Che giovamento ha tratto la sinistra dalla sua presenza? (ovviamente indico D'Alema per indicare tutti quelli della sua risma. Penso ai Veltroni, alle Bindi, ai Fioroni, ai Castagnetti, ai Marini, ai Bersani, insomma avete capito, no?)
Ecco perché, forse, Renzi non è totalmente da buttar via, anche se, ripeto, le mie riserve su di lui sono molte, moltissime. Perché potrebbe essere la leva che serve a scardinare e a mandare all'aria la gerarchia delle mummie, il grimaldello che consente di aprire un varco nella vecchia oligarchia che ha trasformato il Pd in uno stagno puzzolente. E, se ci riuscisse, secondo me non sarebbe roba da poco.
Tuttavia, perché bene o male c'è sempre un tuttavia, un motivo che potrebbe spingere a spezzare una seppur piccola lancia in suo favore ci potrebbe anche essere, a guardare bene. Prendete la diatriba odierna tra lui e D'Alema. "Renzi si farà male" pare abbia detto il comandante di Ikarus al giovane sindaco di Firenze. Come non vedere in questa frase tutto il disprezzo che la vecchia classe dirigente del Pd nutre verso qualsiasi cosa che miri un po' a cambiare gli assetti, a proporre qualcosa di alternativo alla gerarchia delle mummie?
Da quanti anni D'Alema è in parlamento? Quante legislature si è fatto? E che cazzo ha combinato in tutti questi anni? Che giovamento ha tratto la sinistra dalla sua presenza? (ovviamente indico D'Alema per indicare tutti quelli della sua risma. Penso ai Veltroni, alle Bindi, ai Fioroni, ai Castagnetti, ai Marini, ai Bersani, insomma avete capito, no?)
Ecco perché, forse, Renzi non è totalmente da buttar via, anche se, ripeto, le mie riserve su di lui sono molte, moltissime. Perché potrebbe essere la leva che serve a scardinare e a mandare all'aria la gerarchia delle mummie, il grimaldello che consente di aprire un varco nella vecchia oligarchia che ha trasformato il Pd in uno stagno puzzolente. E, se ci riuscisse, secondo me non sarebbe roba da poco.
martedì 9 ottobre 2012
Dalla via Gluck a Verona
Per carità: bravo e tutto quello che volete, eh, ma a me non ha mai entusiasmato, o almeno non più di tanto, né come cantante né come predicatore. E poi, diciamocelo, i plurimiliardari che vanno in tv a parlare di povertà dall'Arena di Verona fanno sempre un certo che.
Mi viene in mente il buon vecchio Masini, che in un suo celebre pezzo - mi pare si chiamasse "Vaffanculo" - diceva: "non si può cantare la rabbia coi miliardi".
Mi viene in mente il buon vecchio Masini, che in un suo celebre pezzo - mi pare si chiamasse "Vaffanculo" - diceva: "non si può cantare la rabbia coi miliardi".
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