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domenica 5 dicembre 2021

L'arminuta (film)


Ieri sera, dopo tanto tempo, sono tornato al cinema in presenza. Il film visto è L'arminuta, tratto dall'omonimo romanzo di Donatella di Pietrantonio uscito qualche anno fa (ne avevo accennato brevemente qui). 

Libro e film narrano le vicende, ambientate in Abruzzo in una estate degli anni Settanta, di una ragazzina tredicenne che all'età di sei mesi viene adottata e cresciuta dagli zii, una agiata famiglia piccolo-borghese. All'età di tredici anni la ragazzina viene "restituita" (arminuta, in abruzzese, significa questo) alla famiglia biologica, che vive in un contesto fatto di arretratezza culturale e povertà, e questo cambiamento genererà in lei un trauma che se da una parte la segnerà, dall'altra costituirà un notevole viatico verso il raggiungimento della maturità.

Devo dire che il film non mi ha entusiasmato, a differenza del libro. Seppure sia un film fatto molto bene, l'ho trovato spesso ripetitivo e monotono, anche se molto efficace nella rappresentazione dei rapporti tra le due madri, quella putativa e quella biologica, e la figlia. Forse il film mi sarebbe risultato più coinvolgente se non avessi letto prima il libro. Probabilmente ciò dipende dal fatto che, conoscendo già le vicende, al film è mancato quell'effetto sorpresa che invece investe chi lo guarda senza prima avere letto il libro.

Un appunto, però, mi sento decisamente di farlo, e riguarda la scelta di lasciare che alcuni dei personaggi parlino utilizzando una inflessione dialettale di difficile comprensione per chi non è originario dell'Abruzzo. In ogni dialogo tra l'arminuta e la madre biologica, ad esempio, io capivo solamente ciò che diceva la ragazzina, di ciò che diceva la madre ci capivo poco o niente, giusto qualche parola qua e là, tanto è vero che ogni tanto mi giravo verso mia moglie per chiederle se lei capisse. Poi, certo, il contesto in cui il dialogo era inserito e le parole che qua e là riuscivo a capire mi consentivano alla fine di capire il senso della frase, ma questa incomprensibilità lessicale mi ha abbastanza infastidito. 

Per qualche motivo che non so spiegare, il film in questione non è distribuito nelle grandi multi-sale come l'UCI a Savignano o il Multiplex a Rimini, ma solo in qualche sala abbastanza anonima sparsa qua e là, come il piccolo cinema in quel di Gambettola in cui siamo andati ieri sera, che ricorda un po' il "cinemino di periferia" di cui parla Battiato in Venezia-Istambul. La sala era abbastanza spartana, tutta su un piano e con le file di sedie imbullonate a terra e lo schermo in alto. Niente a che vedere coi moderni cinema con i posti modello gradinate dello stadio e schermo in basso. Ricordava un po' i vecchi cinema che frequentavo quand'ero bambino. E non c'era neppure il tipo col carrello, con tanto di divisa, che all'intervallo si presenta in sala per vendere popcorn e bibite. Bevande e popcorn erano vendute direttamente dalla stessa signora che all'entrata faceva il biglietto (intero: 4 euro) e il tipo che all'entrata della sala strappava il biglietto, la cosiddetta "maschera" (si chiama ancora così? Chissà...), era un simpatico e anziano signore che, a giudicare dal tremolio di una mano, doveva avere una qualche familiarità col Parkinson. La sala era comunque riscaldata, e viste le premesse non era scontato.

La cosa, tutto sommato, non mi è dispiaciuta. Anzi. Fa piacere che, sparsi qua e là, ci siano cinema in stile un po' retrò che ancora conservano quella sorta di... "genuinità" che i grandi complessi multi-sala hanno forse un po' perso.

sabato 25 settembre 2021

Blade Runner (il libro)

Ho scoperto per caso che Blade runner, che vidi non so più quanti anni fa, è ispirato a un romanzo, questo:

 


Non lo sapevo, lo confesso. Avevo sempre pensato che fosse un film nato da una sceneggiatura inventata, poi mi sono imbattuto casualmente in questo libro e sul retro ho letto che è il romanzo che tanti anni fa ispirò appunto il celebre film di Ridley Scott. Lo leggerò non appena avrò terminato il libro su don Milani.

venerdì 20 marzo 2020

State a casa...

...e approfittate per gustarvi capolavori come questo, se non l'avete già visto.

lunedì 16 marzo 2020

Desperation e Santarcangelo

Desperation, uscito nel 2006 per la televisione, è la trasposizione cinematografica dell'omonimo romanzo di Stephen King pubblicato dieci anni prima. Desperation è una sperduta e abbandonata città mineraria nello sconfinato Nevada. Mi è venuto in mente questo film poco fa, quando, uscito dal lavoro, ho attraversato una Santarcangelo abbandonata e chiusa come non avevo mai visto. Certo, non c'erano cespugli che rotolavano al vento, né gente morta sulle strade, macchine vuote ferme ai semafori, sangue sui muri e orde di corvi e coyote in ogni angolo del paese, ma a parte questo, Santarcangelo sembra Desperation, in questi giorni.

martedì 7 gennaio 2020

Cuori in Atlantide

Ieri sera ho guardato Cuori in Atlantide, film con Anthony Hopkins tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King di parecchi anni fa. Quel romanzo lo lessi da giovane, e ricordo che mi piacque: un'ottima trama e mai noioso. Il film, invece, è di una noia mortale e lento all'inverosimile. Mia moglie si è addormentata dopo un quarto d'ora, io sono arrivato fino alla fine ma molto faticosamente. È che non imparo mai la lezione: mai guardare la trasposizione cinematografica di un romanzo che mi è piaciuto.

La giornata più calda?

Ieri, attorno alle 13, nel comune di Santarcangelo di Romagna l'app meteo del mio smartphone segnava 37° di temperatura reale e 41° di p...