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giovedì 14 maggio 2026

Hantavirus

Il "temibile" hantavirus ha tenuto banco, anche con toni discretamente (e inutilmente) allarmistici, due-tre giorni su giornali e telegiornali e poi puf, è sparito. Così, all'improvviso, con la stessa velocità con cui Harry Potter ha fatto sparire nel primo libro il vetro del terrario del serpente allo zoo. Probabilmente i media hanno capito che non c'era più trippa per gatti con l'hantavirus e sono passati oltre.

In effetti, come del resto hanno spiegato fin da subito scienziati e OMS, è praticamente impossibile che da questo virus si possa sviluppare una pandemia come quella generata dal famigerato Sars-CoV-2. Però è stato bello battere il ferro finché era caldo. In ogni caso, a proposito di pandemie, se con hantavirus possiamo stare tranquilli, con tutto il resto no. Abbiamo infatti modellato il mondo in modo da aprire autostrade a future pandemie, modifiche del pianeta che aumentano moltissimo la probabilità di nuove zoonosi (salti di virus dagli animali all’uomo): deforestazione, urbanizzazione intensa, allevamenti industriali, perdita di biodiversità, commercio e contatto con fauna selvatica, cambiamento climatico, viaggi globali rapidissimi.

Sono ormai innumerevoli gli studi scientifici, come questo su Nature, con cui gli scienziati di tutto il mondo si sgolano per avvisarci che l'arrivo della prossima pandemia non è più questione di "se" ma solo di "quando". D'altra parte anche la pandemia di covid era ampiamente annunciata da anni, ma ce ne siamo bellamente fregati salvo poi piangere dopo. Perché noi siamo fatti così. Per citare Matteo Motterlini: "Se si chiede a una persona se preferisce mangiare hamburger e patatine subito o avere le arterie pulite fra trent'anni, si può stare ragionevolmente sicuri che risponderà hamburger e patatine subito."

lunedì 4 maggio 2026

La peste


Mi ripromisi di leggere questo libro ai tempi del covid, quando Telmo Pievani lo citava in ogni sua conferenza e in ogni intervista. La storia raccontata è inventata, ma è ambientata in una città reale, Orano, in Algeria, paese natale dello scrittore.

Quello che sorprende è il racconto delle dinamiche umane, praticamente identiche a quelle generate dal covid. Camus descrive con lucidità l’incredulità iniziale, la paura che cresce, le resistenze verso le restrizioni, fino alla gioia collettiva per la fine dell’epidemia. E poi, forse la cosa più inquietante: la tendenza a dimenticare, a rimuovere tutto una volta che il pericolo è passato, esattamente come è successo a noi. L'autore, nelle ultimissime pagine, rimarca come l'agente patogeno, mentre la comunità festeggia, è già in viaggio per guastare la serenità di un'altra comunità.

Il dottor Rieux, uno dei protagonisti principali del romanzo, chiude infatti il racconto ricordando che la fine di un'epidemia non corrisponde alla morte dell'agente patogeno che l'ha generata, il quale, se noi gliene diamo la possibilità, può sempre dare inizio ad altri disastri. Difficile non rivedere in queste pagine ciò che abbiamo vissuto durante il covid. Cambiano i contesti, ma le reazioni e i comportamenti umani restano sempre uguali.

domenica 11 dicembre 2022

Mi spiace per Montesano e soci

Qualche giorno fa la Corte costituzionale ha messo la parola fine ai deliri dei vari Red Ronnie, Enrico Montesano, Nunzia Schilirò e tutta la folta schiera di virologi laureati su Google che per due anni hanno ammorbato il dibattito pubblico con le loro stupidaggini da bar. 

I supremi giudici, tra le altre cose, hanno cercato di spiegare, anche se non mi faccio alcuna illusione sul fatto che tale semplice concetto venga capito dai personaggi di cui sopra, che la dicitura "salvo disposizioni di legge" dell'art. 32 della Costituzione significa che quando è in gioco un bene più grande del diritto del singolo di rifiutare trattamenti sanitari, e la salute pubblica e il cercare di evitare il collasso delle strutture sanitarie lo sono, quel bene più grande è prioritario.

Quindi l'obbligo vaccinale per gli over 50 imposto dal governo Draghi non ha rappresentato alcuna violazione della Carta, non è stato un "ricatto di stato", non è stato "irragionevole", ha semplicemente avuto lo scopo di evitare che gli ospedali collassassero impedendo l'assistenza a milioni di persone affette anche da altre patologie. Un concetto che in un paese con una minima cultura scientifica non avrebbe avuto bisogno di essere certificato scomodando la Corte costituzionale, ma il nostro non è quel paese, purtroppo.

De Gregori vs Springsteen

Dopo Erri De Luca , De Gregori. Il problema è che se una delusione da De Luca tutto sommato la posso archiviare nel nutrito gruppo del chi s...