Devo ammettere di essere rimasto frastornato dal finale. Spiazzante. È un romanzo breve ma denso, che parte in modo quasi tranquillo con i ricordi di gioventù del protagonista, Tony Webster, per poi trasformarsi nella seconda parte in qualcosa che si può definire come un corto circuito psicologico. Il tema centrale del libro ruota attorno a una domanda: quanto possiamo fidarci della nostra memoria? Quanto rielaboriamo il passato per raccontarci di essere "innocenti" e considerarci così al riparo dalle conseguenze delle nostre azioni?
Senza spoileare, posso solo dire che il colpo di scena finale ridefinisce a ritroso tutto ciò che si è letto fino a quel momento, lasciando una sensazione di sgomento e una gran voglia di ricominciare il libro da capo per cogliere ogni singolo indizio.
Splendido, pur nella sua drammaticità.

Mai visto il film "memento"?
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