Siamo nel pieno della quarta ondata di calore di questa torrida estate, ammesso che esista un confine che le separi (credo che ormai si possano tranquillamente considerare un'ondata di calore unica). Questa settimana mi è toccato il turno 14:00 - 22:30 e nella mia azienda non c'è aria condizionata, eccetto che negli uffici. Diciamo però che non sono in fondo a una ipotetica scala delle sfortune, in quanto sono comunque all'interno di un gigantesco magazzino, all'ombra, dove un po' d'aria gira: chi stende asfalti sulle strade o raccoglie pomodori nei campi se la passa sicuramente peggio.
Il problema di questo turno è che esco di casa proprio nell'ora più infuocata della giornata e mi becco caldo e afa per tutte le otto ore e mezza di lavoro, quindi preferisco sicuramente l'altro: 06:00 - 14:30, qui almeno ho due o tre ore di "fresco". Ferie? Per ora non se ne parla, visto che da giugno a settembre abbiamo il grosso del lavoro. Forse in ottobre, quando ormai le ondate di calore saranno (forse) solo un ricordo. Nel frattempo stringo i denti, bevo litri di acqua, frutta e verdura a volontà e incrocio le dita.
Coraggio, resisti! Un fresco abbraccio... ;-))
RispondiEliminaGrazie, spero di sopravvivere :-)
EliminaNon se ne può più, è un caldo opprimente, un vero inferno, anch'io penso spesso a tutti quei lavoratori che lavorano all'aperto. La cosa peggiore è che ormai le nostre estati iniziano a maggio e terminano a ottobre, seguite poi da un inverno che non è inverno. È davvero preoccupante. Buona continuazione.
RispondiEliminasinforosa
Sì, ormai le stagioni come le hanno conosciute le nostre generazioni sono saltate, anche se tanti, cocciutamente, non vogliono ammetterlo.
EliminaGrazie.
Ciao sinforosa.
Veramente il caldo viene sopportato più facilmente quando non si fa niente.
RispondiEliminapodi-.
Vero, peccato che non sempre si può stare senza fare niente :-)
EliminaStamattina 30° in casa già alle sette: la giornata comincia alla grande!
RispondiEliminaSperiamo finisca meglio. Ma ne dubito.
EliminaConsiderando quanto leggi, ho sempre pensato che fossi in pensione
RispondiEliminaPurtroppo no. Ho 56 anni e me ne mancano ancora 4 o 5. Leggo nel tempo libero e, grazie agli audiolibri, anche mentre lavoro (faccio un lavoro noioso e ripetitivo che mi consente di farlo).
EliminaCaro Andrea che dirti, mi spiace ma siamo in tanti in queste condizioni.
RispondiEliminaLo so. E il guaio è che, dicono le previsioni, non si vedono segnali di tregua almeno fino a ferragosto.
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