Leggo nel libro Dizionario della stupidità, di Piergiorgio Odifreddi, una cosa che non sapevo: il velo ha origini cristiane, non islamiche. A supporto della sua tesi Odifreddi cita san Paolo, il quale, nella prima lettera ai Corinzi, scrive: "Una donna che prega senza velo manca di riguardo al proprio capo". A san Paolo segue poi Tertulliano, filosofo e apologeta cristiano vissuto a cavallo tra il secondo e terzo secolo dopo Cristo, che estende la prescrizione in generale. Nella sua opera chiamata Ornamenti delle donne, (De cultu feminarum) scrive infatti: "Dovete piacere soltanto ai vostri mariti. Dio vi comanda di velarvi per non mostrare la testa". Siamo attorno al 197 d.C., l'Islam arriverà circa cinque secoli dopo.
Perché allora esiste lo stereotipo secondo cui l'obbligo del velo per le donne deriverebbe dall'Islam? A causa di una interpretazione molto allargata della Sura 24 del Corano, la quale recita: "E di' alle credenti di abbassare i loro sguardi [...] e di lasciar scendere il loro khimur sul petto...". Si parla di petto, non di capo. All'epoca di Maometto le donne arabe indossavano già una sorta di scialle o bandana (khimar), ma lo annodavano dietro la nuca lasciando scoperto il collo e l'inizio del petto. A partire da qui arrivarono le interpretazioni di alcuni teologi, secondo cui se si deve coprire il petto con il khimar, allora anche la testa (su cui poggia il velo) deve essere coperta.
Un secondo appiglio per giustificare il velo si trova in un altro passo del Corano, la Sura dei Gruppi Alleati, che recita: "O Profeta, di' alle tue spose, alle tue figlie e alle donne dei credenti di coprirsi con i loro jilbab; questo sarà il modo migliore affinché siano riconosciute e non siano molestate". Il problema è che il termine "jilbab" indica un mantello, oppure una veste ampia, non un velo in senso stretto, e lo scopo originario era distinguere le donne musulmane libere dalle schiave (che non portavano il velo) per proteggerle dalle molestie per strada. Per i giuristi successivi, questo è diventato un obbligo generale di "modestia" nel vestire fuori casa.
Insomma, mentre nell'Islam non esiste alcun testo che letteralmente indichi l'obbligo di indossare il velo, ma vi si arrivi solo per interpretazioni teologiche successive, nei testi giudaico-cristiani l'indicazione è scritta nero su bianco. In sintesi, nel Corano non c'è un comando diretto del tipo "coprite i capelli", ma un invito alla decenza che la tradizione religiosa ha poi codificato nell'obbligo del velo che conosciamo oggi.
L'aspetto per certi versi paradossale di tutta la faccenda è che le donne occidentali, che non portano più il velo ma continuano a coprirsi il seno, seguono dunque i precetti islamici ma non quelli cristiani.
Interessante post ma c'è un errore storico. Il velo non ha origini cristiane ma ebraiche / greche, Maria era ebrea e non cristiana. Si parla di cristianesimo solo dopo la morte di Cristo e non prima.
RispondiEliminaM.
È vero, il velo ha radici mediterranee antichissime. Tuttavia, il punto del post è che mentre noi oggi lo percepiamo come un'esclusiva islamica, è stato proprio il cristianesimo (dai testi di San Paolo a Tertulliano) a renderlo un precetto religioso esplicito nei suoi testi sacri, molto prima che il Corano venisse scritto. Maria velata ne è la prova: la sua icona è nella nostra cultura da duemila anni.
EliminaE vabbè, diciamo pure che si può liquidare la religione come un errore logico, ignorando che proprio in testi come la Lettera ai Galati (stranamente non riportata nel dizionario della stupidità) è stato gettato il seme di un'uguaglianza universale che la ragione laica ha impiegato millenni a tradurre in legge. È il paradosso di un Cristianesimo che ha fornito perfino gli anticorpi filosofici alle sue stesse restrizioni, mentre oggi la ricerca delle "origini" viene spesso usata solo come paravento per non affrontare la strumentalizzazione del velo ,del pudore in una sfuggente realtà politica.
RispondiEliminaOggi il velo non è più fede, ma una divisa usata dal potere per marcare confini e controllare i corpi, trasformandosi in slogan o stigma a seconda della convenienza dello Stato, dall'Iran alla Francia.
Tornando a Odifreddi e al suo dizionario, presumo che anche i sentimenti e l'amore rientrino nella sua critica, fermatasi però alla superficie della "stupidità" altrui per non dover codificare la propria umanità irrazionale. Mi chiedo, pur non volendo entrare nel personale: se l'amore è un'illusione biologica e il matrimonio un'istituzione irrazionale, perché caderci ripetutamente? Forse la verità è che nemmeno la logica più ferrea riesce a scappare dall'umanità e dai suoi riti. Scomodare San Paolo o il Corano serve a poco se poi non si è coerenti con il proprio "rigore scientifico" nella vita privata. La dignità non si misura con un’equazione, ma con la capacità e la consapevolezza di abitare anche le proprie contraddizioni.
Un saluto
Linda
>E vabbè, diciamo pure che si può liquidare la religione come un errore logico
EliminaNon direi. Io la considero più come una prerogativa della nostra specie che è figlia di una nostra peculiarita esclusiva: la capacità di immaginare cose che non esistono. Tutte le religioni sono figlie di questa capacità e hanno forti legami con la teleologia, che nella nostra evoluzione è stata utilissima per arrivare dove siamo arrivati oggi. Quindi non è un errore in senso stretto, direi più un concentrato di assurdità che però nel corso della nostra storia ci sono state molto utili.
>ignorando che proprio in testi come la Lettera ai Galati (stranamente non riportata nel dizionario della stupidità) è stato gettato il seme di un'uguaglianza universale che la ragione laica ha impiegato millenni a tradurre in legge.
Ciò che è scritto nella lettera ai Galati non è riportato nel libro di Odifreddi per il semplice fatto che non c'entra niente con quanto voleva dire l'autore, il quale voleva semplicemente mettere in evidenza come, nonostante ciò che comunemente si crede, cinque secoli prima della nascita dell'islam l'imposizione del velo era già presente nella tradizione giudaico-cristiana. Tutto qua.
>Oggi il velo non è più fede, ma una divisa usata dal potere per marcare confini e controllare i corpi
Vero, controllo dei corpi che il cristianesimo, anche senza ricorrere al velo, ha esercitato sotto altre forme per circa duemila anni. Scriveva ad esempio Umberto Galimberti in un suo libro che l'invenzione dell'inferno ha rappresentato la più grossa strategia di controllo di massa e di intimidazione mai concepita da mente umana nella storia.
>Tornando a Odifreddi e al suo dizionario, presumo che anche i sentimenti e l'amore rientrino nella sua critica
Presumi male. Nell'intero testo non si fa mai menzione né dei sentimenti né, in particolare, dell'amore. Evidentemente non l'hai letto.
>se l'amore è un'illusione biologica e il matrimonio un'istituzione irrazionale, perché caderci ripetutamente? Forse la verità è che nemmeno la logica più ferrea riesce a scappare dall'umanità e dai suoi riti
Non so chi abbia detto che l'amore è un'illusione biologica e il matrimonio un'istituzione irrazionale (nel libro non si parla di questi argomenti neppure di striscio). Per quel che ne so io, l'amore (nobilissimo sentimento), così come l'attrazione e le pulsioni sessuali, sono tutte strategie che l'evoluzione ha messo in campo in ossequio all'imperativo darwiniano della diffusione dei geni. Noi esseri umani siamo per natura degli inguaribili romanticoni e abbiamo quindi ammantato l'amore, l'attrazione e la passione con un'aura di... come dire... nobiltà celeste e in parte divina. Che va bene, eh, ognuno è libero di interpretare i sentimenti come crede e di dare ad essi il valore che ritiene più consono alla sua visione del mondo. Ma se si toglie il paraocchi della sovrastruttura che ci costruiamo, sotto c'è quello che rimane. Per quanto riguarda il matrimonio, non so se sia un'istituzione irrazionale. Lo definirei piu un'istituzione di tipo economico. Se lo si guarda alla luce della storia, infatti, si scopre che i matrimoni intesi come due persone che si scelgono liberamente per amore sono recentissimi. Per il 99% della sua storia, il matrimonio è infatti sempre stato un contratto economico che veniva siglato per motivi dinastici, di casata, territoriali, immobiliari e via dicendo. Quindi direi che l'irrazionalità c'entri ben poco. C'entra semmai, molto di più, la razionalita (economica).
>Scomodare San Paolo o il Corano serve a poco se poi non si è coerenti con il proprio "rigore scientifico" nella vita privata
Nel caso in questione, come ti ripeto, san Paolo e Corano sono stati tirati in ballo a supporto dell'assunto che il velo era già imposto alle donne dalla tradizione giudaico-cristiana cinque secoli prima dell'islam. Il legame con la coerenza del rigore scientifico nella vita privata (di chi?) francamente mi sfugge.
Saluti.
Non direi. Io la considero più come una prerogativa della nostra specie che è figlia di una nostra peculiarita esclusiva: la capacità di immaginare cose che non esistono. Tutte le religioni sono figlie di questa capacità e hanno forti legami con la teleologia, che nella nostra evoluzione è stata utilissima per arrivare dove siamo arrivati oggi. .....
Elimina— Dici che le religioni hanno forti legami con la teleologia (il fine ultimo delle cose) utile all'evoluzione. In termini biologici rigorosi (Darwinismo puro), l'evoluzione non ha un fine è ateleologica o sbaglio?
Ridurre poi l'essere umano a un insieme di impulsi per la diffusione dei geni non è scienza, è riduzionismo.
Ciò che è scritto nella lettera ai Galati non è riportato nel libro di Odifreddi per il semplice fatto che non c'entra niente ....
— Perdonami Andrea dire che Galati 3,28 "non c'entra nulla" perché il libro di Odifreddi voleva solo parlare del velo è una ammissione di miopia filologica, poiché analizzando la tradizione giudaico-cristiana, non si possono estrapolare solo le restrizioni ignorando i semi di liberazione che quella stessa tradizione ha generato. Ignorare il messaggio di "uguaglianza universale" per concentrarsi solo sul velo per quale scopo?Direi che viene lecito porsi qualche domanda.
Vero, controllo dei corpi che il cristianesimo, anche senza ricorrere al velo, ha esercitato sotto altre forme per circa duemila anni....
— Se mi citi Galimberti ,l'inferno e la "strategia di controllo" è pura retorica laicista, in quanto ignora che oggi il controllo dei corpi non passa più per il sacro, ma per la politica. Il velo in Iran o lo stigma in Francia non hanno nulla a che fare con la "teleologia evolutiva", ma con il — potere — nudo e crudo.Dire che il Cristianesimo ha controllato i corpi per duemila anni non giustifica il fatto che oggi si neghi alla donna la libertà di scelta in nome di una laicità che si comporta come un nuovo dogma ti pare?
Presumi male....
— Presumo male dici !Chiaro che usiamo linguaggi differenti: ciò che io chiamo amore, rito e scelta di senso, Odifreddi lo liquida come "assurdità utile all'evoluzione" o "contratto economico". È l'essenza del cinismo logico il neutralizzare l'esperienza umana riducendola a funzioni biologiche o contabili.
Non so chi abbia detto che l'amore è un'illusione biologica e il matrimonio un'istituzione irrazionale....
— Mi chiedo però se il matrimonio è un "contratto economico" e l'amore è "diffusione dei geni", perché ad esempio un matematico che si professa razionalista dovrebbe firmare per ben tre volte un contratto che la storia definisce superato in riferimento alla stessa logica basata su "sovrastrutture"? Se la verità è solo "quello che rimane sotto" quando si toglie il paraocchi, allora sposarsi tre volte è l'atto più irrazionale possibile: è cercare nel rito civile una nobiltà che si dichiara non esistere o no?
La razionalità di Odifreddi è come una coperta di linus,serve a smontare le fedi altrui senza riuscire a coprire le proprie incoerenze esistenziali.Forse la verità non va vista sotto la sfera dell' uomo "romanticone" o della stupidità per auto- ingannanarsi,ma come essere umano che cerca senso proprio dove la logica ,l' economia e la politica falliscono.
Definire il matrimonio un'istituzione economica per giustificare tre fallimenti razionali è, paradossalmente, il trionfo della fantasia sulle prove scientifiche.
Il legame con la coerenza del rigore scientifico nella vita privata (di chi?) francamente mi sfugge.
— Parlavo ovviamente di Odifreddi a meno che anche te Andrea non hai contratto tre matrimoni,dove l'amore è solo biologia e il matrimonio solo economia, per cui la scelta di sposarsi tre volte non è un atto razionale, ma una sorta di contraddizione vivente:)
Ti ringrazio tanto per il tempo e l'attenzione che mi hai concesso,te ne sono riconoscente!Buona serata.
p.s
Scusate se ho dovuto tagliare per una sola questione di spazio.
Linda
>Dici che le religioni hanno forti legami con la teleologia (il fine ultimo delle cose) utile all'evoluzione
EliminaNon lo dico io, è l'ABC dell'antropologia, lo trovi in qualsiasi testo scientifico che tratti questi argomenti. Ti consiglio libri come Nati per credere, di Telmo Pievani e Giorgio Vallortigara. Leggendolo ti si aprirà un mondo.
>Perdonami Andrea dire che Galati 3,28 "non c'entra nulla" perché il libro di Odifreddi voleva solo parlare del velo è una ammissione di miopia filologica
Assolutamente no. L'argomento di Odifreddi era l'origine del velo e i suoi presupposti teologici elencati nei passi di san Paolo, Tertulliano e Corano evidenziati. Se stiamo all'argomento, i Galati c'entrano come uno stracchino con la ferrovia. Se invece vogliamo menare il can per l'aia, possiamo tirare in ballo anche l'Apocalisse, tutto fa brodo.
>Se mi citi Galimberti ,l'inferno e la "strategia di controllo" è pura retorica laicista, in quanto ignora che oggi il controllo dei corpi non passa più per il sacro, ma per la politica
Forse oggi e così, dal momento che ormai la religione non se la fila più nessuno, ma dall'avvento del cristianesimo, passando per il medioevo e fino all'età moderna, Dio ha fatto mondo e la strategia del controllo derivata dalla (geniale) invenzione dell'inferno è storia documentata, anche se tu ti rifiuti per non so quale motivo di ammetterlo. Ti consiglio un libro: Cristianesimo, la religione dal cielo vuoto, del già citato Galimberti. Anche qui ti si aprirà un mondo.
>ciò che io chiamo amore, rito e scelta di senso, Odifreddi lo liquida come "assurdità utile all'evoluzione" o "contratto economico". È l'essenza del cinismo logico il neutralizzare l'esperienza umana riducendola a funzioni biologiche o contabili
Continui a presumere male, dal momento (come ti ho già spiegato, ma te lo ripeto) che Odifreddi nel suo libro non parla di queste cose. Odifreddi a parte, che non parla di queste cose, spiegare l'esperienza umana (amore, affetto, passione, odio, paura ecc.) da un punto di vista scientifico, antropologico ed evoluzionistico non significa essere cinici e/o ridurne la portata o l'importanza, significa semplicemente capire, studiare, approfondire come sono fatti gli esseri umani. È un approccio vero e reale alla loro essenza, senza sciocche sovrastrutture ideologiche. Ti assicuro che è un approccio molto più interessante e proficuo rispetto a quello romantico/ideologico/religioso.
>Parlavo ovviamente di Odifreddi a meno che anche te Andrea non hai contratto tre matrimoni,dove l'amore è solo biologia e il matrimonio solo economia, per cui la scelta di sposarsi tre volte non è un atto razionale, ma una sorta di contraddizione vivente
Tutto bello. Ma non ho capito dove sarebbe la contraddizione se una persona decide di sposarsi tre volte. Contraddizione rispetto a che cosa? In tutti i paesi civili esiste l'istituto del divorzio. Quindi se una persona decide, di comune accordo con il/la partner, di divorziare non ho capito né dove sia il problema né dove sia la contraddizione. Più che una contraddizione la vedo semmai come una aggravante della recidiva. La contraddizione sarebbe semmai se in un suo libro Odifredde facesse un'apologia del matrimonio e poi divorziasse tre volte. Allora ti darei ragione, ma conosco (e stimo) abbastanza bene Odifreddi da essere sicuro che non abbia mai fatto apologie del matrimonio.
>Scusate se ho dovuto tagliare per una sola questione di spazio
Tranquilla, non è un problema.
Questa del velo è una ma immagino ce ne siano molte altre, di convinzioni quanto minimo imprecise per non parlare delle chissà quante vere e proprie bufale che si sono incistate nel "senso comune".
RispondiEliminaSe ne trovi altre nel libro di Odifreddi raccontacele... ;-)
Esattamente siu,qui ci troviamo proprio davanti alla "bufala del vuoto" ,quale l'idea che la ragione sia un fiore spuntato nel deserto, senza radici.
EliminaSi attacca il velo come "stupidità religiosa", ignorando che oggi la vera irrazionalità è usarlo come arma di Stato per controllare le donne. Un gioco di potere paradossale che la logica pura non denuncia mai abbastanza.
Il libro ne è piano. Alcune sono divertentissime, altre rovinano il fegato e fanno arrabbiare. Impossibile (anche per mancanza di tempo) riportarle tutte. Però, se hai tempo, è una lettura che ti suggerisco :-)
EliminaIo credo che le religioni raccolgano le abitudini esistenti nella società del momento. Poi, la società si evolve ma non fanno così le dottrine.
RispondiEliminapodi-.
In effetti mi perdoni se ho colto il suo commento come altro spunto sulle restrizioni paoline, (il silenzio in 1 Corinzi 14 o la gerarchia del velo in 1 Corinzi 11) che non sono rimaste confinate alla teologia perché più che la società è il potere politico ad averle "sequestrate" per trasformarle in una divisa sociale.
EliminaLinda
Concorso podi. L'emorragia di fedeli dalla religione cristiana in parte è dovuto a questo: il mantenimento di anacronistici e ridicoli dogmi a cui occorre credere per potersi definire cristiani. Nel frattempo le civiltà progrediscono.
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