lunedì 16 marzo 2026

Differenze


La Russia "invade" l'Ucraina, oppure "aggredisce" l'Ucraina. Israele "entra" in Libano, un verbo che evoca l'immagine di chi bussa a una porta e viene fatto accomodare. Poi poco importa che l'IDF, "entrando" in Libano, dal 2 marzo a oggi, 16 marzo, abbia fatto 880 morti di cui almeno 110 bambini e circa 67 donne. Poco importa che siano stati uccisi finora 38 tra medici, paramedici e infermieri e che i feriti siano oltre 2.100. Poco importa che la situazione umanitaria sia critica, con circa 1 milione di persone (quasi il 20% della popolazione libanese) costrette ad abbandonare le proprie case, in particolare nel sud del Paese e nei sobborghi meridionali di Beirut.

Poco importa. Ciò che importa è che Israele "entra" (hanno usato questo verbo anche il Corriere e altri), la Russia invade/aggredisce. Quando il doppio standard si nasconde anche nella sintassi.

10 commenti:

  1. Scusami Andrea, posso commentare con la mia passione per i film? Se non va bene o sono noiosa, non pubblicare.
    Il film "Il giardino dei limoni" ciao

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  2. Le parole sono importantissime. "Entra in Libano" è come dire "Israele, ormai, entra in Libano (come tutti volevamo)".

    podi-.

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  3. "Israele entra in Libano" e giusto a fianco "Dizionario della stupidità", il libro che stai leggendo. Ma magari quelle fossero parole della stupidità, lo sono invece dell'ipocrisia e della malafede, caratteristiche dell'attualità arrivate a livelli talmente stratosferici che il mondo -anche quello occidentale oh quanto civilizzato signora mia- affoga nella nauseabonda brodaglia della violenza guerrafondaia generalizzata e di fatto ormai più o meno pigramente o deliberatamente giustificata, anzi, di fatto pienamente legittimata.
    Che schifo.

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    1. Concordo. Abbiamo raggiunto livelli di ipocrisia mai visti prima. E comunque anche a stupidità non siamo messi male, basta guardare la campagna che sta facendo la destra per il Sì.

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  4. L'altro giorno guardavo Olimpia Milano Maccabi Tel Aviv, coppa "Europa" di basket, e mi chiedevo come fossero "entrati" anche lì..
    L'idea è di qualcuno che si infila in un autobus pieno e spintona per assestarsi un posto decente. Fino a che qualcun altro non riununci e scenda..
    il problema è che glielo abbiamo indicato noi l'autobus.

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    1. La metafora dell'autobus rende bene l'immagine di quello che stanno facendo a Gaza, Cisgiordania e Libano, con la differenza che là usano i carri armati.

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  5. Le parole pesano, oh se pesano !

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  6. Purtroppo, l'usare termini differenti per indicare qualcosa facendolo apparire diversamente esiste da decenni: lo spazzino diventa operatore ecologico, il centralinista diventa addetto alle telecomunicazioni, la guerra diventa operazione speciale, l'invasione diventa entrare. La realtà però non cambia, anche se la si vuole mostrare sotto un altro aspetto, anche se la si indora.

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  7. Strano che non abbiano scritto "visita" (come un turista)!! :-D

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