lunedì 19 aprile 2021

A nome nostro

Tra le dichiarazioni più irritanti (sono quasi tutte irritanti) pronunciate da Salvini dopo il rinvio a giudizio per la faccenda Open Arms, c'è quel "ci vado a nome vostro". Già fa salire il crimine la storiella della difesa dei confini (da cosa ha difeso i confini, da un centinaio di disperati?); ma dover anche sentire che andrà a processo a testa alta e in nome nostro fa girare ancora di più le appendici pendule. 

Non è la prima volta che usa questa espressione, con cui ammanta le sue porcate di una sorta di legittimazione popolare urbi et orbi che non esiste, e questo ideale "spalmare" su ogni italiano la responsabilità di ciò che ha fatto dà, più di ogni altra cosa, la misura della pasta di cui è fatto l'uomo.

A nome mio non ci vai, non ti ho mai concesso alcuna delega di rappresentanza, né mai lo farò, e non voglio in alcun modo essere idealmente associato alle tue porcate. Mamma mia, che fastidio...

23 commenti:

  1. Condivido al 101%, caro Andrea, tutte le tue considerazioni insieme a quel senso di fastidio e di rifiuto.

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  2. condivido il tuo pensiero e le parole con cui l'hai espresso.
    non a mio nome, no!
    massimolegnani

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    1. Diciamo la verità: non se ne può più, eh!
      Ciao Massimo.

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  3. A nome di CHI?
    Come quando dice "Gli italiani sono con me". Ma quali italiani? Quel 16% scarso che si ostina a votarlo? Spiacente, io faccio parte dell'altro 84%, e quella specie di baluba non parlerà MAI a nome mio.

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    1. Infatti il punto è proprio questo. C'è una specie di idea diffusa, una sorta di inconscio collettivo, secondo cui sembra che goda di chissà quali consensi, mentre invece la lega è da tempo (dai tempi del Papeete, circa) in calo costante di consensi.

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  4. Per chiudere la bocca a Salvini dovete smettere di aprire la vostra parlando di lui. Ignorarlo! e invece succede il contrario: a ogni sua cazzata l'indignazione urbi et orbi. E fate il suo gioco. E lui gode.
    Fulvio

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    1. Per lui non cambia niente: che ne si parli o meno, la sua fogna la spalancherà sempre. Tanto vale dissociarsi dalle sue parole, quindi.

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    2. "la sua fogna la spalancherà sempre", dice Berto. Ed è vero. Però se nessuno ne parla quella fogna lorderà solo poche persone e non tutti quelli che vi si sciacquano in ogni occasione.
      Fulvio

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    3. Rispondo io a Fulvio:
      Tanto comunque parla a nome di quel 16% che pende dalle sue labbra. Ma siamo in Italia, unico paese al mondo dove un 16% di prepotenti stabilisce le sorti dell'intero paese, quindi, proprio come ha detto Berto qui sopra, tanto vale esprimere il proprio dissenso contro quel 16%. Bisognerebbe impedire ai media di parlarne, ma la vedo grigia...

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    4. Grazie Rokk. Ma i media, in una certa maniera, siamo anche noi...e non dobbiamo comportarci come loro. E invece ad ogni scemenza che dice quel cazzaro, segue un profluvio di dissensi per sottolineare da che parte stiamo. Come se ce ne fosse bisogno. Così facendo gli diamo, gratis, quella visibilità che lui cerca incessantemente secondo quel motto, se non sbaglio di Oscar Wilde: parlate pure male di me, purchè ne parliate. Bisognerebbe adottare il metodo che usa Andrea Sacchini nei miei confronti. Lui mi ignora. Ciao Rokk
      Fulvio

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    5. Degli oltre settemila post che ho scritto su queste pagine, quelli dedicati a Salvini saranno sì e no una decina, quindi non mi sembra di rientrare nella categoria di quelli che rilanciano e commentano ogni sua scemenza.
      Detto questo, se anche io avessi scritto settemila post su Salvini, la cosa non avrebbe avuto il minimo impatto sul suo consenso. Salvini, infatti, con i milioni di followers che lo seguono sui suoi social, dispone di una potenza di fuoco mediatica che gli permette di potersene tranquillamente fregarsene di quanto i media parlino di lui. Il calo di consensi della lega a partire dalla vicenda del Papeete in qua, non è dovuto al fatto che i media hanno rilanciato o non rilanciato le sue sciocchezze, quanto al fatto a partire da lì non ne ha più azzeccata una, e molti suoi elettori se ne sono accorti e l'hanno abbandonato. Quindi la storiella secondo cui a parlare di lui gli si fa solo un favore, lascia il tempo che trova.

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  5. Caro Andrea, sottoscrivo, neanche a mio nome!

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  6. A me danno fastidio anche tutti questi soldi spesi in rinvii a giudizio che rimarranno lettera morta. Spreco di tempo e denaro utilizzabili per altri processi che languono nei lentissimi corridoi di una giustizia da spettacolo. Salvini del resto, si commenta da se: ieri sobillatore del popolo, oggi, al governo, cagnolino scodinzolante.

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    1. Beh, non è la regola che un rinvio a giudizio rimanga lettera morta. Col rinvio a giudizio si dà inizio al processo, il quale può avere diversi esiti compreso quello di cadere in prescrizione, ma può benissimo anche arrivare a sentenza.

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  7. Salvini ci vada a nome suo, sua è la responsabilità, chissà se per una volta riuscirà a comportarsi da uomo e non da co....ne.
    Buona giornata

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    1. Domanda che ha già in sé la risposta.
      Ciao, Joanna.

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  8. La frase di Salvini mi ha fatto venire in mente un passaggio del testo del brano "Il io nemico" di Daniele Silvestri e precisamente questo

    "Soprattutto se hai qualche dannata guerra da fare
    Non farla nel mio nome
    Non farla nel mio nome
    Che non hai mai domandato la mia autorizzazione
    Se ti difenderai non farlo nel mio nome
    Che non hai mai domandato la mia opinione"

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    1. Trovo che si adatti perfettamente.
      Ciao, Daniele.

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Possiamo fidarci della storia?