venerdì 15 settembre 2017

Quei fancazzisti al sud




Nell'immaginario collettivo, sapientemente coltivato e fatto fiorire strumentalmente, tra gli altri, da personaggi squallidi tipo Salvini e in generale la lega (prima della svolta, perché il sud sarà pure quello che è ma i suoi voti, alla fine, valgono tanto quanto quelli del nord), il divario che divide il nord dal sud dell'Italia, divario economico, culturale, sociale ecc., è da attribuirsi al noto fancazzismo della gente del sud, alla sua indolenza, al suo tirare a campare sperando nella provvidenza e via andare. Non è così, o almeno non è solo così, come spiega Paolo Mieli nel suo saggio storico In guerra col passato (Rizzoli, 2016) che sto leggendo in questi giorni. Il divario ha anche ragioni storiche ben precise, che si rifanno ai secoli in cui Sicilia e sud Italia erano sotto la dominazione spagnola. Così, giusto per sfatare un luogo comune abbastanza in voga e appunto per gran parte infondato.

1 commento:

Anonimo ha detto...

ho capito tu sei uno di quelli che crede al mito del buon selvaggio. Come quelli che ancora non capiscono che gli indiani d'america erano mezzi matti e assalivano le diligenze
allo stesso modo dopo l'unità d'italia il sud depredò il nord, lo invase con gli immigrati e fece un disastro.
ne sappiamo qualcosa qui in Piemonte.

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