Leggo nel libro di Mieli che Stalin, da giovane, negli ultimi anni del 1800 studiò per un certo periodo in un oscuro seminario della Georgia e all'epoca molti davano come molto probabile un suo futuro nel sacerdozio. In quel periodo si fece pure apprezzare come valido tenore e sensibile poeta - sì, sembra strano ma sto parlando di quello Stalin lì. Ciò che fece poi di lui il sanguinario dittatore che tutti conosciamo fu il clima di terrore con cui i reggenti del seminario gestivano la struttura, clima di terrore a cui Stalin tentò sempre di ribellarsi, fino alla sua espulsione. In pratica, il futuro dittatore non fece altro che applicare su larga scala le barbarie, i metodi di controllo, la pedagogia medievale e il pugno di ferro con cui all'epoca venivano gestiti gli istituti religiosi in Russia e zone limitrofe. Si può insomma dire che furono i preti a fare di Stalin ciò che poi è diventato.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
domenica 17 settembre 2017
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Forse l'inferno è finito
Stamattina ci sono 19° e piove. Esco di casa quasi rammaricandomi di non aver indossato una felpa e un paio di pantaloni lunghi, e penso che...
-
La vicenda del gioielliere Mario Roggero, condannato in via definitiva per aver inseguito e ucciso due rapinatori in fuga, è un groviglio co...
-
Nell'arena della campagna referendaria sulla riforma della giustizia è sceso in campo Alessandro Barbero, il quale ha pubblicato questo ...
-
Domani il grande Antonino Zichichi compirà 96 anni. Mi è sempre stato simpatico, Zichichi, forse un po' anche a causa di quei tratti som...
Nessun commento:
Posta un commento