lunedì 1 maggio 2017

Nuovo che avanza dopo le primarie

La prima tornata di primarie per decidere il nome del Segretario nazionale del Partito democratico si tenne nel 2007. Si recarono a votare 3.554.169 persone (vinse Veltroni, per la cronaca, con quasi 2.700.000 voti). Un'altra tornata ci fu nel 2009, quando si recarono a votare 3.102.709 persone (qui vinse Bersani). Arriviamo quindi alle famigerate primarie del 2013, trampolino di lancio di quella specie di teleimbonitore rieletto ieri. Qui votarono 2.814.881. Arriviamo così alle primarie di ieri, in cui hanno votato 1.848.658 persone. Al teleimbonitore sono andati 1.283.389 voti, quasi 580.000 in meno rispetto a quanti ne prese quattro anni fa.
Ricapitoliamo schematicamente: 

2007: 3.554.169 votanti.

2009: 3.102.709 votanti.

2013: 2.814.881 votanti.

2017: 1.848.658 votanti.

Ora, non ci vuole una laurea in matematica per vedere come il numero di votanti alle primarie si sia quasi dimezzato in dieci anni, e non ci vuole neppure troppa arguzia nell'arrivare a comprendere la percentuale di consensi che si ricava rapportando il milione abbondante di voti presi ieri dal tipo ai 54 milioni e passa di aventi diritto. Detto in altri termini e numeri alla mano, il teleimbonitore sta sulle appenedici pendule a grandissima parte degli italiani nella peggiore delle ipotesi, in quella migliore è a loro totalmente indifferente. Con questo background di consensi sulle spalle, il teleimbonitore è risalito su quella sella sulla quale, appena pochi mesi fa, dopo che 20 milioni di persone l'avevano mandato sonoramente a casa, promise di non sedersi più, e oltretutto ammantando questo ritorno con la stessa stronzaggine e aura da salvatore della patria di allora, che gli permise di guadagnarsi il titolo di uomo italiano che più sta sulle palle agli italiani. In aggiunta, al tipo spetta adesso l'improbo compito di rifarsi una verginità e di tornare a spacciarsi come il nuovo che avanza. Che poi, alla fine, conoscendo gli italiani, non è neppure una impresa impossibile. 
Anzi.

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