mercoledì 8 maggio 2013

Pacificazione un cippa

Insomma, qualcuno mi vuole spiegare cosa si intende con "pacificazione"? Prendete ad esempio ciò che ha detto Schifani (Schifani, capite?) dopo la sentenza d'appello che ha confermato i 4 anni per frode fiscale per il solito noto. "Per una certa magistratura la stagione della pacificazione è ancora lontana, e forse non arriverà mai" ha detto il tipo che, inspiegabilmente, fino a poco tempo fa era presidente del Senato. Schifani, appunto. Ma anche altri, dopo la sentenza, hanno dichiarato che le prospettive di pacificazione sono definitivamente andate a ramengo.

Io ho buttato là la domanda ironicamente, ma è chiaro che per "pacificazione" si intende il rilassamento dei rapporti tra politica e giustizia, in particolare quella che da più di vent'anni corre dietro al tipo delle cene eleganti, e che adesso, terminati gli effetti di un ventennio di leggi ad personam tendenti a rallentare il corso della suddetta giustizia (come se non fosse già lenta di suo), comincia a far venire i nodi al pettine - occhio, a breve ne arriveranno altri, tipo Ruby, ad esempio.

Qualsiasi persona con un minimo - non molto, giusto un minimo - di raziocinio, credo che interpreti questa sentenza per quello che è: una condanna comminata a un tizio riconosciuto colpevole di frode fiscale. Punto. Una sentenza arrivata tra l'altro dopo quasi 10 anni di processo, con tutti gli annessi e connessi: indizi, prove, testimonianze (pro e contro), rogatorie, ecc... E la cosa finisce qui. Il resto sono solo chiacchiere al vento, come quelle delle Santanché, dei Capezzoni, dei Brunetta, degli Schifani e degli Alfani - se siete forti di stomaco e non soffrite di patologie legate al fegato andate pure a leggerle; a vostro rischio e pericolo, ovviamente.

Ecco, secondo questi "signori" qui, il tipo avrebbero dovuto assolverlo in nome della suddetta pacificazione. Poi, colpevole o meno, chissenefrega? L'importante è che non si litighi più e si distendano i toni. Ovviamente, e fortunatamente, la magistratura se ne frega, e tira dritto facendo quello per la quale esiste: condannare i colpevoli e assolvere gli innocenti (al netto, ovviamente, di errori, che non mancano mai). Il giorno in cui le sentenze verranno emesse tenendo conto del clima che potrebbero generare - forse qualche padre costituente si rigirerà nella tomba al solo pensiero - non saremo più una civile e moderna democrazia occidentale in cui vige lo stato di diritto, ma saremo qualcos'altro.

E, a ben pensarci, forse non manca neppure molto.

2 commenti:

  1. Il mio stomaco è assai debilitato e ormai non regge più. Sabato ci sarà persino una manifestazione del Pdl a causa della condanna a Silvietto. Ho i conati, fortissimi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il mio ancora regge bene. D'altra parte, 20 anni di berlusconismo... insomma, il rodaggio l'ha fatto. Però non garantisco per il futuro ;)

      Elimina