sabato 21 settembre 2019

Compleanni



C'è un signore che oggi spegne 72 candeline, è uno dei maggiori e più prolifici romanzieri contemporanei, mi tiene compagnia da quando ero ragazzo e a lui devo gran parte della mia passione per i libri. 

Buon compleanno, Stephen.

La mia prima multa

Oggi ho preso la mia prima multa per divieto di sosta. La cosa in sé non è di alcun interesse, naturalmente, lo è un po' di più il fatto che nel mio caso si tratta della prima multa per divieto di sosta da quando guido, e cioè da quando avevo diciotto anni (sono a un passo dai cinquanta). Non ho niente da recriminare né ho motivi per protestare: sapevo di aver parcheggiato in un posto in cui era proibito. Speravo di farla franca, certo, posso negare il contrario? Ma mi è andata male.

Ci tengo a precisare (a) di non aver posizionato l'auto davanti a un passo carrabile, (b) di non averla posizionata su un marciapiede, (c) di non averla posizionata in modo da ostruire o rendere difficoltoso il passaggio degli altri veicoli sulla strada. Voi direte: Ma allora perché c'era il divieto? Sarebbe stato interessante chiederlo al solerte vigile urbano che è passato di lì proprio nel quarto d'ora in cui ho lasciato la macchina, ma sono arrivato tardi.

In realtà avrei dovuto mettere in conto il suo passaggio, dal momento che la zona della stazione ferroviaria di Rimini è iperfrequentata sia durante il giorno che durante la notte, ma, come dicevo, speravo di farla franca. Ok, la pianto qui: la multa l'ho meritata e la pagherò senza fare storie. Anzi, se la pagherò entro cinque giorni avrò pure uno sconto del 30%, come si fa ad essere arrabbiati?

Guerra al contante

Alcune settimane fa ho trascorso un paio di giorni in Austria. Ho portato da casa un po' di contante, ovviamente, ma ne ho utilizzato una piccolissima parte, per il grosso degli acquisti mi sono servito della normale carta di credito. Non per fare chissà quali acquisti, ma anche per i semplici caffé nei bar o per saldare il conto della pizzeria. Una cosa semplice e velocissima (sotto i 25 euro di spesa non occorre il codice, è sufficiente che il barista la avvicini a un apposito lettore ottico e un bip certifica l'avvenuta transazione). Semplicissimo e soprattutto comodissimo, questo sistema, tra l'altro utilizzato praticamente da tutti, là.

Questo è il motivo per cui fatico a comprendere i malumori, specie di una certa destra, ogni volta che un governo propone di mettere qualche paletto all'uso del contante per agevolare i pagamenti elettronici. Alla fine credo sia solo questione di cambiare abitudine. E se, oltre alla comodità, i pagamenti elettronici contribuiscono almeno un po' ad arginare il fiume di evasione fiscale in cui annega il nostro paese, perché no?

#FridaysForFuture

Sono piuttosto scettico sul fatto che iniziative pur lodevoli come #FridaysForFuture possano sortire qualche effetto, per il semplice motivo che chi ha in mano le redini del mondo, da Trump a Putin a Xi Jinping, è tutta gente in là con gli anni, e cosa volete che gli freghi del futuro del pianeta, al di là delle belle parole e dei buoni propositi che enunciare non costa nulla?

In secondo luogo perché, specialmente noi occidentali, se volessimo realmente contribuire a invertire il processo che sta devastando il pianeta dovremmo obbligatoriamente abbassare il nostro tenore di vita. Pura utopia.

venerdì 20 settembre 2019

Tra la realtà e la sua percezione

Dopo che già l'Ocse ci aveva avvisati che il nostro paese è agli ultimi posti, in Europa, per la capacità di comprendere un testo scritto, per completare questo bel quadretto arriva adesso una ricerca dell'istituto Ipsos dalla quale si evince che, tra i quindici paesi Ocse, l'Italia è prima in Europa per distanza tra la realtà e la sua percezione, cioè tra come le cose stanno realmente e come vengono percepite. Alcuni esempi.

Nel 2014 la disoccupazione in Italia era al 12%, la percezione era invece che fosse al 49, che avrebbe significato che metà della popolazione attiva era senza lavoro. Si pensa che il nostro paese abbia un andamento economico simile a quello della Grecia, mentre invece l'intero Pil di quest'ultima è pari a quello della sola Lombardia. Ancora. I maggiori di 65 anni sono oggi il 22% della popolazione, la percezione è invece che siano il 48% (anch'io, effettivamente, pensavo fosse una percentuale più alta del 22, anche se non il 48). Vengono poi i dati che maggiormente influiscono sul senso di sicurezza collettivo, argomento questo abilmente sfruttato da certi politici cialtroni per meri fini elettorali. Un paio di esempi.

Il 64% degli italiani pensa che dal 2000 a oggi il numero di omicidi commessi sia aumentato, mentre invece sono vertiginosamente e costantemente calati, un calo di ben il 47%. Nel solo 2016, in tutta Italia, ci sono stati 397 omicidi, la metà quasi esatta di quelli avvenuti nella sola città di Chicago, ad esempio. C'è poi il sempiterno tema dell'immigrazione, riguardo al quale uno studio dell'Istituto Cattaneo rivela: "L’Italia è il Paese con la più forte distorsione della realtà anche per quanto riguarda l’immigrazione, con una differenza di ben 17,4 punti percentuali: gli immigrati extraeuropei rappresentano nel nostro paese il 7% della popolazione totale, ma per la nostra opinione pubblica sono il 25%, ovvero uno su quattro. Il 47% degli italiani crede che ci siano più clandestini che migranti regolari, mentre gli irregolari rappresentano circa il 10% del totale dei migranti."

I motivi che stanno all'origine di questa situazione sono facilmente intuibili, e il principale è che nessuno si prende più la briga di andare a verificare cosa ci raccontano i giornali o i politici. In questi giorni, ad esempio, il peggior ministro della storia repubblicana è tutto affannato a raccontarci che dall'insediamento del governo Conte due i porti sono di nuovo aperti e siamo di nuovo sotto invasione. Due balle in una, ma chi è che va a verificare? Chi andasse, riscontrerebbe facilmente (a) che i porti non sono mai stati chiusi (e quindi non è stato riaperto un bel niente) e (b) che dall'insediamento del governo Conte due non si è verificata nessuna nuova invasione, e mica perché lo dico io, figuriamoci, lo dice il ministero dell'Interno.



L'immagine che vedete qui sopra (cliccate per ingrandire) è aggiornata a oggi ed è consultabile qui. Guardando i dati degli arrivi registrati per mese (in verde), vi pare di scorgere una qualche invasione? Io no, vedo solo un leggero aumento degli arrivi nei primi quindici giorni di settembre; ma anche nei mesi di maggio, giugno, luglio e agosto, quando agli Interni c'era il cialtrone e i porti erano chiusi - dice - si vede chiaramente questa tendenza all'aumento. Quindi? Di cosa stiamo parlando? Di nulla. Quel nulla su cui giornali e politici campano con la complicità di una plebe che si beve ogni fasseria venga a lei propinata.

Buona fortuna a noi, ne abbiamo bisogno.

Misure di grandezza

"È stata definita dal ministro Salvini una ricca viziatella comunista, vuole replicare?"

"No."

La grandezza di questa ragazza, ieri sera, è stata tutta qui: rifiutarsi di abbassarsi agli infimi livelli del peggior ministro che la storia repubblicana ricordi.

giovedì 19 settembre 2019

Tipo i commentatori del Giornale

Stavo pensando che a volte mi piacerebbe essere come quelli che commentano gli articoli (articoli, vabbe'...) del Giornale: essere cioè completamente ignorante, non avere la più pallida idea non dico di come funzioni il mondo, ma neppure di cosa succeda fuori del cancelletto di casa, e, con questo po' po' di background, vergare pietre miliari nella storia dei commenti online a base di invasioni, uscite dall'euro, programmi di sostituzione etnica, padroni a casa nostra, migranti palestrati e scempiaggini simili.

E, dopo aver vergato una delle pietre miliari di cui sopra, sentirsi appagati dalla propria ignoranza e galvanizzati dal profluvio di commenti simili che corroborano in maniera inequivocabile la certezza di avere espresso una verità di fede incontestabile, ignorando che verità di fede è un ossimoro.

Di tatuaggi e di orecchini

Oggi, nella famiglia Sacchini, è caduto un tabù, quello del tatuaggio. In realtà non è che fosse un tabù, semplicemente nessuno dei quattro componenti si era mai interessato alla cosa, io per primo. A far cadere questo non-tabù è stata Francesca, mia figlia minore, la quale, dopo aver preventivamente chiesto un parere (naturalmente non vincolante, ormai aveva deciso) a me e mia moglie, stamattina è andata giù a Santarcangelo a farselo fare.

L'oggetto del tatuaggio, che Francesca si è fatta incidere sulla parte interna di un avambraccio, rappresenta in forma stilizzata due monumenti che identificano inequivocabilmente la città di Santarcangelo: l'arco Ganganelli e la Rocca malatestiana. È un tatuaggio non eccessivamente grande né eccessivamente vistoso e a me, a Michela (l'altra mia figlia in questo periodo soggiornante in Austria) e a mia moglie piace. Certo, se fosse venuta a casa con uno di quei tatuaggi che ricoprono braccia-collo-gambe tipo ragnatela, forse qualcosa da ridire l'avremmo avuto, ma per ora il tutto si limita a un piccolo disegno sull'avambraccio.

A farmi tatuare io non ho mai pensato. Cioè, ci ho pensato, ma ogni volta che immagino un tatuaggio, non so perché, la prima cosa che mi balza alla mente è Fedez con quella specie di ragnatela che gli avvolge il collo e la voglia mi passa subito. Una decina d'anni fa, invece, quando suonavo nei Ravens, avevo abbastanza seriamente pensato di mettere un orecchino. Non so bene perché mi fosse venuto quello "sbuzzo", probabilmente perché un paio dei ragazzi che suonavano con me lo portava, e l'idea non mi dispiaceva. Poi, alla fine, ho deciso di lasciar perdere, decisione su cui ho messo una pietra tombale all'indomani dello scioglimento del gruppo e su cui non sono ancora tornato indietro (e poi, ormai, a un passo dai cinquant'anni... andiamo, su).

Carola Rackete da Formigli

Stasera Carola Rackete sarà ospite nella trasmissione TV di Corrado Formigli, un ottimo motivo per accantonare per un'oretta i libri e accendere la televisione. Salvini, invitato dal conduttore per confrontarsi con la ragazza, ha declinato l'invito, dice che non può.

Magari è pure vero che non può, ma non credo sia più di tanto azzardato  ipotizzare che dietro il non può si nasconda in realtà un non vuole. D'altra parte è già scappato dal processo per il caso Diciotti, perché non potrebbe scappare da un confronto con la giovane capitana? Capitana che, va ricordato, quando decise di fare rotta verso Lampedusa infrangendo il divieto dell'allora uomo più potente d'Italia, disse: "Non m'importa delle conseguenze del mio gesto, me ne assumo la responbilità e ne risponderò, ma io devo portare in salvo queste persone".

Facile ipotizzare i motivi del diniego di Salvini al confronto, no? Qualsiasi pigmeo di fronte a un gigante scapperebbe.

Notturno

Non ricordo altri post, oltre a questo, scritti in notturna. D'altra parte sta tuonando con un certo vigore da oltre un'ora: impossibile dormire. Se non fossi in ferie la cosa mi scoccerebbe assai, ma visto che in ferie ci sono, va bene così, dal momento che posso recuperare il sonno perso in qualunque momento della giornata.

Il suono incessante della pioggia, che filtra dalle righe della tapparella, è gradevole, quasi soave, e fa irrimediabilmente a pugni con gli improvvisi boati dei tuoni che ora, però, sembrano progressivamente allontanarsi. Potrei provare a riaddormentarmi, o forse potrei accendere la lampada sul comodino e leggere fino al mattino. Tanto ormai il sonno se n'è andato e tra un'ora dalle righe della tapparella farà capolino il primo chiarore.

Mi sento un po' come Guccini quando scriveva le sue celebri Canzoni di notte.

Non è un libro horror

Chi non ha possibilità o voglia di andare al cinema a vedere Naza , può rimediare con questo. È in edicola da qualche giorno e descrive come...