Sparita dal calendario di settembre e rinviata a data da destinarsi (mai) la discussione parlamentare sullo Ius Soli. Esultano destra e Salvini. Ottocentomila ragazzi, di fatto italiani, non avranno così diritto alla cittadinanza e saranno costretti a restare ancora chissà per quanto in quella sorta di limbo maledetto, senza certezze, tutele, diritti. Vince di nuovo la destra, la peggiore, quella che si dà ogni giorno come missione la negazione di diritti uguali per tutti.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
martedì 12 settembre 2017
lunedì 11 settembre 2017
L'Inquisizione

Trovato casualmente in biblioteca e letto praticamente tutto in un fiato. Cosa sia stata l'Inquisizione più o meno lo sanno tutti, credo, ma un conto è saperlo a livello nozionistico, un altro è conoscerne a fondo la storia e i meccanismi. Questo libro racconto in maniera dettagliata come e perché è nata una delle istituzioni più discusse, feroci e sanguinarie della storia degli ultimi dieci secoli. Non solo. Descrive infatti in maniera altrettanto dettagliata i contesti storici, sociali, religiosi e politici che hanno visto nascere e svilupparsi la perfetta macchina di morte utilizzata dalla Chiesa per annientare i nemici dell'ortodossia cattolica. Uno dei saggi storici più belli presi in mano nel recente periodo.
Io boh...
sabato 9 settembre 2017
Carabinieri e responsabilità
Una vita fa, credo attorno ai diciannove anni o giù di lì, fui fermato per un controllo da una gazzella dei Carabinieri a Rimini, sul ponte di Sartini. Non era un appostamento fisso, li avevo dietro già da un po' e infatti andavo piano perché appunto li avevo notati. A un certo punto mi superarono e mi misero la paletta obbligandomi ad accostare. Scese dalla gazzella un carabiniere che dimostrò fin da subito una certa dose di arroganza mista a strafottenza. All'epoca giravo con una vecchia Talbot Horizon con l'impianto a metano. La macchina cascava letteralmente in pezzi. Sul tetto svettava l'antenna del CB, alta circa un metro e mezzo, e il retro era tempestato di adesivi di ogni tipo, appiccicati da me perché mi pareva facesse figo (abbiate pazienza, ero giovane e scemo). Insomma, era un catorcio che non passava inosservato e non mi sorprese più tanto il controllo in cui incappai. Nonostante la macchina cascasse in pezzi era perfettamente in regola con tutto, e il carabiniere, dopo aver spulciato tutta la relativa documentazione (volle vedere perfino la concessione per l'utilizzo del CB, all'epoca rilasciata, su richiesta, dal Ministero delle poste: era in regola anche quella), non riuscì ad aggrapparsi a niente per potermi "incastrare". Quando chiesi se fosse tutto a posto mi rispose con un'altra domanda, che ricordo perfettamente: "Cosa sono tutti quegli adesivi? Mi sembra la macchina degli zingari!" Se un carabiniere mi facesse oggi una simile stupida osservazione gli risponderei per le rime, ma all'epoca ero giovane, neopatentato e ancora investito di quella sorta di leggero timore reverenziale nei confronti di un'autorità pubblica. Quindi non replicai. Alla fine fui multato con la motivazione che la targa posteriore era sporca e quindi difficilmente leggibile: 25000 lire di allora. Quel carabiniere voleva multarmi, era chiaro, sarebbe stato un colpo terribile per il suo orgoglio tornare alla gazzella con le pive nel sacco, e si aggrappò a quella minuzia pur di poterlo fare.
All'epoca pensai che si trattava semplicemente di un carabiniere stronzo in cui ero sfortunatamente incappato e la chiusi lì. Non mi venne assolutamente da pensare che l'intera Arma dei carabinieri fosse composta di stronzi, e neppure adesso, a distanza di quasi trent'anni da quell'episodio, lo penso. Il concetto è semplice, elementare, ed è valido sempre, anche di fronte a presunte nefandezze come quella di cui sono accusati i due carabinieri di Firenze o come quella perpetrata dai quattro balordi qua a Rimini la settimana scorsa. La responsabilità è sempre personale, un concetto semplice, talmente semplice che molti sui social non sembrano averlo afferrato.
Il papa in Colombia
I papi girano, si sa, da quando poi i fratelli Wright hanno fatto dono all'umanità della loro invenzione, si può addirittura ipotizzare che passino più tempo in cielo che in terra, che come immagine non è neppure male considerando appunto di chi si sta parlando. Ma io, nella mia ben nota incapacità di capire, mi chiedo sempre a cosa serva. Stavolta è in Colombia, e il copione bene o male è sempre il medesimo messo in scena in tutti gli altri posti in cui è stato e in tutti quelli in cui andrà, che si può genericamente riassumere in una accorata stigmatizzazione dei mali che affliggono la località di turno - in genere sono sempre gli stessi: corruzione, ingiustizia sociale, povertà ecc., a dimostrazione della fondatezza del noto detto secondo cui tutto il mondo è paese.
C'è sicuramente il valore della testimonianza, certo, c'è l'importantissimo segnale di una chiesa che si schiera dalla parte delle vittime dei mali di cui sopra, che è giustissimo, ci mancherebbe, e poi? Concretamente, i viaggi dei papi cosa risolvono? Niente, mi pare. Abbiamo forse testimonianze di miglioramenti o cambi di marcia dell'andazzo generale nei paesi visitati in questi decenni dai papi? È cambiato qualcosa in Africa? È cambiato qualcosa in Sicilia dopo gli strali con cui - ricorderete - Wojtyla cercò di intimidire la mafia, intimando ai mafiosi di convertirsi pena la tradotta all'inferno? Non mi pare. Però c'è in tutto questo viaggiare molta scena, molta teatralità, molta ritualità, e forse è più che sufficiente.
mercoledì 6 settembre 2017
Libero
La prima pagina di Libero di stamattina, che non vi linko per non regalargli un'altra trentina di click, è l'ennesima dimostrazione dell'esistenza di un problema, quello del "giornalismo" spazzatura, che in qualche modo andrebbe definitivamente affrontato e risolto. Come? Non lo so. Così, di primo acchito, non mi sembra male l'idea di Mantellini di vincolare l'erogazione di finanziamenti pubblici a uno standard minimo di decenza, anche se la cosa andrebbe studiata bene, naturalmente. Poi non so, boh, ma è innegabile che qualcosa occorre fare.
martedì 5 settembre 2017
Più in là della nazionalità non si va
La stragrande maggioranza dei commenti lasciati dalle internettiane genti, relativi al fattaccio accaduto qua a Rimini, sono incentrati esclusivamente sulla nazionalità degli autori della nefandezza. Pochi, per non dire inesistenti, gli utenti, tipo lo scrivente, impressionati dalla giovanissima età di questi ragazzi (tre su quattro sono minorenni). Un episodio di una tale tragicità, che avrebbe dovuto essere stimolo per riflessioni di una qualche sostanza e serietà, è solo servito a dare il La a un vorticoso fiume di stupidaggini condite di razzismo e ignoranza, niente oltre a questo. Niente, dài, siamo una civiltà ormai al capolinea.
domenica 3 settembre 2017
I libri mi fregano

I libri mi fregano, perché io vado in biblioteca con in testa un titolo specifico ed esco con tutt'altro. Come ieri mattina, ad esempio. Ci sono andato perché cercavo Il compagno segreto, di Joseph Conrad, ma purtroppo qui a Santarcangelo non c'è. Allora ho cominciato a girare tra i vari scaffali e i vari reparti, con particolare riguardo a quelli di narrativa e saggistica, i miei preferiti, per vedere se trovavo qualcosa di interessante. Il problema, ammesso che di problema si tratti, è che tra i libri c'è sempre qualcosa di interessante, anzi, non qualcosa, tantissime cose. Perché i libri sono così: attirano, catturano, irretiscono, un po' come le sirene di Ulisse. E quindi, alla fine, anche se non ho trovato Il compagno segreto, ho comunque riempito il cestino della bicicletta. Perché i libri sono così: mi fregano sempre.
sabato 2 settembre 2017
Tre giorni di Valentino Rossi
Da tre giorni le home page dei principali siti di informazione (informazione, vabbe'...) sono occupate dalla tibia di Valentino Rossi. Uno qualche domanda se la fa. Anzi no, niente domande, tutto quadra.
venerdì 1 settembre 2017
La religione non c'entra
Ogni tanto mi capita di sentire qualcuno dire: "Se non ci fosse la religione finirebbe anche il terrorismo, perché i terroristi non potrebbero appigliarsi ad essa per compiere le loro nefandezze." Non è così, per il semplice fatto che la religione non c'entra niente con quello che fanno, è appunto mero pretesto, e se non ci fosse si appiglierebbero a qualcos'altro, magari all'etnia, oppure, che ne so?, alla condizione sociale, all'appartenenza geografica o a quello che volete voi. Chi si fa esplodere in luoghi affollati o chi falcia persone con una macchina non lo fa perché glielo dice la sua religione ma perché spinto dal disagio sociale, dalla precarietà, dalla miseria, dall'emarginazione, e su questa gente qua è facilissimo fare il lavaggio del cervello. Per rendersene conto è sufficiente andare a vedere che persone erano quelle che hanno compiuto questi atti terroristici. Scusate, eh, credete davvero che una qualsiasi persona che avesse un lavoro, un reddito, un buon inserimento nella società si darebbe la pena di tribolare con esplosivi e auto omicide sapendo oltretutto di rimetterci la vita? Se uno qua sta bene chi glielo fa fare di ammazzarsi? Ecco perché la religione non c'entra niente. E se lo dico io, mangiapreti incallito...
Dissociazioni?
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Questo articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. No, non preoccupatevi, non sono impazzito. Si tratta di uno dei commenti ...
