Stavo leggendo sull'Ansa le ultime balle rilasciate dal catramato a Belpietro, su canale 5, con cui spiega i motivi per cui ha deciso di non ricandidarsi come premier alle prossime elezioni. Le risate (amare) scoppiano già dalla prima dichiarazione:
"E' una linea assolutamente coerente con tutto ciò che è stato fatto da quando nel'94 decisi di lasciare il mestiere di imprenditore..."
Lasciare il mestiere di imprenditore? Perché, a qualcuno risulta che l'abbia fatto? che abbia ceduto le sue imprese ad amministratori terzi in modo che non potessero influenzare le sue scelte politiche? Bene, quando avete finito di ridere andiamo pure avanti.
"...e mi misi al sevizio del paese"
Al servizio del paese? Di quale paese sta parlando? Paperoli? Topolinia? o forse "Fessopoli", quello in cui abitiamo noi? È probabile che si riferisse a quest'ultimo. Sarebbe poi interessante mettersi lì e fare un elenco delle leggi che sono servite al paese, delle quali abbiamo beneficiato tutti. Fatemi pensare. Forse la depenalizzazione del falso in bilancio? No, direi che quella agli italiani non è servita. Beh, sì, forse a uno, casualmente implicato nel famoso caso Lentini, è servita, ma solo a lui. Oppure sto pensando alla legge sulle rogatorie, quella che di fatto limita l'utilizzabilità delle prove acquisite appunto tramite rogatorie internazionali (molto utile per chi ha in giro per il pianeta qualche decina di società offshore).
Oppure sto pensando alla ex-Cirielli, quella che accorcia drasticamente i tempi di prescrizione (fu chiamata legge "salva-Previti", e ho detto tutto). Oppure si potrebbe citare il celeberrimo decreto salva-rete4 (quello che consentì a rete4 di continuare a trasmettere in analogico in barba a tutte le sentenze pronunciate fino a quel momento); oppure la legge Gasparri, respinta al mittente da Ciampi perché palesemente incostituzionale (basta vedere chi l'ha scritta) e spudoratamente a vantaggio di un certo gruppo televisivo.
E poi, proseguendo, come dimenticare il leggendario lodo Alfano, un'altra di quelle leggi di cui avrebbero certamente beneficiato gli italiani tutti, se non fosse stato per quei manigoldi comunisti della Consulta, che la stracciarono in toto perché violava palesemente almeno 3 articoli della Costituzione - capirete, l'aveva scritta un altro pezzo da 90 del Pdl. Così, a memoria, queste sono alcune di quelle che mi vengono in mente, ma sicuramente l'elenco non è completo. Se avete voglia voi di andare a cercare tutte le altre porcate che il tipo ha messo al servizio del paese...
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
martedì 9 ottobre 2012
Sogni
Dunque, ancora un paio e poi sarebbe toccato a me. Non so dire la località né il tipo di manifestazione (poteva essere il festival di Sanremo come il concorso canoro della parrocchia, ammesso che le parrocchie organizzino concorsi canori). Buio totale, ma non è importante. Ciò che importa è che non ero riuscito a imparare a memoria il testo della canzone che avrei dovuto cantare - non ricordo neppure quale canzone fosse: strani i sogni, eh? - e quindi mi ero scritto in precedenza un foglietto col suddetto testo.
E qui il dramma: era quasi il mio turno e quel foglietto non lo trovavo più. In tasca, niente; avevo guardato velocemente attorno, sul pavimento, in caso mi fosse inavvertitamente caduto di tasca, ma anche lì niente. Avevo chiesto a qualcuno dei presenti se l'avesse visto, ma, ovviamente, nessuno l'aveva visto. Panico! Era quasi il mio turno e io non avevo più il foglietto.
Che fare? Una fuga strategica? Trovare una scusa? (mal di pancia improvviso, coliche, oppure, che ne so?, fingere uno svenimento, ecc.) Niente, alla fine - adesso toccava a me - avevo deciso di buttarmi sperando di ricordarla. Sono salito sul palco, ho chiuso un attimo gli occhi perché la luce mi dava fastidio, e quando li ho riaperti ho visto... il soffitto della camera. Ho tirato un sospiro di sollievo, ho alzato il dito medio e ho detto: "toh! Adesso arrangiatevi, io sono tornato di qua".
E qui il dramma: era quasi il mio turno e quel foglietto non lo trovavo più. In tasca, niente; avevo guardato velocemente attorno, sul pavimento, in caso mi fosse inavvertitamente caduto di tasca, ma anche lì niente. Avevo chiesto a qualcuno dei presenti se l'avesse visto, ma, ovviamente, nessuno l'aveva visto. Panico! Era quasi il mio turno e io non avevo più il foglietto.
Che fare? Una fuga strategica? Trovare una scusa? (mal di pancia improvviso, coliche, oppure, che ne so?, fingere uno svenimento, ecc.) Niente, alla fine - adesso toccava a me - avevo deciso di buttarmi sperando di ricordarla. Sono salito sul palco, ho chiuso un attimo gli occhi perché la luce mi dava fastidio, e quando li ho riaperti ho visto... il soffitto della camera. Ho tirato un sospiro di sollievo, ho alzato il dito medio e ho detto: "toh! Adesso arrangiatevi, io sono tornato di qua".
lunedì 8 ottobre 2012
Gurdon e Yamanaka
John Gurdon e Shinya Yamanaka hanno vinto il premio Nobel per la medicina 2012 grazie ai loro studi sulla riprogrammazione delle cellule adulte in staminali e il conseguente contributo nel campo della medicina rigenerativa. I giornali, come del resto è prassi, hanno relegato la notizia in qualche trafilettino, tra i deliri del papa e gli oroscopi di Paolo Fox (ammesso che tra i due tipi di deliri ci sia differenza). Poi, dopo, tutti a stupirsi e a lamentarsi del ritorno del medioevo.
(via ansa.it)
sabato 6 ottobre 2012
Plastica e partiti
Il cavaliere questa volta sembra non avere dubbi: vuole resettare tutto, cancellare il Pdl e ripartire da zero con facce e volti nuovi. Non sembra disposto a scherzare, questa volta - la goccia che ha fatto traboccare il vaso è ovviamente la vicenda Fiorito. Insomma, il catramato sembra proprio non voglia più saperne dei suoi colonnelli, tanto che oggi Il Giornale riporta pari pari il suo sfogo: "fatico a sopportarli, quando vengono a casa mia mi viene voglia di andarmene".
Poveraccio, che pena, ma del resto come dargli torto? Provate voi ad avere a che fare con gente come Cicchitto, Gasparri, La Russa, Frattini, Lupi e compagnia bella ("bella" si fa per dire, ovviamente). Provate voi ad avere questa gente tra i piedi per anni e anni. Provate voi a organizzare summit di partito, la sera, con personaggi simili.
"Chi viene stasera alla riunione?"
"Ah, i soliti: Gasparri, Cicchitto..."
Da incubo! Quasi quasi capisco che il poveretto abbia deciso di rifugiarasi nel bunga-bunga.
Il problema è che i colonnelli non l'hanno mica presa bene. Il teleimbonitore, scrive sempre Il Giornale, vorrebbe fare piazza pulita di questi: "fuori i politici e dentro società civile e imprenditori". E quindi si è ovviamente scatenato il panico, perché a parole sono tutti favorevoli al rinnovamento, purché ovviamente si cominci dal compagno di banco. Tutta questa commedia ricorda un po' quando B. tentò, dopo quella specie di accordo-farsa con Sarkò - era il periodo in cui ancora andavano d'amore e d'accordo - di rilanciare il nucleare in Italia. A parole tutti erano d'accordo, finché si capì che si trattava di un assenso all'insegna del "not in my garden". Insomma, il nucleare andava bene purché le centrali se le prendessero le regioni vicine, come se fosse cambiato qualcosa in caso di disastro. Vabbé.
Ecco, siamo più o meno a questo punto: rinnovamento del partito va bene, ma io la mia poltrona col cazzo che la mollo: si cominci pure da qualcun altro. Qui le dietrologie si sprecano. Si racconta ad esempio di "un vorticoso giro di telefonate tra i big di via dell'Umiltà". (piccola nota a margine: non ho mai capito come faccia un partito di megalomani fondato da un megalomane ad avere la sua sede in via dell'Umiltà. Boh.) Telefonate con le quali i colonnelli cercano di tranquillizzarsi a vicenda. Già mi immagino il tenore. Qualcosa tipo:
"oh, ma hai sentito che il capo vuole segarci tutti? E adesso che si fa?"
"Ma no, dài, vedrai che si tratta solo di tatticismi, in fondo potrebbe ancora avere bisogno di noi in parlamento."
"Può darsi, però ancora mica ha smentito."
E in effetti, ancora, di smentite neanche l'ombra. Insomma, questa volta il catramato sembra deciso ad andare avanti nella sua opera di pulizia. Ovviamente, se ci pensate, il malumore dei colonnelli è giustificato e giustificabile, almeno dal loro punto di vista. Anche perché non stiamo parlando di parlamentari eletti, ma di yes-men nominati direttamente da lui e scelti tra i più fedeli alla causa. Gente che è stata disposta ad andare in tv a coprirsi di ridicolo pur di assecondare le "battaglie" del capo; gente che non ha esitato a mettere ai voti, in parlamento, il fatto che B. fosse convinto che Ruby era davvero la nipote di Mubarak, esponendoci così al ludibrio planetario; gente che non ha esitato a raccontare, sui giornali, le più invereconde balle, a falsificare pure i dati nudi e crudi quando si trattava di avallare porcate come il bavaglio, le intercettazioni, i processi brevi, lunghi, medi, le prescrizioni altrettanto, i lodi Alfano e tutta quella serie di leggi e leggiucole che avevano lo scopo unico di salvare le chiappe al capo.
Però Berlusconi fa bene, lo dice pure il vispo Sallusti, quello delle dimissioni-farsa dal Giornale rientrate il giorno dopo: "Fuori i mercanti, i Batman e chi non ci azzecca. Questo è ovvio. Ma soprattutto si torni al partito di plastica, leggero, unito, motivato". Si torni al partito di plastica? Ma come? Ma se la maggiore e più diffusa critica al Pdl, in tutti questi anni, è stata proprio quella di essere un partito di plastica! Un partito finto, un giocattolo in mano al teleimbonitore e da lui utilizzato solo per farsi i comodacci suoi. E adesso che B. è stanco del suo giocattolino e vorrebbe liberarsene, Sallusti lo implora di tornare a quello. Non dimetterti, zio Tibia, non dimetterti, rimani pure alla guida del Giornale. Quello è il tuo posto. E pazienza, pazienza se il grande Indro, ancora per qualche anno, continuerà a rivoltarsi nella tomba.
Poveraccio, che pena, ma del resto come dargli torto? Provate voi ad avere a che fare con gente come Cicchitto, Gasparri, La Russa, Frattini, Lupi e compagnia bella ("bella" si fa per dire, ovviamente). Provate voi ad avere questa gente tra i piedi per anni e anni. Provate voi a organizzare summit di partito, la sera, con personaggi simili.
"Chi viene stasera alla riunione?"
"Ah, i soliti: Gasparri, Cicchitto..."
Da incubo! Quasi quasi capisco che il poveretto abbia deciso di rifugiarasi nel bunga-bunga.
Il problema è che i colonnelli non l'hanno mica presa bene. Il teleimbonitore, scrive sempre Il Giornale, vorrebbe fare piazza pulita di questi: "fuori i politici e dentro società civile e imprenditori". E quindi si è ovviamente scatenato il panico, perché a parole sono tutti favorevoli al rinnovamento, purché ovviamente si cominci dal compagno di banco. Tutta questa commedia ricorda un po' quando B. tentò, dopo quella specie di accordo-farsa con Sarkò - era il periodo in cui ancora andavano d'amore e d'accordo - di rilanciare il nucleare in Italia. A parole tutti erano d'accordo, finché si capì che si trattava di un assenso all'insegna del "not in my garden". Insomma, il nucleare andava bene purché le centrali se le prendessero le regioni vicine, come se fosse cambiato qualcosa in caso di disastro. Vabbé.
Ecco, siamo più o meno a questo punto: rinnovamento del partito va bene, ma io la mia poltrona col cazzo che la mollo: si cominci pure da qualcun altro. Qui le dietrologie si sprecano. Si racconta ad esempio di "un vorticoso giro di telefonate tra i big di via dell'Umiltà". (piccola nota a margine: non ho mai capito come faccia un partito di megalomani fondato da un megalomane ad avere la sua sede in via dell'Umiltà. Boh.) Telefonate con le quali i colonnelli cercano di tranquillizzarsi a vicenda. Già mi immagino il tenore. Qualcosa tipo:
"oh, ma hai sentito che il capo vuole segarci tutti? E adesso che si fa?"
"Ma no, dài, vedrai che si tratta solo di tatticismi, in fondo potrebbe ancora avere bisogno di noi in parlamento."
"Può darsi, però ancora mica ha smentito."
E in effetti, ancora, di smentite neanche l'ombra. Insomma, questa volta il catramato sembra deciso ad andare avanti nella sua opera di pulizia. Ovviamente, se ci pensate, il malumore dei colonnelli è giustificato e giustificabile, almeno dal loro punto di vista. Anche perché non stiamo parlando di parlamentari eletti, ma di yes-men nominati direttamente da lui e scelti tra i più fedeli alla causa. Gente che è stata disposta ad andare in tv a coprirsi di ridicolo pur di assecondare le "battaglie" del capo; gente che non ha esitato a mettere ai voti, in parlamento, il fatto che B. fosse convinto che Ruby era davvero la nipote di Mubarak, esponendoci così al ludibrio planetario; gente che non ha esitato a raccontare, sui giornali, le più invereconde balle, a falsificare pure i dati nudi e crudi quando si trattava di avallare porcate come il bavaglio, le intercettazioni, i processi brevi, lunghi, medi, le prescrizioni altrettanto, i lodi Alfano e tutta quella serie di leggi e leggiucole che avevano lo scopo unico di salvare le chiappe al capo.
Però Berlusconi fa bene, lo dice pure il vispo Sallusti, quello delle dimissioni-farsa dal Giornale rientrate il giorno dopo: "Fuori i mercanti, i Batman e chi non ci azzecca. Questo è ovvio. Ma soprattutto si torni al partito di plastica, leggero, unito, motivato". Si torni al partito di plastica? Ma come? Ma se la maggiore e più diffusa critica al Pdl, in tutti questi anni, è stata proprio quella di essere un partito di plastica! Un partito finto, un giocattolo in mano al teleimbonitore e da lui utilizzato solo per farsi i comodacci suoi. E adesso che B. è stanco del suo giocattolino e vorrebbe liberarsene, Sallusti lo implora di tornare a quello. Non dimetterti, zio Tibia, non dimetterti, rimani pure alla guida del Giornale. Quello è il tuo posto. E pazienza, pazienza se il grande Indro, ancora per qualche anno, continuerà a rivoltarsi nella tomba.
venerdì 5 ottobre 2012
Napolitanate
Napolitano: "È in atto un fuorviante rifiuto della politica". Cioè, non ho capito, cosa pretende questo qui? Che con tutto quello che sta succedendo la gente si spertichi in lodi altissime all'indirizzo di chi amministra 'sto cavolo di paese? Specie dopo averlo ridotto in queste condizioni?
giovedì 4 ottobre 2012
Zingaretti
Leggo che Nicola Zingaretti, presidente della provincia di Roma in quota Pd, si è candidato a sostituire la Polverini alla guida della regione Lazio. Siccome non lo conosco granché, do un'occhiata alla sua pagina su Wikipedia e scopro - udite udite - che non ha procedimenti giudiziari a suo carico. Nemmeno uno striminzito avviso di garanzia, oppure, che ne so?, un invitino a comparire... niente di niente. Insomma, è ancora immacolato. Merce rara di questi tempi.
mercoledì 3 ottobre 2012
Parcheggi
Parcheggiare la macchina nel posto riservato ai disabili è un gesto di maleducazione purtroppo diffusissimo. Un gesto che fa incazzare perché indice di disprezzo nei confronti delle regole e soprattutto nei confronti di persone che hanno sicuramente la vita meno facile rispetto agli altri. Quando poi questo gesto lo fa quello col macchinone costoso superlusso, quello che magari fa anche il birro perché è presidente di una qualche sfigata associazione, allora la cosa diventa proprio insopportabile.
martedì 2 ottobre 2012
E luce fu
Paolo Gabriele, l'ex maggiordomo di Ratzinger sotto processo per furto di documenti riservati, nella sua deposizione davanti ai magistrati ha denunciato di essere stato maltrattato durante i primi venti giorni di detenzione.
Gabriele ha anche denunciato "pressioni psicologiche" e altri maltrattamenti subiti nei primi 20 giorni di detenzione. "Non potevo neanche aprire le braccia", ha dichiarato, "la luce è stata tenuta accesa 24 ore al giorno. Non c'era l'interruttore e questo mi ha anche procurato un abbassamento della vista". Per questo il presidente del tribunale vaticano Giuseppe Dalla Torre ha incaricato il promotore di giustizia Nicola Picardi di aprire un fascicolo, il numero 52/2012, "per accertare se vi siano stati eventuali abusi nella detenzione dell'imputato".Ora, intendiamoci, tutto questo andrà verificato, ma qualora si appurasse che corrisponde a verità, mi sa che qualcuno in Vaticano potrebbe già cominciare a vergognarsi. (Gianluigi Nuzzi, su Twitter, fa notare che gli organismi internazionali considerano l'esposizione forzata alla luce una forma di tortura.)
lunedì 1 ottobre 2012
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