Ho scoperto questa cosa leggendo della causa in corso alla Corte di Giustizia Europea avviata da un cittadino belga (Causa C-12/25 Bisdom Gent). Battezzato da bambino, il signore in questione ha deciso di sbattezzarsi e ha chiesto alla Diocesi di Gand di eliminare definitivamente i suoi dati personali da qualsiasi registro, sia fisico che digitale. La prassi ecclesiastica tradizionale, però, non prevede la distruzione del dato: la Chiesa si limita appunto ad aggiungere un'annotazione a margine, procedura giustificata col fatto che per la dottrina cattolica il battesimo è un sacramento indelebile. L'Autorità Garante della Privacy belga, a cui il cittadino si è rivolto in prima istanza, lo ha sostenuto, imponendo alla diocesi la cancellazione. La vicenda è finita davanti ai giudici di Bruxelles, che hanno poi bussato alle porte della Corte di Lussemburgo per capire quale norma debba prevalere. La sentenza è prevista entro quest'anno.
Lo scontro non è di poco conto: da una parte c'è il diritto all'autodeterminazione, alla privacy e alla libertà di non essere associati contro la propria volontà a un'istituzione religiosa, evitando anche lo stress emotivo di figurare ancora nei suoi archivi; dall'altro, il diritto delle comunità religiose di gestire i propri sacramenti e mantenere un'accurata registrazione della propria storia.
Le recenti conclusioni dell'Avvocata Generale della Corte, Laila Medina, aprono uno spiraglio a favore della cancellazione. Secondo la legale, infatti, il GDPR, il regolamento dell'Unione Europea che disciplina la privacy e la protezione dei dati personali, si applica anche ai registri di battesimo. Per rifiutare la cancellazione la Chiesa deve dimostrare motivi legittimi e cogenti, e spetterà ai giudici valutare se l'interesse dell'istituzione prevalga sui diritti del singolo.
Ci sarebbe un'ulteriore riflessione da fare. Sono disposto a concedere che il battesimo cattolico, in quanto sacramento, per la Chiesa sia indelebile, ma è altrettanto vero che viene impartito a un bambino di pochissimi mesi non ancora in grado di capire il senso del sacramento, quindi impossibilitato sia ad accettarlo, sia a rifiutarlo. E se quel bambino, una volta adulto e in grado di intendere, decide di rifiutarlo e di non voler avere più niente a che fare con la Chiesa, deve avere tutto il diritto di veder cancellata quella scelta fatta da altri per lui.
Il caso mi sembra interessante, e mi trovo d'accordo con le tue considerazioni finali.
RispondiEliminaInteressantissimo. Tra l'altro l'ho scoperto per caso tramite questo articolo di Avvenire in cui mi sono imbattuto per caso.
EliminaHo sempre pensato che fosse una questione di lana caprina, ssarà che nell'insieme lo trovo come un riconoscimento del 'potere' della Vaticano SpA, un potere che tendo a non riconoscere almeno come atto di autonomia personale.
RispondiEliminaTra l'altro ho il sospetto che la cancellazione fittizia dai registri serva alla Chiesa per "fare numero", ma è solo una mia ipotesi.
EliminaHai ragione, ma anche la Chiesa ne ha le sue. Per loro, tu non hai acquisto un prodotto ma ricevuto un Sacramento e una volta ricevuto non si può fare niente.
RispondiEliminapodi-.
Eh, ho capito, ma io quel sacramento mica l'ho chiesto. Quindi dovrei avere tutto il diritto di disfarmene.
EliminaNon sono religioso non ho fatto neanche la comunione
RispondiEliminaOggi il cristianesimo si trova in una fase di estrema debolezza e declino totale.
La nuova religione dominante il neoliberismo considera le religioni il nemico numero 1!
Le religioni ormai sono rimaste l'unico argine al neoliberismo ma purtroppo almeno in Occidente stanno soccombendo.
Immagino già cosa succederà e l'effetto a catena che avverrà.
Magari si starà meglio, chissà.
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