martedì 28 aprile 2026

Tra Newton e T. S. Eliot

Giorgio Vallortigara ha scritto un romanzo. Uno potrebbe dire: chi è Giorgio Vallortigara? È uno dei più noti neuroscienziati italiani. Ho guardato su youtube molte sue conferenze e lezioni e mai che ne abbia trovato una noiosa. Probabilmente, dopo Rita Levi Montalcini è il maggior conoscitore del cervello attualmente in circolazione. Qualche anno fa lessi un interessantissimo libro: Nati per credere, che Vallortigara scrisse assieme a Vittorio Girotto e al grande Telmo Pievani, libro in cui si spiega perché il nostro cervello ama credere a cose che non esistono e ama ragionare in maniera teleologica (spoiler: c'entra l'evoluzione).

Perché un neuroscienziato decide, dopo aver pubblicato montagne di saggi scientifici, di scrivere un romanzo? Lo spiega lui stesso nei primi minuti di questa bellissima chiacchierata con Massimo Polidoro, in cui mi sono imbattuto casualmente facendo zapping sul tubo. Molto brevemente, Vallortigara ha sempre avuto fin da giovane una smisurata passione per i romanzi e ha sempre considerato gli artisti superiori agli scienziati. Perché? Per via della loro unicità. Cioè, se Newton non avesse scoperto la gravitazione universale, l'avrebbe prima o dopo scoperta un altro; stesso discorso per la l'evoluzione darwiniana o E = mc2 di Einstein. Ma se Leonardo non avesse dipinto la Gioconda e T. S. Eliot non avesse scritto The Love Song of J. Alfred Prufrock, probabilmente questi capolavori non li avrebbe concepiti nessun altro. Come dargli torto? 

Leggerò sicuramente il suo romanzo.

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