lunedì 27 aprile 2026

Un giorno tutti diranno di essere stati contro


Questo libro è allo stesso tempo un pugno nello stomaco e una profezia. Racconta quella strana amnesia collettiva che colpisce l'umanità: quando le atrocità finiscono (anche se il genocidio a Gaza non è mai finito, prosegue solo a un'intensità diversa), improvvisamente nessuno era d'accordo, nessuno ha guardato, nessuno ha sostenuto il sistema. Ma l'autore ci dice che la realtà, mentre accade, è fatta di silenzi e complicità (il nostro governo ha molto da rimproverarsi in questo senso). 

​El Akkad è nato al Cairo, in Egitto, nel 1982, ma è cresciuto a Doha, in Qatar. Da adolescente si è trasferito in Canada, dove vive tuttora. Questa identità "di confine" (egiziano-canadese) gli permette di guardare all'Occidente e al Medio Oriente con lucidità, non appartenendo totalmente a nessuno dei due mondi. Prima di diventare un romanziere di successo è stato per dieci anni un inviato di punta per il The Globe and Mail. Ha seguito da vicino, come inviato sul campo, alcuni degli eventi più drammatici del nostro secolo: la guerra in Afghanistan, le rivolte della Primavera Araba in Egitto e le proteste di Ferguson negli Stati Uniti.

Questo libro è, in sostanza, un grande atto d'accusa, poetico e tagliente al tempo stesso, all'ipocrisia occidentale nei confronti di ciò che succede a Gaza.

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Un giorno tutti diranno di essere stati contro

Questo libro è allo stesso tempo un pugno nello stomaco e una profezia. Racconta quella strana amnesia collettiva che colpisce l'umanità...