È stato uno degli album più venduti nella storia della musica e ha rappresentato uno spartiacque: c'era la musica prog-rock prima di quel disco e c'è stata la musica prog-rock dopo quel disco. Gli astronauti che lunedì hanno circumnavigato il nostro satellite sono stati i primi esseri umani dopo oltre 50 anni a vedere con i propri occhi la "dark side of the Moon" che ha dato il titolo all'album più iconico della band capitanata (all'epoca) da Roger Waters.
Quando uscì il disco molti accusarono i Floyd di aver commesso un errore. Il termine "dark side" (lato oscuro) suggeriva infatti che quella parte di Luna non ricevesse mai luce, mentre invece è solo nascosta alla nostra visuale a causa della rotazione sincrona (la Luna compie un giro su se stessa nello stesso tempo in cui compie un giro attorno alla Terra: circa 27,3 giorni), ma ogni suo punto riceve due settimane di luce seguite a due settimane di buio.
Ovviamente Waters e soci questa cosa la sapevano benissimo, ma il disco esplora i lati oscuri della psiche umana (depressione, tempo, denaro, morte). Il "lato oscuro" della Luna rappresenta ciò che è nascosto, inesplorato o inquietante nell'animo umano, da qui il titolo. Curiosità che forse non tutti conoscono: se si ascolta attentamente la fine dell'ultima traccia, Eclipse, si sente la voce di Jerry Driscoll (il portiere degli studi di Abbey Road) che dice: "There is no dark side of the moon really. Matter of fact it's all dark." (Non c'è davvero un lato oscuro della Luna. A dire il vero, è tutta scura).
Questa è Time, una delle tracce più universalmente note del disco.

Che meraviglia... e che ricordi ;-))
RispondiEliminaIl lato nascosto, sarebbe meglio dire.
RispondiEliminaIn Spagnolo di solito si parla del "lado oscuro" ma anche della "cara oculta" (la faccia nascosta).
Ciao e buonasera.
podi-.