La proroga del taglio delle accise fino al primo maggio costerà alle casse dello Stato circa mezzo miliardo di euro. Come verranno reperiti questi soldi? Giorgetti ha detto che 200 milioni arriveranno dall'aumento dell'IVA, 300 milioni dai fondi ETS (sono proventi delle quote sulle emissioni di CO₂). Il meccanismo relativo all'IVA sui carburanti è abbastanza paradossale. Quando il prezzo alla pompa sale aumenta anche il gettito IVA, che è proporzionale al prezzo, quindi lo Stato incassa di più. Col decreto sulle accise lo Stato usa quindi una parte di questo extra gettito per finanziare il taglio delle accise. Qual è il paradosso?
In Italia il prezzo della benzina è composto dal prezzo industriale più le accise. Sulla somma di questi due valori si applica l'IVA (22%), che in sostanza è una tassa sulla tassa perché viene calcolata anche sulla accise, che di fatto sono già tasse. Lo Stato, quindi, fino al primo maggio non farà altro che rinunciare all'extra gettito generato dagli aumenti per tagliare le accise: fondamentalmente si tratta di una partita di giro. Ma la domanda è un'altra.
Quando la signora che oggi è a capo del governo era all'opposizione e faceva campagna elettorale, si divertiva a confezionare video (sono ancora reperibili su youtube) in cui lei si recava al distributore, tirava fuori 50 euro dal portafoglio e si lamentava con furore, a favore di videocamera, che solo metà di quei 50 euro andavano nel serbatoio, l'altro metà erano tasse e si trattava di un abominio. "Le accise vanno abolite!" strillava.
Domanda: se per diminuire (non tagliare: diminuire!) le accise per due mesi il governo ha dovuto trovare un miliardo di euro raschiando i fondi di tutti i barili che è riuscito a trovare, la signora indignata che andava al distributore come pensava di abrogarle una volta che fosse andata al governo? Non sapeva che nessuno, oggi, può azzardarsi a toglierle perché crollerebbe lo Stato?
Le ipotesi sono due. La prima: non lo sapeva. Se fosse vero, la cosa sarebbe abbastanza grave ma non stupirebbe (stiamo sempre parlando di una con la maturità alberghiera). La seconda: lo sapeva ma contava sul fatto che la stragrande maggioranza di chi la segue sa poco o niente e abbocca a quasi tutto. Diciamo che la seconda ipotesi mi sembra la più realistica. Detto in altre parole: se nel 2022 avete votato la Meloni perché avete creduto alle palle sull'abolizione delle accise, beh, un po' ve la siete cercata.
Solo propaganda da parte di questo governo, altri soldi vengono da tagli a scuola e sanità.
RispondiEliminaPer quanto riguarda il caso specifico del taglio delle accise, direi di no. Ma, in generale, scuola e sanità sono sempre stati tagliati, chi più chi meno, sistematicamente da quasi tutti i governi.
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