domenica 26 ottobre 2014

Tra Bibbia e Corano



Magdi Allam, sulla sua pagina fb, elenca una serie di versetti del Corano estremamente violenti, estrapolati ad arte, dove Maometto predica la morte degli infedeli e di chiunque si frapponga o ostacoli la diffusione di quella religione. Siccome gran parte di quelli che lo leggono non sa niente di religioni (sono pronto a scommettere che nessuno dei suoi commentatori ha mai aperto un libro sull'argomento), ecco il profluvio di commenti, come da prevedibile copione tutti sintetizzabili in questo assunto: il Corano è un concentrato di atrocità, la Bibbia no (mi scuso per la banale semplificazione, ma rappresenta il pensiero di quelli là).
In un mio commento, mi permetto di fare notare che anche la Bibbia, se si prendono una serie di citazioni estrapolate ad arte, non è esattamente un inno alla vita né si distingue per elevati esempi di umano virtuosismo, e qualcuno mi risponde come potete leggere qua sopra.
Intendiamoci, io non prendo le difese né del Corano né della Bibbia, sono ateo e per quel che mi riguarda entrambi i libri li considero niente più che due rami spuntati dal grande albero della letteratura fantastica. Quello che voglio far notare è che, sia da una parte che da quell'altra, chi si schiera in difesa della sua religione lo fa, spessissimo, pur non sapendo neppure di cosa sta parlando. E la commentatrice che giustifica le atrocità contenute nella Bibbia dicendo che la suddetta Bibbia col cristianesimo non c'entra niente e che per lei conta solo il nuovo testamento (come se lì non ce ne fossero), sta lì a dimostrarlo.
Che pena.

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