Dunque, vediamo se ho capito bene. Galan ha chiesto il patteggiamento, la procura di Venezia l'ha accettato e stamattina il gip ha disposto la sua scarcerazione e il trasferimento ai domiciliari nel suo mega villone. L'ex governatore pidiellino salderà quindi la sua posizione con la giustizia e col fisco con un paio d'anni di domiciliari (sempre nel mega villone) e il risarcimento di 2,6 milioni di euro.
Giusto come promemoria, vale la pena ricordare che il tipo, coinvolto nell'inchiesta sui fondi neri del Mose, balzò agli onori delle cronache perché il suo fu il primo caso in Italia in cui la tangente veniva elevata al rango di stipendio, cioè il Galan era accusato di aver percepito per circa una decina d'anni uno stipendio fisso (o, se preferite, mazzetta fissa) di circa un milione di euro/anno.
Ecco, adesso ne restituisce un pochino, si fa un paio d'annetti nel villone e tutto torna a posto. Poi dice che in Italia i fessi sono gli onesti. Per forza.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
giovedì 9 ottobre 2014
Galan, il villone e i fessi
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