sabato 31 agosto 2013

Paghiamo noi

L'etilico Sallusti la butta oggi sui soldi. "Il presidente Napolitano non bada a spese e stacca - paghiamo noi - quattro assegni (all'anno) da trecentomila euro per ingrassare la casta ed insediare altrettanti senatori a vita."
Per amore di precisione, va detto che lo stipendio lordo di un senatore a vita è di 211.502 euro, lordi, all'anno. Una cifra che, specialmente oggi, fa indignare, è vero, ma ben lontana dai 300.000 euro sparati da Sallusti in prima pagina sul Giornale. Un'altra cosa da far notare al giornalista-zerbino, è che fior di pidiellini - uno per tutti: la Santanché - continuano a manifestare delusione e rammarico per la mancata nomina a tale carica di B. o del suo braccio destro Gianni Letta. Chissà se zio Tibia avrebbe avuto altrettanto da ridire in caso fosse stato nominato il suo padrone o il suo braccio destro.
Ultima cosa, che ovviamente Sallusti si guarda bene dal segnalare, è che il "paghiamo noi" vale anche per i 368 milioni di dollari nascosti al fisco italiano dal pregiudicato per la vicenda diritti Mediaset.

venerdì 30 agosto 2013

Senatori anticav



Dalle parti del Giornale sono scatenati contro i nuovi senatori a vita nominati da Napolitano, colpevoli, a vario titolo, di avere manifestato nel tempo posizioni antiberlusconiane. Il peggiore di tutti, scrivono, è Claudio Abbado, che nel 2001, dopo la vittoria elettorale di B. definì "cretini" gli italiani. Ma anche Rubbia e Piano, seppure più pacatamente, hanno sempre criticato i governi di B.
Tutto questo, se ci pensate, ha una sua logica. Stiamo parlando di persone che hanno dato contributi altissimi alla cultura e alla scienza. Dove c'è cultura e scienza non ci può essere né Berlusconi né il berlusconismo, perché il berlusconismo è la negazione di queste due cose. In un paese in cui facessero da padroni la scienza, la cultura, la capacità di capire, di discernere, di valutare, il berlusconismo non avrebbe scampo, non avrebbe mai attecchito, sarebbe morto nella culla.
Purtroppo qui ha sempre imperato la tv, la superstizione, la sciatteria, la superficialità, la creduloneria e l'ignoranza, ed è in questo substrato che il berlusconismo ha trovato terreno fertilissimo e si è espanso a dismisura. B. questo l'aveva capito fin da subito, fin dall'inizio. Conosceva bene gli italiani e sapeva benissimo che, complici le sue televisioni e i suoi giornali, avrebbe potuto imbambolarli a suo piacimento, cosa che poi ha fatto. Ecco perché è normale che il Giornale si scagli contro Rubbia e soci, perché rappresentano quella parte di Italia che ragiona e non si fa incantare da chi promette di sconfiggere il cancro da una piazza.

giovedì 29 agosto 2013

Annunci

Dopo l'annuncio dell'"abolizione" dell'IMU, Mediaset ha guadagnato in borsa il 4,80%. La galassia che ruota attorno al cavaliere (gli Alfani, le Santanché, ecc...) è tutta festante. B. rivendica come un successo personale la sua abolizione - ovviamente nessuno gli ricorda che a introdurla fu anche il suo partito, ma fa niente. Sull'onda della gioia e dell'entusiasmo ha addirittura preteso (quasi una promessa) che non si porti l'IVA al 22% in ottobre. Manca poco che prometta la vittoria sul cancro e siamo a posto (ma non l'aveva già fatto?).
Ecco, tutto questo è accaduto grazie alla fantastica storia dell'IMU, una imposta che ci vendono come abolita mentre dal prossimo anno cambierà solo di nome e in più dovranno pagarla anche i locatari, quelli cioè che stanno in affitto - nessuno ci ha poi ancora spiegato come copriranno la soppressione della rata di dicembre 2013, ma in fondo sono dettagli.
Insomma, tutto questo gioire per cosa? Per una quasi bufala spacciata sapientemente dagli house organ di casa come una rivoluzione copernicana. Ci hanno preso per il culo per 20 anni in questo modo, vendendoci fumo, e continuano tranquillamente a farlo.

Prendi una donna



"teorèma s. m. [dal lat. tardo theorēma, gr. ϑεώρημα (propr. «ricerca, meditazione», der. di ϑεω-ρέω «esaminare, osservare»)] (pl. -i). –"
[...]
"Per estens., nel linguaggio giornalistico, il termine è usato, in genere insieme al nome di chi l’ha formulata, per indicare un’argomentazione teorica che, poggiando su ipotesi più o meno valide (talora anche sulla testimonianza di criminali o terroristi pentiti), individua, o pretende di individuare, ove l’uso del termine assuma connotazione polemica, una rete di collegamenti tra episodî criminosi apparentemente irrelati".
[Dal dizionario Treccani online]

Ecco, secondo quelli del Giornale, una sentenza definitiva, arrivata dopo 3 gradi di giudizio e 10 anni di processo, è un teorema. Bello ^_^

Motivazioni

La Cassazione ha depositato le motivazioni. Molto istruttive, direi. Ecco, questo è il tipo che ha fatto ricorso alla Corte dei diritti dell'uomo di Strasburgo e che Pdl e molti del Pd stanno cercando di salvare. Così, per dire.

mercoledì 28 agosto 2013

Grazie dei... Fioroni

Tenetevi forte. Dopo Violante arriva un altro esponente di spicco del Pd a dare manforte a Berlusconi: il leggendario Beppe Fioroni, il quale dice che la questione va valutata con attenzione e ponderazione "per evitare al partito democratico di sembrare prevenuto" nei confronti del teleimbonitore. Ovviamente è inutile far notare a Fioroni e soci che se B. è rimasto sulla scena politica per un ventennio, gran parte dei ringraziamenti va al csx della ponderazione, del "adesso vediamo", "adesso valutiamo"; al csx dei "sì, è un delinquente, uno che se ne frega della legge, uno che usa la politica esclusivamente per farsi i cazzi suoi, però dài, poverino..."
Ecco, invece di dire a chiare lettere che un delinquente che ha rubato al popolo italiano non può stare in parlamento, il buon Fioroni temporeggia, perché il Pd mica può rischiare di sembrare prevenuto contro un delinquente, scherziamo? Questo è il csx che il catramato ringrazierà sempre, vita naturaldurante. E poi, dopo, tutti lì a lambiccarsi il cervello per capire perché Grillo prende 10 milioni di voti.

martedì 27 agosto 2013

Le armi della Siria

Gli americani nutrono pochi dubbi sul fatto che il regime siriano abbia fatto uso di armi chimiche. Sarà sicuramente vero, eh, ma la stessa sicurezza, se ricordate, fu ostentata quando il Pentagono parlava delle famose armi di distruzione di massa di Saddam. Nel 2003 l'Iraq fu invaso. Dopo otto anni di guerra "lampo" - così avrebbe dovuto essere - e un tributo elevatissimo di vite umane, le famose armi non furono mai trovate, la democrazia non fu esportata e il terrorismo non venne estirpato - oltretutto nessuno è mai riuscito a dimostrare legami tra Saddam e Al Qaeda.
Ecco, visti i precedenti, speriamo che l'amministrazione americana abbia valutato bene tutto quanto prima dell'intervento in Siria.

La Francia ferma il TAV

La Francia blocca il TAV almeno fino al 2030. Ma state tranquilli, non lo troverete sui giornali.

Mancava Mario

Mancava giusto Mario Monti al lungo elenco di giuristi dell'ultimo minuto scesi in campo per tentare di salvare il teleimbonitore. "Grazia sì, salvacondotto dal senato no", ha dichiarato l'ex presidente del consiglio. Bello, peccato che l'ipotesi grazia sia impraticabile, per il semplice motivo che B. dovrebbe prima chiederla, e ciò costituirebbe implicita ammissione di colpevolezza - lui, come sapete, continua pateticamente a proclamarsi innocente.
Nel Pdl non sanno più come fare, a cosa aggrapparsi per tentare di scongiurare la decadenza da senatore di B. Ormai il tempo stringe e il catramato è terrorizzato, perché sa benissimo che senza copertura parlamentare qualsiasi PM potrebbe in ogni momento chiederne l'arresto. Quello che sta succedendo dal 1° agosto, giorno della condanna definitiva in Cassazione, dovrebbe aprire gli occhi anche ai ciechi sui veri motivi che hanno spinto il tipo, ormai 20 anni fa, a scendere in politica.

lunedì 26 agosto 2013

Feltri e l'IVA

Vittorio Feltri ha ragione su tutto, specie quando scrive che la pressione fiscale ha raggiunto livelli insostenibili. Vorrei però fargli presente che l'IVA al 22% non è stata decisa adesso dal "Consiglio dei ministri dominato dalla sinistra lungimirante". L'aumento di un punto percentuale, che scatterà in ottobre, era già stato previsto nella famosa/famigerata legge di Stabilità 2013, varata nel dicembre 2012 (governo Monti) e votata anche dal Pdl.
Così, giusto per amor di precisione.

domenica 25 agosto 2013

Costituzionalisti d'occasione

Ancora due cose sul summit arcoriano di ieri e poi la smetto, giuro. Il cameriere di B., tra le tante corbellerie, ha detto che la decadenza del frodatore fiscale "non è costituzionalmente accettabile". Ci ho pensato un po' su e mi sono chiesto: perché? Quale articolo, paragrafo o comma supporta e conforta questo assunto? Beh, io non sono riuscito a trovarlo. B. si è beccato una condanna definitiva per frode fiscale; c'è una legge, votata paradossalmente anche da lui e dai suoi sgherri, che rende automatica la decadenza da senatore a chi si sia visto comminare pene definitive superiori ai due anni (B. ne ha beccati 4). Nella Costituzione, se non ricordo male, c'è scritto semplicemente che il parlamento fa le leggi e i cittadini le devono osservare. Questa mi risulta sia una legge, e B. mi risulta, almeno in teoria (anche se la cosa mi provoca un certo ribrezzo), sia un cittadino come tutti gli altri (altrimenti l'art. 3 che l'hanno messo a fare?).
La cosa dovrebbe essere chiusa qui. Invece no: per Alfano la Costituzione offrirebbe un appiglio, al tipo, a cui aggrapparsi per sfangare la decadenza. Forse un giorno il noto costituzionalista Alfano ci farà sapere quale è; sempre che sia in grado, ovviamente. C'è da notare, a tal proposito, che l'unica legge scritta da lui, quella che è passata alla storia (degli obbrobri giuridici) come Lodo Alfano, è stata fatta a pezzi senza pietà dalla Corte Costituzionale perché violava due o tre articoli della carta, tra cui il n. 3, così, per dire. Anche buona parte della riforma scolastica targata Gelmini (altra costituzionalista coi fiocchi), se ricordate, fu stracciata dalla Consulta qualche anno fa perché incostituzionale. Insomma, questi signori si sono sempre distinti per fare leggi coi piedi che non hanno mai trovato posto né in cielo né in terra: leggi anticostituzionali. Comico che adesso Alfano tiri in ballo proprio la Costituzione come baluardo che garantisce i diritti (inesistenti) di B. Forse è la famosa Costituzione a targhe alterne: un giorno si può violentare e l'altro si può prendere come esempio, secondo l'occorrenza.
Niente di nuovo sotto il sole.

sabato 24 agosto 2013

Consigli (di guerra)

Due consigli di guerra nel giro di pochi giorni. Uno, l'altro ieri, alla Casa Bianca sulla questione Siria; l'altro, in corso in queste ore a Villa san Martino, su come garantire l'impunità al delinquente.

Amnistia

Leggo solo adesso che pure il ministro Anna Maria Cancellieri è favorevole all'amnistia, con la giustificazione che "non tornerebbero in libertà individui socialmente pericolosi". A questo proposito sarebbe da far notare che il tipo che ha contribuito a ridurre l'Italia nello stato in cui si trova e che ha fatto strame della coscienza civica e morale di un popolo intero, è socialmente pericoloso, eccome se lo è.
La tipa, che dopo una simile dichiarazione fa quasi rimpiangere Alfano, ha poi aggiunto i motivi umanitari (il sovraffollamento). Certo che è strano: per decenni delle condizioni disumane delle nostre carceri non è mai fregato niente a nessuno, nonostante i ripetuti richiami e sanzioni da parte della UE e delle associazioni che si battono per i diritti umani. Adesso, all'improvviso, sembra che tutti abbiano scoperto il problema, gettandosi con encomiabile slancio nella ricerca di una soluzione. Non sono fantastici?

venerdì 23 agosto 2013

L'amnistia di Mauro

Accantonata (per ora) la faccenda della grazia, oggi si (ri)discute di amnistia; ogni giorno un argomento diverso e l'analisi di un possibile escamotage per salvare il delinquente. Se mettessero lo stesso impegno e la stessa tenacia per trovare soluzioni al problema della crisi economica e del lavoro giovanile, a quest'ora viaggeremmo ai ritmi della Germania.
A dare inizio alle danze è stato nientepopodimeno che Mario Mauro, ministro della difesa, che tanto si è speso e si spende per perorare la causa della partecipazione italiana al programma Joint Strike Fighter, ossia i famigerati F35. In una surreale dichiarazione, rilasciata probabilmente sotto gli effetti di qualche bicchiere di troppo, ha pomposamente dichiarato (tenetevi forte): "Propongo un atto di realismo. Occorre ripristinare il senso dello stare insieme, che non è nelle corde naturali del centrodestra e del centrosinistra, è evidente, ma è qualcosa cui si è obbligati per le circostanze che il paese sta vivendo. Sarebbe la premessa sulla quale far germogliare una armonia, requisito indispensabile per parlare di giustizia, e arrivare ad un atto di clemenza di iniziativa delle Camere, cioè un'amnistia".
Non trovate che sia fantastico? Filosofando in maniera deliziosa sui perché, soprattutto a beneficio di chi è avvezzo a lasciarsi incantare da avvolgenti giri di parole senza capirci un accidente, l'ardimentoso ministro è riuscito - un classico del linguaggio politichese - a rendere l'idea che sia assolutamente necessaria una ignominia del genere, a dare l'idea che l'amnistia rappresenti il classico uovo di Colombo. Sembra quasi che si aspetti, in risposta, un coro di: "ma come abbiamo fatto a non pensarci prima?"
Ma non è finita qui, perché l'etilica dichiarazione prosegue con questa perla: "[con l'amnistia, ndr] la certezza del diritto e della pena ne uscirebbero rafforzate". Avete capito bene, no? Mettiamo in piedi una bella amnistia, un bel tana libera tutti (teleimbonitore compreso, ovviamente, visto che la fanno per lui) e la certezza del diritto e della pena ne usciranno rafforzate. I casi sono due: o il ministro ha veramente rilasciato questa dichiarazione sotto i fumi dell'alcol, oppure pensa che siamo tutti una massa di lettori del Giornale, a cui, notoriamente, si può raccontare che gli asini volano e quelli ci credono.
In entrambi i casi non c'è da preoccuparsi, ma c'è veramente da avere paura.

giovedì 22 agosto 2013

Il golpettino (fallito)

Dunque, ricapitoliamo. B. vorrebbe che il Pd lo salvasse, votasse cioè in giunta contro la sua decadenza da senatore. In più, lui vorrebbe garantirsi la ormai famosa agibilità politica, bypassando la benedetta legge Severino da lui stesso votata (qui ci sarebbe da ridere e da piangere allo stesso tempo, ma lasciamo stare).
Letta, poveraccio, ha provato ad alzare un po' la voce con l'amico di merende Alfano, farfugliando qualcosa tipo "non si baratta un governo con le beghe giudiziarie del tipo, e la legge deve essere uguale per tutti". Alfano, colto un po' alla sprovvista (la perspicacia e l'intuizione non sono mai stati il suo forte, d'altra parte basta guardarlo), sembra che un po' si sia risentito, anche se lo sguardo profondo e sveglio tradiva l'impressione che non avesse capito bene le parole di Letta - è probabile che ci stia rimuginando ancora su.
Poi il buon Letta è andato da Napolitano a riferire gli esiti del colloquio (attendiamo da quest'ultimo il monito alla responsabilità n. 4563, che dovrebbe essere diramato a breve, probabilmente entro stasera). Adesso per il Pd si fa gnara. Se infatti vota per cacciare dal senato il delinquente, il governo cade, se invece lo salva, probabilmente alle prossime elezioni prenderà solo i voti di Letta, Epifani e Franceschini.
Nel frattempo il catramato, dal suo bunker-villa arcoriano, ha dichiarato che siamo agli atti finali della famosa "guerra dei vent'anni", ossia quella intrapresa dai magistrati comunisti per scalzarlo definitivamente dalla politica. Non so di preciso cosa sia questa guerra dei vent'anni (le mie reminescenze scolastiche si fermano alla guerra dei trent'anni, ma credo sia un'altra cosa), e non si capisce dove siano questi magistrati comunisti che mirano a prendere il potere - non mi risulta che la magistratura si sia mai candidata alle elezioni politiche. In più, e questa è storia, se si vanno a vedere i risultati delle elezioni politiche degli ultimi 20 anni, si vede chiaramente che c'è sempre stata una certa alternanza: alcune volte ha vinto il cdx, altre il csx, a seconda di come alla gente girava di votare.
Quindi, o questi magistrati comunisti sono talmente inetti da non riuscire a mettere in piedi neppure un piccolo golpettino, oppure il golpe è solo nella fantasia malata del catramato. Ovviamente è buona la seconda.

mercoledì 21 agosto 2013

Eroe per un giorno

Stavo dando un'occhiata alle prime pagine di questa mattina. Avete visto chi è il nuovo eroe del giornalame di destra? Nientemeno che Franco Nero! Che uno potrebbe dire: "Franco... chi?" Proprio lui, il leggendario attore italiano. È lui il nuovo eroe dei Feltri, dei Belpietri e di zio Tibia. Le prime pagine di Libero e Giornale sono oggi tutte per lui. Roba grossa, eh, mica bazzecole; non è che uno diventa dall'oggi al domani l'eroe dei due giornali che in Italia vengono maggiormente utilizzati per incartare il pesce senza validi motivi. Eh no, caspita; tanto onore e tanta gloria... insomma, cos'avrà mai fatto il bel attore per essere stato riesumato dal dimenticatoio in cui giaceva da anni?
Pare che - udite udite - abbia presenziato a una cena in cui era presente il famigerato giudice di Cassazione Antonio Esposito, quello che ha avuto l'ardire di condannare in via definitiva il catramato per frode fiscale. E allora? potrebbe chiedersi, legittimamente, qualcuno. Beh, sembra che il sempre attento orecchio di Franco Nero abbia carpito dei discorsi da cui si evincerebbe che il giudice era prevenuto nei confronti di B. Forse gli era addirittura ostile. Terribile!
Ah, non ci sono storie, qui la sentenza va annullata, B. non può certo essere condannato da un giudice che gli è ostile, scherziamo? E poi, mica stiamo parlando di Massimo Boldi o Alvaro Vitali; qui c'è Franco Nero che ha sentito tutto, mica cotiche. Povero giudice Esposito: dura la vita del primo giudice italiano ad aver comminato la prima condanna definitiva al tipo delle cene eleganti.

martedì 20 agosto 2013

L'evasione fiscale e il prossimo

Da gennaio a oggi la GdF ha scoperto quasi 5000 evasori totali, che hanno sottratto alle casse dell'erario 17,5 miliardi di euro. Non so se avete presente quanti sono 17,5 miliardi di euro, e non so se avete presente per quante cose si sarebbero potuti utilizzare.
Il bello è che stanno tutti lì a lambiccarsi il cervello, a studiare, a cercare i modi per trovare le risorse con cui abbassare le tasse, togliere l'IMU, finanziare lo stato sociale. I soldi ci sono, basta avere voglia di andare a prenderli. Quelli che si nascondono al fisco in questo modo, poi, sono quelli che fanno più incazzare, perché non dichiarando nulla hanno diritto ad agevolazioni fiscali di ogni genere: libri scolastici per i figli, riduzioni sulle prestazioni sanitarie, ecc. E poi, dopo aver avuto le agevolazioni da nullatenenti sui libri scolastici dei figli, li portano magari a scuola col SUV da 100.000 euro.
Forse non è ben chiaro: chi froda il fisco (tipo il catramato, per fare un esempio), chi evade, chi fa il furbo, alla fine lo mette in quel posto al prossimo.
Fine della storia.

Incostituzionale

Ci sarebbe da sbellicarsi, se non fosse che in realtà c'è ben poco da ridere. Quelli del Pdl (Malan, Nitto Palma, Rotondi e compagnia cantante) vogliono portare alla Consulta la legge Severino, perché mostrerebbe gravi profili di incostituzionalità. Per chi fosse all'oscuro, tale legge è quella che sancisce l'incandidabilità parlamentare per chi ha sul groppone condanne definitive maggiori di due anni. Tutto ciò è bellissimo.
Peccato che tale legge sia stata promulgata otto mesi fa, praticamente all'unanimità, sia dal Pdl che dal Pd. E, durante l'esame in commissione, nessuno ha trovato alcunché da ridire o ha espresso dubbi e perplessità in tal senso.
Poi, all'improvviso, a cadere nelle maglie della legge è il teleimbonitore, e siccome bisogna cercare in tutti i modi di prendere tempo, vuoi che, andando bene a riguardare, qualcosina di incostituzionale non ci sia? Diciamo la verità: noi al paese dei balocchi facciamo una pippa.

lunedì 19 agosto 2013

Porcellum soap

Ieri ‪‎Letta‬, al Meeting, non ha fatto in tempo a promettere che entro ottobre sparirà il ‪porcellum‬, che già oggi, dentro il Pd, hanno cominciato a scannarsi e a darsele di santa ragione. Senza contare il Pdl, che ha ribadito che non c'è nessuna fretta e che il porcellum va benissimo.
Dài, Letta, su, non mi dire che non hai ancora capito: la porcata di Calderoli non la cambierà mai nessuno, fa troppo comodo a tutti.

(...)

domenica 18 agosto 2013

Letta al Meeting

Stavo leggendo, qua e là, alcune delle cose dette da ‪‎Letta‬ al ‪Meeting‬. Tra la marea di ovvietà, trovo: "Noi dobbiamo rilanciare la politica alta [...] non abbiamo avuto esempi di buona politica ma tanti di malapolitica [...] dobbiamo essere esigenti, richiedere trasparenza". Mentre leggevo, non potevo fare a meno di pensare che sta governando col tipo delle cene eleganti. Vabbe'...
"Gli italiani puniranno tutti quelli che anteporranno i loro interessi a quello comune". Balla sesquipedale. Sono 20 anni che il frodatore fiscale sta in parlamento facendosi esclusivamente i cazzi suoi, e gli italiani continuano a votarlo. Forse, nel frattempo, Letta era altrove.
"Davanti all'emergenza rappresentata da una grave forma di impoverimento spirituale, culturale [...] E' importante il contributo che viene ai più alti livelli dalla Chiesa Cattolica". Beh, si trova al Meeting, una strisciatina alla chiesa cattolica è d'obbligo. Sinceramente, non sono in grado di dire se sia in corso un impoverimento spirituale generalizzato. Pochi dubbi, invece, sull'impoverimento culturale e specialmente morale della società. Da questo punto di vista, chi ha amministrato l'Italia negli ultimi 20/30 anni ha responsabilità gigantesche.
"Se guardiamo al futuro usciremo dalla crisi". Una dichiarazione del genere vuol dire tutto e niente, specie se non specifichi l'entità temporale di questo fantomatico futuro (un mese? un anno? un lustro? un secolo?).
Vabbe', stammi bene, Letta, va'...

sabato 17 agosto 2013

Chi li mantiene?

"Napolitano dice che 'la catena umana per i migranti nel mare di Siracusa fa onore all'Italia'. Che palle! Ora li manterrà il signor Napolitano? A quando, caro ex comunista, una catena umana per aiutare i 4 milioni di disoccupati italiani?"
La dichiarazione che leggete qui sopra appartiene a Matteo Salvini. Il riferimento, naturalmente, è a quanto accaduto nel siracusano, dove alcuni bagnanti hanno salvato i migranti che avevano fatto naufragio di fronte alla costa. Il commento di Salvini, se mai ce ne fosse ancora bisogno, è un altro esempio che dimostra di che pasta sono fatti i leghisti: un mix micidiale di intolleranza, stupidità, ignoranza, malafede e miopia.
Opporre l'obiezione "adesso chi li mantiene?" davanti a persone che stanno affogando, infatti, dà esattamente la misura della pochezza morale e umana di chi la pronuncia. Nessuno mette in dubbio che l'immigrazione verso le nostre coste sia un problema, ovviamente, ma prima della ponderazione, della ricerca di soluzioni, del cercare di venirne a capo in qualche modo, viene l'umanità. Sempre.
Mi si dirà - obiezione nota - che a forza di essere umani, alla fine lo prenderemo in quel posto, che ci rimetteremo perché la nostra cultura, la nostra identità saranno cancellate per sempre. A parte il fatto che la nostra cultura e la nostra storia ce la stiamo tranquillamente cancellando da anni da soli, dal momento che del nostro patrimonio storico non frega niente a nessuno; ma se questo accadrà, gran parte della colpa sarà di quelli, tipo Salvini e soci, che si sono sempre rifiutati di mettersi lì per cercare di risolvere, o almeno gestire, il fenomeno.
Oh, certo, la ricetta della lega la conosciamo, basta aprire Google e digitare "respingimenti". Quello che purtroppo non hanno capito questi signori, è che pretendere di fermare il fenomeno della mondialità coi respingimenti equivale a tentare di alleggerire la piena del Po con le bottiglie (o con le ampolle). Per quanto riguarda i quattro milioni e passa di disoccupati, Salvini provi a farsi un esamino di coscienza, magari guardando chi c'era al governo del paese negli ultimi tre lustri: forse potrebbe farsi un'idea dei corresponsabili della situazione di oggi.

martedì 13 agosto 2013

Quindi?

Tutti pendevano dalle sue labbra, tutti aspettavano un suo comunicato chiarificatore e illuminante. Alla fine Napolitano ha parlato. E che ha detto? Niente. O meglio, tutto e niente, in ossequio al leggendario cerchiobottismo che ha sempre contraddistinto la sua presidenza.
Da una parte, infatti, ha detto che le sentenze, specie se definitive, si rispettano e si applicano, e questo vale per tutti. Dall'altra, riguardo la famosa grazia di cui tutti parlano, si è limitato a chiarire che lui non ha ancora ricevuto alcuna domanda, come a dire - immagino -: "voi fatela, la domanda, poi vediamo". Ogni commento mi pare superfluo.

lunedì 12 agosto 2013

Il dramma dell'omosessualità

"Sono omosessuale, nessuno capisce il mio dramma, e non so come farlo accettare alla mia famiglia". Queste parole, secondo quanto scrivono molti quotidiani, sarebbero state vergate dal ragazzino romano prima di suicidarsi. Non so se avete notato: è lui stesso ad ammettere di trovarsi in un dramma. Ebbene sì: essere omosessuale, oggi, nel nostro paese, è ancora un dramma, una tragedia. Non so niente di questo ragazzino appena quattordicenne; magari aveva già altri problemi suoi, non si può escludere niente. Ma è incontrovertibile il fatto che viviamo in una società che ancora emargina chi considera diverso. Una società dove chi è omosessuale viene messo all'angolo senza speranza, recluso al confino, spesso apostrofato come "frocio".
Una società dove un ex presidente del consiglio, puttaniere conclamato, può permettersi di dire che "è meglio guardare ragazze che essere gay" senza che nessuno lo cacci a calci nel culo. Una società dove una chiesa cattolica, o una parte di essa, ancora legata ad anacronistici e ridicoli convincimenti, considera gli omosessuali malati da curare. Una società in cui non mi riconosco più, e della quale - ormai mi capita sempre più spesso - mi vergogno di far parte.

domenica 11 agosto 2013

Io so che tu sai che lui sapeva

La vicenda Esposito si arricchisce di un nuovo, entusiasmante capitolo. Arrivano infatti nientemeno che le dichiarazioni esplosive del berlusconiano Nitto Palma, già ministro della giustizia (sic!) e attualmente presidente della commissione Giustizia (doppio sic!). Secondo l'illustre politico-giurista, la sentenza della Cassazione su B. "doveva essere annullata", e questo "sulla base delle dichiarazioni stesse di Esposito".
Dice l'illustre giureconsulto: "Perché quando lui [Esposito, ndr] dice che il non poteva non sapere non era un principio giuridico e che la Cassazione non si sarebbe mai uniformata a questo, sostanzialmente afferma che è sbagliato il fondamento delle sentenze di primo e secondo grado che si basano per l'appunto sul quel principio". Bello, peccato che non sia vero niente. Se si vanno a leggere le motivazioni della prima sentenza e di quella d'appello, infatti, si scopre che B. è stato condannato "perché sapeva", non perché "non poteva non poteva non sapere".
I casi, quindi, sono due: o Nitto Palma non ha letto le due precedenti sentenze, oppure le ha lette e non ci ha capito niente (oppure, ancora, è in malafede). Comunque sia, vamos, continuate pure a farci ridere.

Risurrezione dai morti

Devo assolutamente rivedere e approfondire la questione della risurrezione dai morti, uno dei pilastri su cui poggia la religione cattolica. Finora non ci ho mai creduto, ma dopo aver letto del comizio di ‪‎Bossi‬ di ieri sera... eh, insomma, sta' a vedere che sotto sotto qualcosa di vero ci può essere. Oltretutto - leggo sempre dalle cronache - pare si sia trattato di un Bossi in gran spolvero. Si racconta che sia addirittura riuscito a mettere insieme un'ora di discorso sensato (per sensato, ovviamente, intendo dal punto di vista della sintassi, non certo dei contenuti).
Tra le perle racchiuse nel suddetto discorso, spicca questa aulica e delicata perifrasi, che ci ricorda ancora una volta di che pasta è fatto il grande statista della val Brembana: "la gente ne ha pieni i coglioni della Kyenge". Diciamo la verità: quando ha ragione ha ragione. D'altra parte come è possibile contrapporre qualsiasi obiezione a un'analisi così profonda e documentata, espressa oltretutto con una così accurata delicatezza lessicale? Impossibile! Del resto, per rendersi conto che la ragione è dalla parte del senatur, basta andare un po' in giro. Ovunque si vada: bar, piazze, parchi, stazioni, centri commerciali, spiagge, passi alpini, è tutto un confabulare sulla malefica Kyenge. Ho udito addirittura alcune persone, in fila davanti a un ufficio di collocamente, dire: "quanto ci sta sui coglioni la Kyenge".
Eh sì, stavolta il mitico senatur ci ha visto giusto: il problema più grosso che ha l'Italia è la signora Kyenge, ecco perché sta così sui coglioni a tutti. Bravo Bossi. Oggi vado a vedere di trovate qualche libro per approfondire la questione della risurrezione dai morti.

IMU e libertà

Bella l'uscita dell'evasore conclamato sull'IMU: "va abolita, è una questione di libertà" (vigilata?). Molti hanno interpretato questo delirio come un ultimatum al governo: o la tolgono o lui stacca la spina.
Ovviamente sono tutte balle, buone per raggirare i gonzi di turno. B. e combriccola, infatti, sanno benissimo che la caduta del governo Letta e il ritorno al voto sarebbe anche la caduta dell'unica chance che ha per ottenere quel famoso salvacondotto di cui si parla dal 1° agosto, quando la Cassazione ha certificato che è un frodatore del fisco. Per quanto riguarda l'IMU, il divertimento maggiore sta nel leggere i commenti dei lettori sui siti berlusconiani, tipo: "vai Silvio, toglici l'IMU!" e deliri simili.
Ora, è commovente vedere quanti creduloni speranzosi ci sono in giro. Fanno quasi tenerezza, poverini. L'IMU, infatti, non è possibile in nessun modo toglierla, se non a prezzo di dissesti finanziari dalle dimensioni imprevedibili. Ecco perché non si può abrogare, ed ecco perché chi lo promette in giro è un imbroglione. I soldi sono quelli, non ci sono margini, e le tasse ormai sono come partite di giro. Vi ricordate cosa successe quando fu abolita l'ICI? I comuni aumentarono alla chetichella, chi più palesemente, chi meno, tutte le altre tasse e i servizi. State pur sicuri, quindi, che se anche abolissero questa benedetta IMU, la pagheremmo comunque sotto altri nomi e altre forme.
Sarebbero contenti giusto i lettori del Giornale. Tanto quelli, figuratevi...

venerdì 9 agosto 2013

Esposito deve pagare



Diciamo la verità: fanno quasi tenerezza, vero? Mi riferisco a quelli del Giornale. Già non ne parla più nessuno, non frega più niente a nessuno, ma loro vanno avanti, incuranti del ridicolo che si autocalamitano addosso. La prima pagina di stamattina, come quella dei giorni scorsi, è per lui, tutta per lui, il leggendario giudice Antonio Esposito; e in questo momento, ben tre articoli in home page parlano di lui e delle sue incredibili malefatte.
Il trattamento Mesiano, all'epoca, confronto al nuovo dispiegamento di balle verso il giudice che ha condannato B., era uno zuccherino. Del resto bisogna capirli: condannare definitivamente il frodatore fiscale per eccellenza è uno sgarro troppo grande: impossibile fargliela passare liscia. E allora si tira fuori tutto quello che si può tirare fuori; si scava nella vita privata, nelle frequentazioni, addirittura si cita la testimonianza preziosa dell'edicolante di fiducia, secondo la quale l'imparziale giudice acquisterebbe ogni mattina Il Fatto e Repubblica. Terribile! (A quando la testimonianza del barbiere o del gelataio?)
Insomma, come fa un tale giudice a essere imparziale? Poi, poco importa che la condanna definitiva del tipo delle cene eleganti sia arrivata dopo tre gradi di giudizio, 10 anni di processo e il pronunciamento univoco di 15 giudici diversi. Esposito deve pagare. E allora avanti tutta: continuate pure a farci ridere (o piangere, scegliete voi).

Mi vendo

Scrive il Corriere che un italiano su quattro, nell'ultimo periodo, si è rivolto a un compro oro. Spiegare il fenomeno non è difficile. Si vanno a vendere fedi nuziali, anelli, catenine, braccialetti, insomma oggetti che spesso hanno un valore affettivo molto superiore a quello economico per poter sopravvivere un altro po'. Forse un mese in più; se va bene un anno.
Segno eloquente dei (tristi) tempi che viviamo.

giovedì 8 agosto 2013

Pensioni

Non è questione di destra o sinistra, e neppure dei meccanismi che permettono il cumulo di tali emolumenti. Molto più semplicemente, non è ammissibile. E non perché ci troviamo strangolati da una crisi economica senza precedenti: semplicemente perché non è ammissibile.

mercoledì 7 agosto 2013

Espos(i)to

Esattamente come immaginavo: tanto casino per nulla (d'altra parte siamo in agosto, bisognerà pure riempire le pagine, in qualche modo...).

lunedì 5 agosto 2013

Chi tocca chi

C'è un divertente articolo di Marcello Veneziani (avete presente, no?) sul Giornale di oggi. Titolo: "Da Almirante a Craxi chi tocca la sinistra muore". Il succo di tale, memorabile pezzo, è che sarebbe in essere da decenni una specie di complotto (ovviamente giudiziario) per fare fuori chiunque, nel tempo, sia riuscito in qualche modo a raccattare voti sufficienti ad accantonare la sinistra.
"Vorrei conoscere la segreta legge in base alla quale chi si oppone alla sinistra è sempre un delinquente" esordisce il noto filosofo del Giornale. Ora, la comicità del pezzo non meriterebbe neppure una replica, ma solo un pietoso lenzuolo. Comunque, a beneficio di chi avesse voglia, vale la pena segnalare che su Wikipedia o in altri posti si trovano agevolmente le biografie dei due suddetti personaggi. Basta leggerle e si capisce subito che l'opposizione alla sinistra non c'entra un tubo, bastano le vicende giudiziarie.
(Per Berlusconi, citato anche lui da Veneziani, non serve neppure cercare tanto, è cronaca di questi giorni, anzi di questi ultimi 20 anni.)

Ricevimenti

Quindi, Brunetta e Schifani sono andati da Napolitano. Si crede, comunemente, che le udienze che il capo dello stato concede a esponenti del parlamento che ne fanno richiesta, abbiano come oggetto temi di interesse pubblico, magari provvedimenti legislativi sulla situazione economica, sul lavoro. No, loro sono andati a chiedere al capo dello stato che si adoperi in qualche modo per trovare un salvacondotto per un pregiudicato. Già il fatto che Napolitano li abbia ricevuti la dice lunga su molte cose. Ma, d'altra parte, ormai lo conosciamo bene pure a lui - a volte sono contento che gente come Pertini non ci sia più: almeno si risparmia spettacoli come questo.
Naturalmente, il discorso della grazia ormai è accantonato; i due galoppini di B. sembra abbiano puntato a una commutazione della pena (come se il presidente della repubblica avesse il potere di modificare sentenze), oppure a una riveduta della Severino-Monti sulla incandidabilità parlamentare dei condannati in via definitiva, per chiudere con una bella accelerata alla famosa riforma della giustizia che metta al riparo B. dalle future sentenze. Ecco, il quadro (ridicolo) è questo. Un condannato per un reato che nella maggior parte dei paesi del mondo prevede la reclusione, manda due dei suoi scherani a trattare con un capo di stato un salvacondotto e una riforma della giustizia che segua i suoi desideri e indicazioni. Per fare un paragone, sarebbe un po' come mettere Pacciani a guardia di un asilo.
Forse tutto questo ce lo meritiamo.

domenica 4 agosto 2013

A me gli occhi

Non ho seguito, ovviamente, il discorso del tipo in tv. Anche perché ripete da 20 anni le stesse barzellette, quindi che senso avrebbe? (e poi, se permettete, Grisham è più interessante.)
Ho comunque letto qualcosa qua e là su Twitter. Una delle uscite più divertenti, rivolte ai quattro gatti sotto il balcone, è stata "ve lo dico guardandovi negli occhi: sono innocente!" I poveretti che stanno lì sotto, ovviamente gli credono, ed è perfettamente irrilevante che 10 e passa anni di processo, tre gradi di giudizio e 15 giudici diversi abbiano certificato, all'unanimità, il contrario. Lui li guarda negli occhi, è sincero, e chi cavolo sono questi magistrati per affermare il contrario?
Altra balla sempre divertente è: "Nella nostra Costituzione c'è scritto che la sovranità appartiene al popolo". Certo che c'è scritto. Ma l'articolo citato, che è il primo, prosegue con qualcosa tipo "che la esercita [la sovranità, ndr] nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione". Fateci caso: ogni volta che il teleimbonitore ha citato questo articolo, ha sempre "dimenticato" di citarlo per intero.
Eh, l'età...

Tra Bondi e Bossi

Napolitano s'incazza con Bondi per la sua evocazione della guerra civile in caso non venga concessa la grazia all'evasore fiscale per antonomasia. La cosa mi impensierisce un po'. Ricordate, qualche anno fa, quando Bossi invocava i leggendari trecentomila fucilieri della val Brembana pronti a scendere e mettere a ferro e fuoco Roma? (a proposito, si è saputo più niente?)
Lì Napolitano, se non ricordo bene, non fiatò. Eppure come cretinata fa più o meno il paio con quella di Bondi. Chissà. Si vede che la delusione provocata da Bondi è molto molto maggiore. In fondo, Bossi è già un miracolo se riesce a mettere insieme una frase di senso compiuto, mentre Bondi è un laureato, mica cazzi! E anche poeta, per giunta. Insomma, la delusione di Napo per un'uscita del genere è molto più comprensibile: d'altra parte stiamo parlando dell'indiscusso erede di Mario Luzi.

sabato 3 agosto 2013

Grazia

Leggo che il delinquente, adesso, vorrebbe la grazia da Napolitano, il quale, conoscendolo, gliela concederebbe ovviamente seduta stante (figuriamoci!). Fortunatamente, da quel poco che ho letto in giro, la cosa non dovrebbe essere così facile. Sarebbe infatti la prima volta che si concede a chi non ha ancora iniziato a scontare la pena. In più, non credo sia tecnicamente possibile concederla a chi ha altri carichi pendenti aperti, e il teleimbonitore ha il procedimento a Napoli per la compravendita di senatori, il caso Ruby, ecc...
Insomma, se Napolitano si piegasse anche a questo ricatto, dopo aver supinamente firmato ogni porcata partorita dal catramato in questi anni, forse qualcuno i forconi comincerebbe a prenderli per davvero.