sabato 31 dicembre 2016

Stephen King e l'imbecille



Ho sempre adorato Stephen King, specie quello che nei suoi romanzi non perde occasione di ricordare ai suoi lettori l'affetto, e soprattutto l'ammirazione, che ha sempre nutrito per i Bush.

La sinistra che immagina Scalfari

Scrive Scalfari (Repubblica, 31/12/2016), analizzando la situazione economica contingente, che "La politica sociale d’una sinistra moderna ha due compiti principali: aumentare la produttività ed abolire o almeno diminuire le diseguaglianze. [...] La diseguaglianza [...] significa sostanzialmente una costante e crescente differenza tra ricchi e poveri. Questa differenza fa sì che il numero dei ricchi diminuisca ma la ricchezza di ciascuno di loro aumenti mentre specularmente il numero dei poveri e dei meno abbienti aumenta insieme alla loro povertà soprattutto per quanto riguarda il cosiddetto ceto medio." Parole sante. Siamo nella stessa identica situazione che si è creata negli USA a partire dalla deregulation e abbassamento delle tasse ai ricchi voluti da Reagan e Bush, strada tra l'altro che si appresta ad imboccare nuovamente il neoeletto Trump. Chi ha letto libri come La grande frattura, di Joseph Stiglitz, lo sa benissimo. Il grande problema con cui si scontrano da decenni gli USA è appunto l'aumento della disuguaglianza e dell'allargamento della forbice tra un ceto ricco che diventa sempre meno numeroso ma sempre più ricco e un ceto povero che diventa sempre più numeroso - la classe media è praticamente sparita. Scalfari omette però di dire che la sinistra di cui ci parla, qui da noi non esiste, e non l'hanno certo incarnata il suo amato Renzi e predecessori vari: Letta, Monti, Berlusconi figurati, tutti orientati verso un liberismo selvaggio che ha finito per agevolare chi già stava bene a scapito dei tantissimi che stavano sull'altra sponda.
Ma magari sarà per l'editoriale della prossima settimana. Forse.

I miei libri del 2016

Come ho fatto anche l'anno scorso, elenco qui di seguito i libri che mi hanno tenuto compagnia in questo 2016 che sta per chiudersi. Principalmente si tratta di narrativa e saggistica, i due generi che amo di più. Già che ci sono, approfitto per augurare a chi passasse di qui un sereno 2017. 
Di cuore.

01) In piena libertà e coscienza - M. Hack
02) Gli eredi dell'Eden - W. Smith -
03) Addio alle armi - E. Hemingway
04) Nocciolo d'oliva - E. De Luca
05) Senza Dio - G. Giorello
06) Il nostro agente all'Avana - G. Greene
07) Pastorale americana - P. Roth
08) A fuoco - A. Miller
09) L'inferno alle porte - B. Pronzini
10) La ragazza di Bube - C. Cassola
11) La storia di Lisey - S. King
12) Non sei più mio padre - E. Cantarella
13) Slow reading - D. Mikics
14) Il grande disegno - S. Hawking
15) Chirù - M. Murgia
16) Pape Satàn Aleppe - U. Eco
17) Memoriale del convento - J. Saramago
18) Con parole precise - G. Carofiglio
19) L'artista dei veleni - J. Moore
20) L'inondazione - A. N. Bravi
21) Il bazar dei brutti sogni - S. King
22) Il codice del traditore - A. Swanston
23) Inferno - F. Gungui
24) I vampiri dello spazio - C. Wilson
25) Costruire il nemico - U. Eco
26) Scheletri - S. King
27) Parlarsi - E. Borgna
28) L’avvocato canaglia - J. Grisham
29) Il califfato e l’Europa - F. Cardini
30) Il racconto dell’isola sconosciuta - J. Saramago
31) Immunità e vaccini - A. Mantovani
32) Il paese delle badanti - F. Vietti
33) Anarchia e libertà - N. Chomsky
34) Gli ultimi ragazzi del secolo - A. Bertante
35) Chi perde paga - S. King
36) Sguardi differenti - AA. VV.
37) Lasciar andare - P. Roth
38) Parlare di Isis ai Bambini - D. Ianes
39) Ricordati che eri straniero - B. Spinelli
40) Sherlock Holmes e il mistero delle api avvelenate - A. Thomas
41) Una fine in lacrime - R. Rendell
42) Per Isabel - A. Tabucchi
43) Mondo senza fine - K. Follett
44) Sostiene Pereira - A. Tabucchi
45) Il sentiero delle tombe - M. Edwards
46) Niceville - C. Stroud
47) Vittime e carnefici nel nome di “dio” - G. Albanese
48) La grande frattura - J. Stiglitz
49) Le rose di Atacama - L. Sepùlveda
50) Costituzione! - S. Settis
51) Socrate, per esempio - M. G. Vaglio
52) Due bambine in blu - M. H. Clark
53) Abisso - Lincoln Child
54) Occhi nel buio - M. Millar
55) Figlia del silenzio - K. Edwards
56) La principessa di ghiaccio - Camilla Läckberg
57) Perché no - M. Travaglio S. Truzzi
58) L’imperatore di Ocean Park - S. L. Carter

venerdì 30 dicembre 2016

Sehnsucht

Poco fa mi è arrivata la notifica di un commento a un video che caricai un paio d'anni fa sul tubo, questo. Il video non è niente di che, ho solo preso quel bellissimo pezzo di Mike Oldfield, ci ho buttato su qualche immagine presa qua e là dalla rete e l'ho caricato. Semplice semplice, senza effetti di transizione, sfumature e quant'altro. Mi pare addirittura di averlo assemblato col cellulare. Il commento, postato da tal MultiDugal, recita semplicemente "sehnsucht", che io mica so che significa. Dalla struttura del termine ipotizzo che sia tedesco, ma dovrei chiedere a Michela, che ha la maturità linguistica e quindi è probabile che lo sappia. Ma Michela non c'è, è già partita con sorella, moroso e compagnia per Villagrande, dove farà il Capodanno, e mica posso andare a romperle le scatole per 'sta roba qua. Quindi ripiego su Google che mi reindirizza a Wikipedia. Ed ecco qua il significato: "Sehnsucht è una parola-chiave dello spirito romantico tedesco, che incarna un concetto tipico della cultura romantica, reso in italiano per lo più con il termine "struggimento".[1][2] Deriva dall'antico alto tedesco „Sensuht“, nel senso di "malattia del doloroso bramare"[3] e indica un desiderio interiore rivolto ad una persona o una cosa che si ama o si desidera fortemente. Questo stato d'animo è direttamente collegato al doloroso struggimento che si prova nel non potere raggiungere l'oggetto del desiderio. In alcuni casi specifici, come per le persone che si lasciano consumare dalla Sehnsucht, essa può assumere tratti patologici e psicopatologici, molto simili alle molteplici forme di desiderio di morte, che possono raggiungere un proposito di suicidio."
Cioè, con un semplice video con una bella musica e poche immagini ho suscitato in qualcuno tutta 'sta roba qua? Sono piacevolmente esterrefatto.

giovedì 29 dicembre 2016

Non c'è verso

Chi ama leggere molto ha una maledizione: la mancanza di tempo per leggere. Una mancanza di tempo le cui cause sono molteplici ma fondamentalmente accomunate dal fatto che, oltre a leggere, nella vita è obbligatorio fare altre cose. Ad esempio lavorare, oppure scrivere in un blog, oppure badare che le figlie, che di là in cucina mi pare stiano preparando una torta, non mandino a fuoco la casa, perché mi pare di avvertire giusto adesso un odorino di bruciato che non annuncia niente di buono. È importante che la casa non vada a fuoco, perché ce n'è solo una, e una volta bruciata quella qua si è a piedi. Ma stavo parlando della maledizione della mancanza di tempo.
Effettivamente, durante la settimana il tempo per leggere non è tanto, perché quando si torna dal lavoro alle quattro del pomeriggio, ora che ci si è messi un po' in piano è notte - in questo periodo, tra l'altro, non è notte solo per modo di dire, è proprio buio. E allora si cerca di eliminare alcune cose, tipo ad esempio il cazzeggio improduttivo su facebook. E infatti è già da tempo che ci ho dato un bel taglio, nel senso che ci bazzico sempre più raramente e sono avviato alla cancellazione definitiva. Ma la soluzione al problema, la soluzione definitiva, sarebbe smettere una volta per tutte di lavorare. E già qui, molti potrebbero giustamente maledirmi. Ma come? Con la crisi di lavoro che c'è tu vuoi smettere per poter leggere? potrebbe rimbrottarmi qualcuno. E mica avrebbe tutti i torti. Ebbene, se potessi lo farei. Come del resto farebbe ognuno per potersi dedicare esclusivamente al proprio passatempo preferito. E provo a immaginare quanti libri avrei preso in mano quest'anno, invece dei 60 o giù di lì effettivamente letti, se avessi potuto fare solo quello.
Ma non si può. Non è concesso. Né a me né, presumo, ad alcuno dei miei 32 lettori (in caso contrario, il fortunato è pregato di farmelo sapere nei commenti). Possiamo solo accontentarci di sognarla, una vita in cui si faccia solo ciò che piace, più in là di lì non si va. 
Comunque sia, adesso devo assolutamente andare di là in cucina a vedere cosa combinano quelle due.

Tra Renzi e Gentiloni

L'unica differenza tra Gentiloni e Renzi è che Gentiloni twitta pochissimo, diciamo poco, e comunque molto meno del predecessore, e sono tutti tweet morigerati e tranquilli senza la montagna di meravigliose e grottesche false promesse, patetici vanti e inesistenti volte buone e Italie che cambiano verso di quel pericoloso megalomane che c'era prima.
È già qualcosa.

mercoledì 28 dicembre 2016

Siamo strani, noi blogger

Ogni tanto mi capita di buttare l'occhio ai blogroll dei blog che seguo. Il blogroll, per chi non fosse addentro alle faccende del bloggaggio, non è nient'altro che la lista dei blog che ogni blogger segue (la mia la trovate scorrendo la colonna qui a destra). Ecco, scorrendo alcune di queste liste mi sono accorto che la stragrande maggioranza dei blog elencati non viene più aggiornata da tempo. Tempi diversi. Da alcuni mesi ad alcuni anni. Ne ho trovato addirittura uno abbandonato da più di un lustro.
Fa un certo effetto vedere questi siti abbandonati a sé stessi e non più considerati da nessuno. Magari sono blog che negli anni di attività sono stati curati con ogni riguardo, ne è stato meticolosamente e con precisione certosina personalizzato l'aspetto grafico, le funzioni. Poi, da un giorno all'altro, è stato abbandonato a sé stesso. Magari non proprio da un giorno all'altro ma gradualmente. Da un post o due al giorno degli anni di splendore chi lo gestiva è sceso a un post ogni due o tre giorni, poi a uno a settimana, poi a uno ogni 15 giorni, poi... basta. Adesso c'è questa infinità di blog che stanno lì, inerti, abbandonati, come soprammobili che rimangono a prendere polvere su mobili di case i cui proprietari se ne sono andati via da tempo. Forse perché nel frattempo sono nati altri spazi più attraenti, come faccialibro, Twitter o chissà cos'altro; la massa di chi leggeva i blog si è spostata là e i blog sono inariditi. D'altra parte è noto che oggi se non si è su faccialibro praticamente in rete non si esiste. Anche questo blog fino a 5 o 6 anni fa aveva un numero di lettori di un certo rilievo. Poi, progressivamente ma inesorabilmente, quel numero è sceso e adesso è rimasto in compagnia dei suoi 30/40 lettori fidati che ancora vengono qua a leggere ciò che il tenutario butta giù.
Ma noi blogger di nicchia siamo strani. Ci ostiniamo a continuare a scrivere per pochi (forse più per noi stessi). E in fondo ci piace un casino farlo.

"Allarme meningite" (dove?)





Incuriosito da tanto elevata dose di "allarme", sparsa a piene mani dal giornalame nostrano, decido di fare un paio di googlate. Cinque minuti e trovo i dati di diffusione delle principali malattie invasive in Italia, tra cui la meningite, dal 2011 in qua, così come riportati dall'Istituto Superiore di Sanità (link). Questi:

Anno 2011: 1150 casi.
Anno 2012: 1211 casi.
Anno 2013: 1419 casi.
Anno 2014: 1479 casi.
Anno 2015: 1815 casi.
Anno 2016: 1376 casi.*

Non ci vuole granché a capire che non esiste nessun allarme meningite, in Italia, e che anzi il numero di casi accertati quest'anno ha avuto una compressione che addirittura ci riporta al periodo tra il 2012 e il 2013. L'unico allarme serio riguarda l'eccessiva e dannosa proliferazione del giornalismo bufalaro e acchiappaclic, quello che specula sulle paure della gente per bassi fini di bottega. Il resto è aria fritta.

* Dati aggiornati al mese di novembre.

martedì 27 dicembre 2016

Principessa Leia

Non sono mai stato un fan di Guerre stellari, come ho già scritto in precedenza, ragion per cui la diparita di Carrie Fisher non mi sconvolge come mi aveva sconvolto la morte ad esempio di Umberto Eco, oppure David Bowie, artisti che ho amato e che, ognuno nel proprio campo, sono stati importantissimi per me. Mentre leggevo della morte della Fisher mi veniva di pensare, tra il serio e il faceto, a quanti giorni mancassero alla fine di questo 2016. I personaggi che nei più svariati campi sono stati importanti per moltissime persone e che questo anno si è portato via, sono infatti tantissimi, probabilmente più di quelli che se ne sono andati negli anni precedenti. Ma queste sono solo elucubrazioni senza fondamento causate dall'emozione del momento e dal fatto che la nostra mente è per sua natura portata a calcolare, stabilire medie, cercare correlazioni e così via.
La realtà è che la morte lavora tutti i giorni, incessantemente, non guarda in faccia a nessuno, se ne frega della condizione sociale, del rango, del conto in banca, della razza, dell'età, della salute o della malattia o del colore di chi intende abbracciare. Solo la pura coincidenza ha voluto che quest'anno si sia data molto da fare con personaggi che per vari motivi erano a noi conosciuti. La signora con la falce è probabilmente l'unica istituzione che esista al mondo che può vantarsi di operare alla luce piena della democrazia e dell'equità.
Magari non è una grossa consolazione, ma questo è.

Il colpo del KO

Par di vederli, tutti lì affannati a cercare una via d'uscita che permetta di evitare l'arrivo del referendum che ripristinerà l'art. 18 e butterà nel cesso i famigerati voucher, diventati il simbolo dell'istituzionalizzazione del precariato. Art. 18 e voucher, due dei frutti più avvelenati della famigerata riforma del lavoro targata Renzi. Se la Consulta deciderà per l'ammissibilità, il referendum si farà, a meno che il governo non trovi il modo di disinnescarlo intervenendo pesantemente sulla riforma stessa. Al governo lo sanno benissimo: se si va al referendum sono spacciati. Dopo la bocciatura a furor di popolo della revisione costituzionale; dopo che la Corte Costituzionale ha fatto a pezzi un paio di settimane fa la riforma della pubblica amministrazione targata Madia, una bocciatura popolare di uno dei fiori all'occhiello della gestione Renzi, il JobsAct appunto, potrebbe essere il colpo del KO.
Qua si è ottimisti.

La giornata più calda?

Ieri, attorno alle 13, nel comune di Santarcangelo di Romagna l'app meteo del mio smartphone segnava 37° di temperatura reale e 41° di p...