domenica 13 aprile 2025

Ieri e oggi

Ieri era quasi estate, oggi è quasi inverno. Ieri sono andato a camminare con la maglietta a maniche corte, oggi diluvia ed è freddo. Il meteo agisce per cesure nette, non per progressioni morbide; forse una volta era morbido, ora non più. Il tedio delle domeniche piovose lo combatto in vari modi, ad esempio scrivendo sciocchezze su Facebook, ma da Facebook mi sto progressivamente allontanando e ci scrivo sempre meno. Preferisco leggere, e tra ieri e oggi ho divorato questo ottimo thriller psicologico di Claire Douglas, che mi è capitato in mano per caso e mi ha ipnotizzato.



Stamattina, invece, mi sono incantato a seguire la splendida lezione di Dario Fabbri che metto qui sotto. Vi si spiega la genesi della guerra russo-ucraina non dal punto di vista delle vicende storiche che nel corso dei secoli hanno condotto al tragico epilogo dell'invasione, ma seguendo un approccio psicologico-antropologico della storia di quelle popolazioni. In pratica Fabbri, più che concentrarsi sulla storia, tenta di entrare nelle teste dei russi e degli ucraini per spiegare la loro psicologia collettiva e come questa dirige il loro agire. Un approccio interessantissimo e sicuramente originale. 

Comunque stasera verranno a cena qui da me e mia moglie le nostre figlie. In fondo le domeniche piovose non sono così male.


sabato 12 aprile 2025

Riconoscimenti tardivi

Con un pigolio passato quasi inosservato, qualche giorno fa Macron ha dichiarato che la Francia è pronta a riconoscere lo stato di Palestina. Bellissimo. Peccato che la Palestina non esista praticamente più e la striscia di Gaza sia ormai una distesa di macerie e cadaveri. E cosa vuoi riconoscere, uno stato fatto di macerie e cadaveri? 

Dal 18 marzo scorso, giorno in cui Israele ha interrotto la tregua e ha ricominciato a bombardare la striscia di Gaza, l'idf ha massacrato 1500 civili di cui 500 bambini. 1500 persone uccise in una ventina di giorni, una media di 75 al giorno che vanno ad aggiungersi alle 50/60mila già massacrate dall'inizio della rappresaglia. Con l'Europa che non dice una parola e la donna madre e cristiana che non fiata.

Il genocidio è quasi completato e civili vengono uccisi ogni giorno nell'indifferenza generale nei confronti di una delle maggiori tragedie del nostro tempo. Non so se la storia ci assolverà per quello che abbiamo fatto.

Cenere

Ieri sono andato al cimitero di Forlimpopoli alla tumulazione delle ceneri di una zia abbastanza alla lontana di quelle parti. La conoscevo, era simpatica, ed eravamo reciprocamente affezionati anche se ci si vedeva di rado a causa della distanza. È stata la prima volta che ho assistito a una "cerimonia" simile e mi ha fatto un certo effetto vedere il vaso con le ceneri trasportato in una specie di sacchetto come si porterebbe al braccio la borsa della spesa.

Mi è venuta in mente la famosa formula che recita il prete in occasione delle Ceneri (mi pare): Ricordati che sei polvere e polvere ritornerai, alla quale in Non ci resta che piangere Massimo Troisi risponde: "Mo' me lo segno". Ma mi viene in mente anche ciò che scrive Margherita Hack in un suo libro di cui non ricordo il titolo, in cui dice che ciò che rimarrà di noi dopo la morte, cioè atomi e molecole, vagherà tra terra e aria e nel meraviglioso mondo della chimica organica andrà a comporre altri organismi e altre forme di vita.

La mitologia dell'immortalità, alla fine, non è così campata per aria se ci si pensa, anche se le sue implicazioni pratiche sono comunque di ben poco sollievo.

venerdì 11 aprile 2025

Per noi che abbiamo la memoria corta


Tutti i romanzi pubblicati nella collana Il giallo Mondadori hanno nelle prime pagine uno specchietto riassuntivo contenente l'elenco dei personaggi principali della storia e la loro funzione. È un accorgimento che tutte le case editrici dovrebbero adottare, eviterebbe ai lettori di una certe età come lo scrivente di doverli appuntare a matita su un foglietto a parte o su una pagina bianca del libro.

Quando ero giovane e la mia memoria a breve termine saltava ancora i fossi per il lungo non avevo ovviamente necessità di ricorrere a questo espediente, ma ora sì, specialmente quando affronto romanzi di una certa complessità e una certa varietà di personaggi. Quando ho cominciato a rendermi conto della difficoltà di ricordare i personaggi in romanzi complessi un po' mi sono preoccupato, poi ho scoperto indagando qua e là che è invece un inconveniente abbastanza diffuso una volta che si entra nella seconda metà del nostro percorso su queste lande terrene. Quindi va bene così.

giovedì 10 aprile 2025

Retromarcia

Qui il Post illustra in maniera abbastanza chiara i motivi che hanno indotto Trump a fare retromarcia sui dazi, motivi che sostanzialmente si collegano a una possibile recessione dell'economia e all'arrivo di una più che probabile crisi finanziaria della stessa portata di quella del 2008 di Lehman Brothers. Ciò che più stupisce da quanto si legge è la totale improvvisazione e sottovalutazione degli effetti da parte di Trump. 

Nonostante fosse stato avvertito da alcuni suoi collaboratori dei rischi a cui si sarebbe andati incontro imponendo i dazi in quella maniera scriteriata, lui è andato dritto, finché al terzo giorno di crollo dei mercati qualcuno lo ha preso da una parte e gli ha detto: Guarda, o torniamo indietro o qui crolla tutto.

La prima potenza economica e non solo del mondo è andata in mano a uno squilibrato col garbo, l'educazione e il senso dello stato di un esagitato della curva nord e con la preparazione economica simile a quella di un Borghi qualsiasi. È incredibile questa cosa.

mercoledì 9 aprile 2025

Mancata crudeltà e cognizione di causa

Tutte le sentenze sono commentabili e anche criticabili e quella che ha condannato Filippo Turetta all'ergastolo non fa eccezione. Tuttavia io non credo che abbiano qualche valore, oltre a quello del mero sfogo, i commenti sdegnati vergati frettolosamente in pochi caratteri sui social, commenti dettati esclusivamente dalla reazione emotiva del momento per la mancata attribuzione dell'aggravante della crudeltà. Per alcuni motivi.

Uno di questi è che la sentenza emessa è il risultato di indagini approfondite che sono durate quasi due anni e che hanno preso in esame ogni singolo aspetto della vicenda: dalle perizie all'ascolto dei testimoni, dall'analisi delle riprese video agli esami psicologici della personalità dell'assassino e altro. Commentare tutto questo frettolosamente, e soprattutto senza aver letto per intero le motivazioni, è scorretto proprio a livello metodologico, anche se ovviamente è gratificante a livello emotivo (è risaputo che uno degli effetti "benefici" del vergare frettolosamente commenti indignati è l'allentamento della carica emotiva di cui sopra).

Il punto focale della sollevazione popolare è, come noto, la mancata attribuzione dell'aggravante della crudeltà a Filippo Turetta. Ovviamente io non sono in grado di dire se tale omissione sia corretta oppure no. Non ho cioè strumenti conoscitivi di alcun tipo per dire se l'assassino ha ucciso la sua vittima in modo crudele oppure no. E credo nessuno di noi, non avendo partecipato alle indagini e non avendo letto le centinaia e centinaia di pagine degli atti del processo, li abbia. I giudici però sì, e per loro l'aggravante della crudeltà non sussiste. Sbagliano? Può darsi di sì, ma può darsi anche di no. 

La spiegazione dei giudici su questa mancata attribuzione è ben evidenziata qui, ove tra le altre cose si legge:

Analizzando le immagini registrate durante le fasi dell’aggressione, il collegio giudicante ha rilevato una dinamica caotica, fatta di colpi ravvicinati, rapidi e inferti quasi alla cieca. Per i magistrati, pur riconoscendo l’efferatezza complessiva dell’azione, queste modalità non sarebbero frutto di una decisione lucida o cosciente da parte dell’imputato, ma piuttosto l’esito di un comportamento concitato, dettato dal panico e dalla mancanza di padronanza del gesto omicida. Nella carte si legge infatti che Turetta "non aveva la competenza e l'esperienza per infliggere sulla vittima colpi più efficaci, idonei a provocare la morte della ragazza in modo più rapido e pulito", cosi ha continuato a colpire fino a quando si è reso conto che Giulia "‘non c'era più'".

In altre parole, per i giudici l'aggravante della crudeltà si definisce dall'intenzionalità di infierire crudelmente sulla vittima anche facendone scempio e causandone sofferenza aggiuntiva a quella necessaria a procurarle la morte. Per i giudici questo elemento non c'era in quanto l'assassino aveva intenzione di portare a termine il crimine il più velocemente possibile.

Un altro elemento da tenere presente per cercare di allargare un po' lo sguardo è che gli stessi giudici è vero che hanno negato l'aggravante della crudeltà, ma hanno escluso tutte le attenuanti generiche che solitamente in questi casi vengono concesse. Più in generale, come scrive Luciano Butti qui:

Quando i giudici applicano la legge, e quindi anche quando riconoscono o escludono le aggravanti o attenuanti di un delitto, non possono decidere “a buon senso”, Devono, invece, verificare se sussistano, o meno, i requisiti che la legge richiede per applicare le varie norme. Nel sistema delle nostre norme penali, l’aggravante della crudeltà presuppone, in un omicidio, che l’assassino abbia utilizzato verso la vittima violenze crudeli “ulteriori” rispetto a quelle necessarie per ucciderla.

Naturalmente le reazioni di pancia che si leggono sui social o al bar non sono totalmente ingiustificate. Le materie che hanno a che fare con la giurisprudenza sono infatti complesse - in generale quasi tutti i temi di cui discutiamo sono complessi, anche se il più delle volte non ce ne rendiamo conto - e necessiterebbero di essere commentati con un minimo di cognizione di causa. Ma pure senza arrivare alla cognizione di causa, occorrerebbe che quando si leggono titoli tendenziosi e fuorvianti come "75 coltellate ma per i giudici l'aggravante della crudeltà non c'è" (i giornali sono perfidi in questo), prima di prendere in mano frettolosamente il nostro smartphone e allentare la pressione emotiva scrivendo di getto sciocchezze, contassimo almeno fino a dieci. Durante il conteggio potremmo farci qualche domanda, tipo: perché questo titolo? Cosa significa? Come si spiega? Perché per i giudici non c'è questa aggravante? 

Ma, è noto, la riflessione e i dubbi nell'epoca della velocità non hanno casa.

martedì 8 aprile 2025

Steve

Leggo che oggi è il compleanno di Steve Howe. È un chitarrista a cui sono molto legato non solo perché è stato il chitarrista degli Yes, ma soprattutto perché è stato il chitarrista degli Asia. Gli Asia nei primi anni ottanta pubblicarono un album omonimo, questo, che da ragazzino ascoltai fino a consumare il nastro magnetico della musicassetta e che, secondo me, è uno degli album più belli di tutta la storia del rock.

Piccola curiosità: l'assolo spagnoleggiante di chitarra acustica all'interno della canzone Innuendo, contenuta nell'ultimo, omonimo album in studio dei Queen, non è suonato da Brian May ma da Steve Howe.

Lunga vita, grande chitarrista.

Qui Innuendo e qui Without you, uno dei pezzi più belli di quel disco.

Vecchitudine

Mi sono imbattuto casualmente in alcuni video di Jackson Browne, un cantautore americano che da giovane amavo tantissimo, e sono rimasto sorpreso nel vederlo così invecchiato. Poi ho pensato che un conoscente di gioventù che mi vedesse oggi, dopo 40 anni, direbbe la stessa cosa. Non viene spontaneo mettersi nei panni di qualcuno che non ci vede da 40 anni, tendiamo sempre a guardare quanto sono invecchiati gli altri.
Comunque Jackson Browne da giovane era così.

Calmissimo

In questa epoca dominata dal trumpismo, in cui tutto crolla sia economicamente che eticamente, spuntano fuori da ogni dove consigli su come difenderci e sopravvivere. Su come difenderci da una guerra atomica sappiamo già tutto, edotti magistralmente in questo da alti esponenti europei che reclamizzano borsette col kit di base per sopravvivere tre giorni a una guerra nucleare e da giornali come Repubblica, i quali pubblicano articoli intitolati "Il fascino del bunker anti-atomico", dove si magnificano le meraviglie di un cubicolo di cemento armato di quattro metri per quattro impermeabile alle radiazioni e sepolto in giardino. Secondo Repubblica milioni di italiani sarebbero rapiti dal fascino di tale soluzione.

Poi, in caso si sopravviva all'atomica, ci sono i consigli su come sopravvivere finanziariamente al terremoto innescato dai dazi di Trump. La Stampa, ad esempio, stamattina pubblica un dossier dal titolo "Come difendere i nostri risparmi", in cui si indica come soluzione quella di stare calmi e aspettare, evitando di vendere subito, perché mediamente in un anno i mercati recuperano le perdite. Ottimo anche il consiglio di acquistare i Btp a 5 anni, oppure oro, ché lì non si sbaglia mai. Mentre leggo penso che io sono calmissimo, dal momento che in vita mia non ho mai fatto investimenti finanziari per il semplice motivo che, essendo da sempre un semplice dipendente privato, soldi da investire non ne ho mai avuti e ho sempre vissuto più o meno all'insegna del tanti presi, tanti spesi.

Quindi, da questo punto di vista, mentre fuori tutto crolla io sono calmissimo.

lunedì 7 aprile 2025

Il senso di Smilla per la neve


Ho finito ieri questo celeberrimo libro uscito parecchi anni fa - io su molte cose, non solo i libri, arrivo sempre tardi. Molto brevemente, la prima parte l'ho trovata entusiasmante, un giallo magistrale. Da metà in poi, quando la protagonista si imbarca sulla nave diretta in Groenlandia per scoprire il legame tra la spedizione di molti anni prima e la morte del bambino, qualcosa si rompe e sembra quasi di leggere un altro libro. 

Intendiamoci, rimane sempre un grande giallo con bellissime e interessantissime incursioni nella cultura groenlandese (andrebbe letto anche solo per questo), ma a mio avviso nella seconda parte un po' della magia della prima va persa, l'ho trovata meno avvincente, più confusa, con una serie di dialoghi di cui a volte è difficile trovare il senso. 

Peccato.

Nel complesso, comunque, un grande giallo.

Studiare per amore

Questo saggio è incantevole ed entusiasmante. Non è un manuale su come studiare, è esattamente il contrario e l'ho trovato particolarmen...